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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Treia, Macerata, mercoledì 20 ottobre 2010 La scuola oggi in Italia, fra sponsor privati e disperazione degli insegnanti... - Lettera Aperta
Paolo D'Arpini al computer. (Foto © Paolo D’Arpini)
Sul tema scolastico ho due cose da comunicare.
La prima è l'accorata lettera di una Professoressa di Liceo che denuncia
l'isteria totale nella quale si trova la scuola oggi.
la mia settimana è stata un po' duretta, all'insegna di situazioni scolastiche veramente pesanti e sulle quali ormai mi sembra di 'aver detto tutto'.
Lunedì scorso ho dovuto sostituire una Collega in una prima classe della sezione Tecnica del mio Istituto (io insegno al Liceo) ... sono uscita piuttosto 'mortificata' nei sentimenti più belli di me stessa 'insegnante' ... come si può 'insegnare' in una classe composta da 30 ragazzi tutti più o meno ripetenti e poco disposti a 'frequentare' un contesto come la scuola?
Ho ascoltato espressioni forti che nel gergo comune vengono chiamate 'parolacce' e anche 'bestemmie', li ho visti disperatamente 'cattivi' nei confronti di banchi e libri (sui quali hanno inciso le loro irriverenti considerazioni sulla vita) ... nessun interesse, nessuna domanda, nessuna riflessione personale su ciò che stavano vivendo.
Ad un tratto ho imposto una specie di 'rilassamento guidato', una sorta di training autogeno.
... qualcuno ha 'risposto', la maggior parte ha continuato a 'calpestare'
la bellezza del momento! Come si può parlare ancora di 'scuola'?
Siamo veramente consapevoli di ciò che accade dietro quelle 'mura' di cui si fa un gran 'vociare' quotidianamente?
L'immagine di un deserto senza fine forse riesce a comunicare quello che si vive spesso nelle realtà scolastiche del nostro territorio e poi... tanto silenzio... perché, come sento dire spesso 'bisogna sopportare'!
Allora, a che serve scrivere, a che serve provare ad esistere come 'essere umano'? Forse una società di 'robot' potrebbe sostenere questo complesso panorama 'educativo' staccando ogni tanto qualche 'spina'. ... ma la vita è altro.
La Bellezza della Conoscenza è sempre un giardino rigoglioso che attende di manifestarsi nella coscienza individuale in determinate condizioni ogni cosa ha un suo prezzo e un suo valore!”
Lettera firmata
L'altra è un articoletto di una nostra collaboratrice in cui si descrive il "modello scuola fai da te" visto che lo Stato non provvede più alle necessità basilari ed in cui si comunica che, per far funzionare la scuola, bisogna ricorrere ai privati, i quali forniscono (alle scuole pubbliche!) banchi, attrezzature e servizi vari.
Siccome i fondi a disposizione per la scuola sono sempre meno ci debbono pensare gli sponsor privati...
Forse sarà un bene... chissà?
Di certo si sa che la stragrande parte
dei fondi statali serve a foraggiare gli Amministratori stessi ed a
mantenere inutili Enti etc. mentre per le cose necessarie... bisogna
arabattarsi con gli sponsor... Mi sovviene ora di una storia che mi avevano raccontato in Emilia in cui le Forze dell'Ordine (dello Stato) non avendo i soldi per la benzina delle macchine con le quali fanno la ronda anticrimine devono ricorrere all'aiuto dei privati...
Proprio così, la gente comune
praticamente deve pagare la benzina alle Forze dell'Ordine per potersi
garantire maggiori controlli notturni, etc.
Altra annotazione è che ad esempio nei
piccoli Comuni che non hanno entrate sufficienti per pagare i dipendenti
si tende ad incrementare la commistione di multe e ad aumentare le
sanzioni amministrative...
Insomma il sistema fa acqua da tutte le parti... ormai siamo in una morsa diabolica che strizza e strizza e pochi si salvano: solo i delinquenti incalliti ed i Politici di professione.
Siamo allo sfacelo totale... o quasi!
Referente della Rete Bioregionale Italiana Portavoce di European Consumers Tuscia
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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