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Cerveteri, Roma, giovedì 4 novembre 2010

Cerveteri - Roma non scarichi la sua “monnezza” sulla Provincia!

di Giuseppe Onorato

 

 

No alla discarica di Allumiere! (Foto di archivio)

 


Una nuova discarica per il 2013 e sembra che Allumiere sia la destinata, proprio dietro casa nostra, perché a noi Cupinoro non basta.

 

Roma con le sue 1.765.958 tonnellate di rifiuti l’anno non vuole la discarica nel suo territorio, ma la vuole portare in Provincia, e il paladino di questa decisione è l’Assessore del Comune di Roma De Lillo che indica come unica soluzione la Provincia.

 

 

Inutile sottolineare che il nostro territorio, tra la discarica di Cupinoro e la centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord non è certo “sano” sotto l’aspetto ambientale.

 

Per non parlare dello specifico, come di Cupinoro, che già doveva essere chiusa, ma il nuovo Piano Rifiuti della Regione ha posticipato la chiusura al 2013.

 

Ma l’alternativa alla chiusura della discarica di Cupinoro qual'è?

 

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, su 40 Comuni che confluiscono a Cupinoro solo 3 superano del 15% la “monnezza” separata alla fonte!

 

 

Inutile ormai chiedere al Comune di Cerveteri che ne pensa, se ha alternative, se vede il problema, in questi due anni e mezzo nessuno della Maggioranza ha sprecato qualche parola su Cupinoro...

 

Eppure ci sono Partiti che nel proprio simbolo hanno la parola "ecologia", ma chissà che vorrà dire?!

 

Comunque, avvertiamo i Signori Amministratori, ma soprattutto i Cittadini, che Cupinoro è una bomba ecologica pronta ad esplodere!

 

Se non se ne prende coscienza, ci ritroveremo con un’emergenza rifiuti senza pari.

 

 

Per quanto riguarda la chiusura di Malagrotta e l’idea di creare una discarica ad Allumiere, non se ne parla e spero che i vari Sindaci e Politici locali non si accodino a questa scelta scellerata di spostare la discarica nel nostro territorio.

 

 

 

Giuseppe Onorato
Via Santangelo 40

Cerveteri (RM)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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