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Bracciano, Roma, lunedì 25 ottobre 2010 Bracciano - L’Ospedale Padre Pio dopo il Decreto numero 80 del Presidente della Regione Lazio: riflessioni e proposte di Iris Novello
L'Ospedale Padre Pio di Bracciano. (Foto © Iris Novello)
Al Convegno promosso da Lions e Amministrazione il Sindaco Sala riferisce l’incontro con la Polverini: la Sala Consiliare di Bracciano venerdì sera era colma di persone, operatori sanitari per lo più, molti dei quali indossavano una maglietta arancione con la scritta “No alla chiusura dell’Ospedale”.
L’occasione di incontro tra la Cittadinanza e i Dirigenti dell’Azienda ASL Roma F, con la partecipazione dei Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Manziana, Canale Monterano e Oriolo Romano, è stata fornita dal Lions Club Bracciano-Anguillara-Monti Sabatini che insieme all’Amministrazione Comunale ha organizzato il Convegno dal titolo “L’Ospedale di Bracciano dopo il Decreto n. 80 del Presidente Regione Lazio, riflessioni e proposte”.
Attesissimo l’arrivo del Sindaco di Bracciano che all’inizio del Convegno si trovava in Regione per un colloquio con la Governatrice del Lazio.
“Si chiede alla Dirigenza ASL di chiarire i dati che hanno portato al provvedimento - ha esordito il moderatore Lions Bruno Riscaldati – e di illustrare come funzionerà la struttura in seguito al Piano di Rientro”.
“Dal 2005 al 2009 la perdita
dell’Ospedale di Bracciano è andata crescendo ogni anno – ha
sottolineato il Direttore Generale della ASL Roma F - nel 2006
rispetto al 2005 era del 16,5 per cento, del 23 in più nel 2007, quasi
del 12 nel 2008, del 38,7 nel 2009 e nel 2010 la perdita è del 9, 24 per
cento, dunque significa che dal 2005 per la prima volta l’Ospedale di
Bracciano ha invertito la tendenza.
Se lo scorso anno l’Ospedale Padre Pio rappresentava un terzo di tutto il deficit storico della ASL Roma F, che dalla sua nascita ha accumulato un debito di 39 milioni di euro, questo Ospedale nell’anno 2009 ha presentato una perdita secca di oltre 10 milioni di euro”.
Il Dottor Squarcione ha proposto di migliorare la classificazione dell’Ospedale con un’apertura maggiore al territorio “però garantendo non solo urgenza emergenza, ma anche l’erogazione della prestazione con il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare per le patologie che non necessitano di ospedalizzazione e l’inserimento all’interno del presidio di tutta una serie di attività che mantengano in piedi il sistema ospedale”.
“La Conferenza dei Sindaci è la sede istituzionale in cui ci confrontiamo – ha aggiunto – e da dicembre a luglio abbiamo partecipato a quattro convocazioni perché il primo allarme c’è stato già alla fine del 2009 quando veniva ridisegnato il sistema di risparmio della sanità laziale”.
Infatti, i tecnici Andrea Urbani, esperto di numeri e uomo di fiducia della Polverini, Mario Morlacco, Sub Commissario nominato dal Governo due anni fa, insieme all’Agenzia Regionale per la Sanità Pubblica (ASP), non sono partiti da zero per il riordino della Rete Ospedaliera, ma hanno cercato di conformare i Decreti alle Linee Guida inserite nelle 146 pagine del Piano Sanitario 2010-2012 redatto e presentato il 29 dicembre 2009 dall’ex Commissario Elio Guzzanti, Piano approvato dai Tecnici del Tesoro e divenuto Legge Regionale in seguito alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del 28 luglio scorso.
“Allo stato attuale si predispone l’eliminazione dei posti letto e la trasformazione in un’altra struttura – ha detto il Direttore Sanitario della ASL Roma F - in questo caso si parla di Livello di tipo B che è un punto di primo intervento con annessa la stabilizzazione e relativo trasporto nei centri di riferimento dei casi in emergenza, con il potenziamento della elisuperficie e di ambulanze, molto spazio verrà dato all’integrazione territoriale sanitaria attraverso la medicina generale, i pediatri di emergenza, ambulatori e degenza infermieristica, infermieri ospedalieri saranno dedicati alla cura domiciliare integrata e verrà potenziata la centrale operativa.
Le proposte recepite dagli organi politici - ha aggiunto Giuseppe Quintavalle - riguardano innanzi tutto il tentativo di trasformazione da ospedale di tipo C, la conservazione dei posti letto ci permetterebbe non solo gli interventi del pronto soccorso, ma anche una residualità specialistica legata al punto C, come la Chirurgia diurna che permetterebbe oltretutto la difesa dei posti di lavoro”.
“Nell’incontro con la Polverini ho esposto delle perplessità riguardo ad un punto introdotto nell’allegato – ha riferito il Sindaco di Bracciano al rientro dalla Regione - chi ha redatto il Piano ha scritto che è fondamentale la distanza dal presidio ospedaliero per il trattamento delle acuzie, dei tempi di percorrenza che non possono essere mediamente superiori ai 45 minuti.
Ho portato dati ufficiali – ha spiegato Giuliano Sala che ha elencato le percorrenze:
Bracciano-Civitavecchia distanza 53 chilometri percorso 55 minuti, il tragitto più corto esclude l’autostrada, ma ci vuole 1 ora e 16 minuti per raggiungere il San Paolo;
Bracciano-Civita Castellana, percorso più corto 1 ora e 44 minuti, più veloce 1 ora e 14; Bracciano-Ospedale Sant’Andrea, distanza 33 chilometri percorso più breve 54 minuti, più veloce 57 minuti, siamo dunque abbondantemente sopra i 45 minuti richiesti”.
Il Sindaco di Bracciano ha inoltre fatto presente alla Governatrice del Lazio che non si possono tagliare posti letto in un territorio dove la crescita demografica raggiunge valori importanti, dati che corrispondono al 49,50 per cento per Ladispoli, 33,29 per Anguillara e 35,38 per Bracciano.
“Dobbiamo dare una risposta univoca partendo dal presupposto che ci sono 337 posti letto disponibili lasciati in sospeso, che ci sono delle criticità territoriali, che l’aumento dei 36 posti letto a Civitavecchia comporta la costruzione di nuovi padiglioni con relativo aumento di spesa - ha detto Sala - proposte che però non sconvolgano il Piano.
La Governatrice del Lazio si è dimostrata disposta a recepire le esigenze del nostro territorio, ma ha riferito che le eventuali revisioni si potranno effettuare solo dopo l’approvazione del decreto”.
Se i Tecnici del Ministero del Tesoro e della Salute il 26 ottobre esprimeranno parere favorevole sul Piano antideficit presentato dalla Polverini, dal Governo arriveranno 420 milioni di fondi FAS e lo sblocco del turn over.
Prima della chiusura del Convegno si è aperto il dibattito con il pubblico.
Incisivo l’intervento della rappresentante del Tribunale per i Diritti del Malato che ha spiegato il deficit sanitario accumulato negli anni nel comprensorio.
“I Cittadini di questo territorio devono la chiusura dell'Ospedale Padre Pio alle decisioni prese da Civitavecchia proprio nella passata gestione.
Nel 2007 alla Roma F i Dirigenti Amministrativi sono aumentati, rispetto al 2004, di venti unità, mentre diminuivano in tutte le Aziende del Lazio - ha spiegato Anna Radicioni che ha anche ricordato - l'importo esagerato delle spese in consulenze esterne, il peso incisivo della burocrazia e degli sprechi, mentre nel nostro Ospedale si chiudevano servizi essenziali.
Basti pensare che l’Azienda ha impiegato 213 giorni per restituire un questionario alla Corte dei Conti.
Abbiamo apprezzato l'impegno dell'attuale Dirigenza e la consapevolezza dei Sindaci - ha concluso Radicioni - ma il momento richiede responsabilità e compostezza, confidiamo nella Dirigenza Aziendale e nella leale collaborazione di tutti gli Enti Locali perché le esigenze del territorio vengano recepite alla luce delle garanzie costituzionali sancite dall’Art. 3, dove si parla di eguaglianza dei cittadini, e dall’Art. 32, inerente la tutela della salute.
I Cittadini che vivono nell'hinterland
di Roma Capitale non devono essere esclusi da tali diritti”.
Leggi volentieri anche...
Il Comunicato Stampa della FIALS,
il Comunicato Stampa del Comune di Bracciano riguardo a L'impedito incontro dei Rappresentanti Istituzionali dei territori colpiti con la Governatrice,
...e gli altri precedenti articoli sulla prospettata chiusura del "Padre Pio" di Bracciano:
Bracciano - Piano di Rientro Sanitario: il “Padre Pio” sarà riconvertito in Ospedale di II Livello,
Bracciano - Oltre 200 Cittadini e Amministratori al presidio contro la chiusura del “Padre Pio”,
Bracciano - Sanità: oltre mille persone sfilano per il futuro del “Padre Pio”,
Bracciano - La chiusura dei reparti al “Padre Pio” presumibilmente basata su dati falsati.
La demolizione della sanità pubblica, una storia lunga vent’anni!
Bracciano - Sanità: Stella Polare, Quale ospedale ci possiamo permettere?
Bracciano - Sanità: Sala, Apertura della Regione a istanze del territorio di Bracciano
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