|
Portale
Redazione & informazione
|
|
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Gli eventi del mese
Archivi
|
|
Treia, Macerata, lunedì 25 ottobre 2010 Agricoltura contadina, O.G.M. e Bioregionalismo... a San Severino Marche
Paolo D'Arpini al computer. (Foto © Paolo D’Arpini)
Il 30 e 31 ottobre 2010 all'incontro della Rete Bioregionale che si tiene a San Severino Marche viene rilanciata la campagna per l'agricoltura contadina, sulla quale è stata fatta una richiesta specifica, con presentazione di 6.000 firme alla Camera.
Occorre rilanciare questa proposta sia a livello istituzionale che nella
sensibilizzazione dei soggetti interessati.
Oggi, per ottenere il vantaggio di una (supposta) maggiore produzione agricola, si ricorre oltre che ai concimi chimici ed ai pesticidi anche al metodo di modificare il patrimonio genetico delle piante, allo scopo di: modificarne la struttura, renderle sterili (per obbligare gli agricoltori a comprare nuovi semi ogni anno), brevettarne la trasformazione indotta, rivendere in tutto il mondo il prodotto così ottenuto.
In realtà non è mai stato dimostrato che
le coltivazioni OGM producano maggiori quantità di prodotti, tutt’altro...
La decisione di promuovere questa campagna è stata presa a metà estate 2008 ed è operativa a tutti gli effetti.
Si tratta ora di cominciare ad ottenere dei risultati concreti con la Proposta di Legge che rappresenta il primo passo di questa campagna popolare.
Il passo successivo, se la legge venisse
discussa ed approvata alle Camere, sarà quello di divulgarne al massimo
le modalità e gli effetti, in modo che un sempre maggior numero di
persone ritenga utile e conveniente ritornare al "lavoro dei campi" ed
alla produzione e scambio di cibo in piccola scala e sul territorio
della propria bioregione.
Resta il problema dell'eccedenza saltuaria dei capi, soprattutto se maschi... ma la vita è cara a tutti gli altri esseri viventi senza che la loro esistenza debba corrispondere ad una "esigenza" umana, intendendo con ciò che anche gli animali hanno pari dignità e pur comprendendo il “discorso tecnico” sulla sostenibilità di allevamenti biologici, e sulla utilità dei prodotti di origine animale, non me la sento di sottoscrivere un discorso sull'allevamento prettamente funzionale e giustificato dalla compatibilità ecologica.
Comunque il discorso è aperto e non serve chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei fatti...
In questo momento la maggior parte degli
uomini si ciba ancora di carne e di derivati animali... per cui bisogna
andare per gradi.
"Sono perfettamente d’accordo sul ritorno all'agricoltura condadina, dobbiamo lasciar vivere gli animali sui pascoli liberi, ma la realtà deve essere cambiata un po' per volta a partire dai lager zootecnici intensivi… che devono essere chiusi... informando i consumatori della utilità di diminuire drasticamente il consumo di carne...
Quando tutti saranno vegetariani gli animali saranno finalmente liberi di pascolare senza essere ammazzati, intanto facciamo massima propaganda sulla tossicità della carne e sulla distruzione del Pianeta operata dagli 'allevamenti intensivi'…
E soprattutto fermiamo gli OGM…
altrimenti i geni animali ce li metteranno dentro i vegetali… e nessuno
si potrà più salvare…".
Secondo me è comprensibile che in un piccolo appezzamento agricolo vi siano anche animali a condividere il territorio sia per questioni di pulizia del fondo sia per la produzione di letame, etc., questi animali dovrebbero poter vivere dei soli erbaggi e rimasugli di cucina, in modo che la loro presenza sia realmente in sintonia con il contadino e con il luogo.
Perciò nell’appezzamento coltivato
naturalmente non dovrebbero essere ammessi allevamenti intensivi o
semi-intensivi di animali nutriti a mangime, la qual cosa
fuoriusciurebbe da una sistema ecologico di piccola agricoltura.
Se si attuasse questa metodologia semplice e corretta dal punto di vista ecologico ed alimentare, il contadino di fatto ritornerebbe ad una dieta tradizionale mediterranea in cui la carne compare molto raramente sul piatto e questo lo accetto…
(Anche se continuo a dichiarare che se ne
può fare tranquillamente a meno e ve lo confermo essendo stato
vegetariano ed in perfetta salute dal 1973).
“Dovremmo tutti osservare almeno un
giorno vegetariano alla settimana, se vogliamo contribuire con il nostro
comportamento a diminuire le emissioni di gas serra nella atmosfera”.
sai che non sono d'accordo con questo discorso, un minimo di "intensivizzazione" dell'agricoltura è necessario, non possiamo coltivarci ognuno il proprio grano e tanto meno il proprio riso e neanche i nostri fagioli.
È necessario che ci sia una persona di
buona volontà (possibilmente) che coltivi un sia pur piccolo
appezzamento di terreno con i diversi cereali, legumi, frutta.
Il settore industriale non si occupa
solo dell'allevamento e della macellazione di animali, ma di tanti altri
settori.
E dato che ci saranno delle persone
che lavoreranno e lavorano in questi settori di cui secondo me NON
POSSIAMO PIÙ FARE A MENO qualcun altro si dovrà occupare di produrre il
cibo anche per loro.
A cosa pensi che servisse
prevalentemente quel piccolo allevamento di bovini (da 2 a 12 animali)
che 100 anni fa e anche fino a 10 anni fa c'era in tutti i fondi? A
produrre il letame!
Ma continuavano a coltivare la terra perché credo che chi nasce contadino difficilmente muore "non" contadino e cosa useranno quegli agricoltori per concimare i loro terreni?
(Potremo chiederlo al Prof. Benito
Castorina... che viene all'incontro.)
Mi spiace di non aver avuto tempo di
farti leggere il libro che sto per finire: Il dilemma dell'onnivoro,
certo non è una Bibbia, ma è, direi,un punto di vista molto realistico e
documentato.
Per l'Incontro Nazionale della Rete
Bioregionale Italiana a San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010
Paolo D'Arpini Referente della Rete Bioregionale Italiana Portavoce di European Consumers Tuscia
Clicca sull'icona sopra o sul titolo di seguito per scaricare e/o stampare il Programma di "Ognissanti, 30-31 ottobre 2010"
Leggi volentieri il programma dell'“Incontro Annuale Rete Bioregionale Italiana”
|
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||
|
|
|
Tuscia Romana online |
||||||||
|
|
|
|||||||||
|
|
Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
|
|||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||