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Treia, Macerata, domenica 21 novembre 2010

Paolo D'Arpini denuncia l'ipocrisia e l'incongruenza del Papa Cattolico che accusa la Cina di indebita intromissione nei suoi affari...

di Paolo D’Arpini

 

 

Il Vaticano, uno Stato straniero in Italia il cui Papa-Re vuole far valere i suoi diritti ad ogni costo, di qua e di là del Tevere e sempre più lontano... (Grafica della Redazione)

 

 

Papa Ratzinger si spazientisce con la Cina perché è stato consacrato un nuovo Vescovo Cattolico senza il suo consenso, affermando che è un suo diritto ordinare i vescovi...

 

Però nega il diritto alla giustizia di intromettersi negli affari del Vaticano sulle faccende di malaffare economico e di pedofilia, dicendo che sono "affari interni" della Chiesa .
 


Ma insomma questo Vaticano è uno Stato ed il suo capo un Capo di Stato oppure una Religione di cui Ratzinger è il rappresentante?

 

Ma purtroppo nella Città del Vaticano vige ancora la norma dell'"infallibilità papale" e questa norma vale a tutti gli effetti sia in campo mondano che in campo dottrinale: il Papa-Re vuole far valere i suoi diritti ad ogni costo, di qua e di là del Tevere...
 


In verità nei primi secoli della Chiesa Cattolica i Vescovi venivano nominati dal popolo e non da un altro Vescovo (tale il Papa, detto anche "Vescovo di Roma"), e pure oggigiorno il diritto papale alla nomina dei Vescovi è riconosciuto solo nei Paesi a maggioranza cattolica e che gli conferiscono questa prerogativa: non certo in Inghilterra o nei Paesi dove resiste il Cristianesimo Ortodosso.

 

La nomina dei Vescovi è ancora una faccenda che riguarda le Istituzioni Religiose locali ed il Papa Romano non ci mette bocca.
 


Non si capisce quindi per quale ragione il Governo della Cina, uno Stato sovrano e laico, dovrebbe accettare che un Capo di Stato straniero, qual'è Ratzinger, unga i Vescovi Cinesi...

 

I Vescovi sono espressione del popolo, dicevamo, ed in Cina esiste una Associazione Cattolica Patriottica che ha ogni diritto di consacrare Vescovi e sacerdoti, essendo espressione del popolo cinese.

 

Ed infatti il 20 novembre 2010 nella Provincia di Hebei è stato nominato un nuovo Vescovo, il Monsignor Joseph Guo Jinkai, con l'approvazione e con l'imprimatur del Governo Cinese...
 


Ed allora cos'ha da lamentarsi Papa Ratzinger?

 

Perché vuole intromettersi negli affari interni della Cina?

 

Dovrebbe essere lieto che in Cina il Cattolicesimo prospera e non è osteggiato né perseguitato come in molti altri Paesi (vedi i recenti fatti in Iraq, in Israele, in Pakistan etc.).

 

I Cattolici Cinesi credono nel Dio della Genesi e seguono l'insegnamento di Gesù, cosa c'è di strano se indicano i loro Vescovi?

 

Cosa impedisce a quei Ministri di Culto ed alla gente del popolo che crede in Gesù di essere parte della Famiglia Ecclesiastica, detta "Cattolica", che appunto vuol dire ecumenica ed universale?
 


Evidentemente è Papa Ratzinger che non accetta le pecorelle cinesi, egli non è ecumenico e nemmeno rispetta i diritti all'autodeterminazione dei popoli e pretende di andare a comandare in casa d'altri.

Come per altro gli consentito fare qui in Italia con i suoi supporter politici (vedi i favori riconosciuti alla Chiesa per l'educazione religiosa nelle scuole e su temi economici come l'esenzione dell'ICI, il pagamento degli stipendi ai preti, etc. sino alla promulgazione di leggi gradite al Vaticano, che è uno Stato straniero in Italia.

 

Ma si è mai visto che lo Stato Italiano abbia fatto delle leggi a favore della Repubblica di San Marino?
 


Paolo D'Arpini
Fondatore del Comitato per la Spiritualità Laica

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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