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Web, domenica 7 novembre 2010 Donna oggi - In questi tempi così impoveriti ed indicibilmente superficiali, tutti passera, culi e tette, la rincuorante contro-immagine di Margherita Hack Fonte: www.universitadelledonne.it, Libera Università delle Donne di Milano
Margherita Hack - Firenze, 12 giugno1922 - è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana ed ha vissuto lavorando in grande stile alla scienza astrofisica. (Foto di archivio, grafica della Redazione)
Lei, l'astrofisica più tranchante, che si oppone con forza agli
oroscopi e alle teorie apocalittiche legate al calendario Maya, per cui
la terra si avvicina alla fine prevista nel 2012, non ha dubbi sulla vita
al di là della Terra: non è evento strano che civiltà extraterrestri ci
abbiano visitato.
Margherita Hack - Firenze, 12 giugno1922 - è una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana ed ha vissuto lavorando in grande stile alla scienza astrofisica.
Prima donna a dirigere un osservatorio
astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione
e ha dato un valido contributo alla ricerca per lo studio e la
classificazione spettrale di molte categorie di stelle.
Entrambi insoddisfatti delle loro religioni e chiese, aderirono alle dottrine teosofiche, intrecciando rapporti con un ambiente che sarebbe stato loro di sostegno nei momenti più difficili. Non simpatizzarono per il regime fascista e per questo subirono molte discriminazioni.
Vegetariani convinti, trasmisero questa
cultura alla figlia, che non ha mai mangiato carne e ha coltivato fin da
piccola grandi amicizie a "quattro zampe". Frequentò il liceo classico e iniziò a giocare a pallacanestro e a fare atletica, ottenendo ottimi risultati a livello nazionale nel salto in alto.
Ritrovò Aldo dieci anni dopo, nel 1943,
all'Università di Firenze, dove frequentavano rispettivamente la Facoltà
di Fisica e quella di Lettere. Si sposarono l'anno successivo e sono
ancora uniti.
Il lavoro fu condotto presso
l'Osservatorio astronomico di Arcetri, dove la Hack iniziò ad occuparsi
di spettroscopia stellare, che sarebbe diventato il suo principale campo
di ricerca.
Il primo impiego le venne offerto nel 1947 dalla Ducati, un'industria di Milano che iniziava ad occuparsi di ottica. Margherita lo accettò e si trasferì col marito, ma l'anno successivo preferì tornare all'ambiente universitario fiorentino. Dal 1948 al 1951, insegnò astronomia come assistente e nel 1950 entrò in ruolo.
Chiese ed ottenne il trasferimento
all'Osservatorio di Merate, presso Lecco, una succursale dello storico
Osservatorio di Brera.
Accompagnata dal marito, che la seguiva
in ogni spostamento, collaborò con l'Università di Berkeley
(California), l'Institute for Advanced Study di Princeton (New
Jersey), l'Institut d'Astrophysique di Parigi (Francia), gli
Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda), l'Università di Città del
Messico; è stata anche "docente in visita" presso l'Università di Ankara
(Turchia).
La sua gestione, durata fino al 1987,
rivitalizzò una istituzione che era l'ultima in Italia sia per numero di
dipendenti e di ricercatori che per strumentazione scientifica,
portandola a rinomanza internazionale. Fu istituito nel 1980 e sostituito nel 1985 da un Dipartimento di Astronomia, che la scienziata diresse fino al 1990.
Dalla sua nascita, nel 1982, la studiosa
ha curato una stretta collaborazione anche con la sezione astrofisica
della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).
Le sue ricerche hanno toccato diversi
settori: ha studiato le atmosfere delle stelle e gli effetti osservabili
dell'evoluzione stellare e ha dato un importante contributo alla ricerca
per lo studio e la classificazione spettrale delle stelle da 0 a F. Ha contribuito in particolare allo studio delle stelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo solcato di righe scure.
Le sue recenti ricerche includono la
spettroscopia, nel visibile ed nell'ultravioletto, dei sistemi a stelle
binarie, nei quali le due componenti sono così vicine da interagire, e
delle stelle simbiotiche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le nebulose e gli universi-isole (1959), La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo aspetto dell'Universo (1960), L'universo. Pianeti, stelle e galassie (1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L'universo violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L'universo alle soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992), Alla scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), Una vita tra le stelle (1995), L'amica delle stelle (1998.
Il trattato Stellar Spettroscopy,
scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto Struve (1897-1963) è considerato
ancora un testo fondamentale.
È membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.
Nel 1992 la scienziata è andata fuori ruolo per anzianità e ha continuato l'attività di ricerca senza l'impegno dell'insegnamento.
Nel 1993 è stata eletta consigliera
comunale a Trieste.
Dal 1997 è in pensione, ma dirige ancora
il Centro Interuniversitario Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia
(CIRAC) di Trieste e si dedica a incontri e conferenze al fine di "diffondere
la conoscenza dell'Astronomia e una mentalità scientifica e razionale". Dal 2006 Margherita Hack fa divulgazione scientifica anche attraverso l’attività teatrale, sia come autrice che come interprete.
Nel 2010 ha pubblicato
"Libera Scienza in libero
Stato", una ricerca sullo stato della ricerca scientifica in Italia,
da un lato bloccata dalla Chiesa, ma dall’altro per niente sostenuta
dallo Stato, e questo sia nelle politiche di centrodestra sia in quelle
di centrosinistra.
"Libera Scienza in libero Stato"
Dall’università alle
cellule staminali, la battaglia di Stato e Chiesa per mettere in fuga i
cervelli.
Secondo Margherita Hack
per due motivi, entrambi ben radicati nella storia e nel costume
nazionali. Margherita Hack passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea.
Per evitare che i troppi
medici al capezzale dell’università malata finiscano per ammazzarla.
Il saggio, arricchito da un percorso sulla storia dell'educazione e dell'istruzione delle donne, e da una esauriente bibliografia, è di quelli che fanno venir voglia di "andare oltre", su un terreno poco frequentato come quello della presenza femminile nella storia della scienza.
La questione qui è
trattata con una particolarità - quella di non indagarne i presupposti
scientifici o epistemologici - come facevano saggi celebri come
L'eredità di Ipazia di Margaret Alic (Editori Riuniti, 1989) o I
pantaloni di Pitagora di Margaret Wertheim (Instar Libri, 1996) - ma di
offrire il profilo biografico di settanta scienziate, legandolo a
un'immagine che strappa molte di queste donne da un anonimato anche
visivo. In particolare è stato considerato il rapporto delle donne con il sapere e con le tecniche; ne sono state ricordate l’attività e l’iniziativa nei vari luoghi di produzione della cultura: corti, salotti, conventi o centri di ricerca e ne è stata rilevata l’assenza dalle massime istituzioni delegate alla trasmissione del sapere: accademie e università. Un vuoto vistoso, anche se non totale, che si protrae almeno fino alla seconda metà del XX secolo.
I contributi delle
studiose al dibattito filosofico e scientifico del loro tempo sono
ricordati anche nella dimensione collettiva, come nel caso delle
religiose medievali, sia monache sia ‘beghine’, e anche delle astronome
e delle “dame di scienza” del XVII secolo, la cui iniziativa ebbe un
ruolo determinante nella diffusione della “rivoluzione scientifica”.
Ma soprattutto alle tante
che hanno visto il proprio lavoro ignorato e sminuito a favore degli
uomini che avevano accanto: da Sophie Brahe (sorella dell'astronomo
Tycho) a Gabrielle du Chátelet (compagna di Voltaire), a Marie Paulze
Lavoisier (moglie e collaboratrice del noto chimico) e Ada Byron,
collaboratrice di Charles Babbage e programmatrice ante litteram.
E non si tratta solo di
vicende consegnate all'occhio ormai imparziale della storia: il caso di
Mileva Maric, la moglie di Einstein, il cui ruolo nella definizione
della teoria della relatività è ancora discusso, e quello di Rosalind
Franklin, il cui contributo sperimentale alla teoria di Watson e Crick
sulla struttura del DNA è stato spesso sottovalutato dai colleghi,
mostrano quali difficoltà debbano affrontare le donne che scelgono di
dedicarsi a una carriera scientifica.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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