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Nepi, Viterbo, mercoledì 3 novembre 2010

Nepi - La giornata del 4 novembre: un’occasione per opporsi a tutte le guerre e ricordarne tutte le vittime

Fonte: Ufficio Stampa Comitato Nepi per la Pace

 

 

Il logo del Comitato "Nepi per la Pace".

 

 

Nella lettera del 18 ottobre 1965, scritta da Barbiana, ai giudici del processo che lo vedeva imputato per il reato d’istigazione all’obiezione di coscienza, don Lorenzo Milani, una delle personalità più importanti e coerenti della nonviolenza e figura di primo riferimento per l’intero mondo della scuola italiana affermava:

 

“Abbiamo dunque preso i nostri libri di storia (umili testi di scuola media, non monografie da specialisti) e siamo riandati a cento anni di storia italiana in cerca d’una guerra giusta.

D’una guerra cioè che fosse in regola con l’articolo 11 della Costituzione.

Non è colpa nostra se non l’abbiamo trovata”.
 

E così noi.
 

 

Il prossimo 4 novembre assisteremo ancora una volta ai festeggiamenti, mai termine fu più improprio, in ricordo della Prima Guerra Mondiale.
 

Festeggiamenti e celebrazioni esaltati da un retorico quanto vuoto senso di “amor di patria”.


Festeggiamenti e celebrazioni che furono un punto di forza della mistificatoria propaganda del Regime Fascista che, mentre sopprimeva con violenza ogni libertà in Italia e con le Leggi Razziali avviava alla deportazione gli Ebrei, faceva della guerra di aggressione a Nazioni e Popoli il punto centrale della sua politica, con le tragiche conseguenze che troppo spesso e volutamente si tende a dimenticare e minimizzare.
 

 

La Prima Guerra Mondiale fu una guerra ingiusta e come tutte le guerre una inutile strage di uomini, donne e bambini.
 

Le vittime italiane furono più di 600 mila, oltre un milione i feriti e tra questi più di 600 mila i mutilati.

 

I morti in totale nei Paesi coinvolti nel conflitto furono quasi 10 milioni.
 

Tutto questo si sarebbe potuto evitare attraverso soluzioni diplomatiche, senza alcun spargimento di sangue, come documentato storicamente.

 


Oggi l’Italia è ancora una volta un Paese in guerra.
 

Chiamano ipocritamente “Missione di Pace” la guerra in Afghanistan, a cui l’Italia prende parte con enorme sperpero di risorse pubbliche e disprezzo delle vite dei civili e dei soldati, e in aperta violazione dell’articolo 11 della nostra Costituzione che afferma:

 

“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.


Quello stesso Articolo Costituzionale tanto caro a don Lorenzo Milani come a tutti i veri democratici e alle persone che hanno a cuore la pace.
 

 

Il Comitato “Nepi per la Pace” con questo comunicato intende rivolgere un appello alle Istituzioni, agli insegnanti, agli studenti, agli organi d’informazione, alle Autorità Religiose, alle Autorità Militari e a tutti i Cittadini perché la giornata del 4 novembre diventi una giornata di studio e di memoria, una giornata di ripudio di tutte le guerre, in ricordo di tutte le vittime e in solidarietà con tutte le persone e i Popoli coinvolti in conflitti e oggetto di violenza e soprusi.
 

Il prossimo 4 novembre facciamo ancora più forte questo impegno e rinnoviamo ancora una volta la richiesta perché cessi subito la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan!


Direttivo del Comitato “Nepi per la Pace”
 
 

 

Ufficio Stampa Comitato "Nepi per la Pace"

Nepi, Viterbo

info@comitatonepiperlapace.it  

www.comitatonepiperlapace.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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