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Roma, giovedì 14 ottobre 2010

Regione - Mennella, la fresca e dolce tradizione di Anzio

di Enzo Merlina

Commenti dei lettori

 

 

Il banco dell'Antica Gelateria è rimasto com'era una volta, con i pozzetti, perché il gelato non deve essere a vista...
(Foto di archivio)

 


Quarantasei anni prima dello sbarco degli Alleati ad Anzio, sedici anni prima dello scoppio della Grande Guerra, tredici anni prima della Spedizione Italiana in Libia: era la fine del XIX secolo, il 1898 per la precisione, e Vincenzo Mennella compera alcuni locali ad Anzio, proprio davanti al Porto Innocenziano, per preparare maritozzi, squagli di cioccolato e caffè da destinare alla clientela del tempo (il turismo era là da venire).

Da allora la famiglia Mennella non se n'è più andata e 112 anni più tardi Mennella, ad Anzio e in tutto il Lazio, è sinonimo di gelato artigianale, preparato solo con ingredienti freschi e genuini: frutta (una quindicina di chili di media al giorno), latte, zucchero, uova "e tanta passione nel preparare un buon gelato", aggiunge la signora Agata Mennella, che ha preso le redini della conduzione dal 1968, l'anno della morte del padre Raffaele.
 


Era stato un altro Raffaele Mennella, originario di Torre Annunziata, a "sbarcare" ad Anzio, nel 1870, proprio l'anno della riunificazione di Roma al Regno d'Italia, proveniente con il traghetto postale da Napoli, a cercare fortuna per sè e la famiglia.

 

Ed è il nipote Raffaele che nel 1937 produce i primi spumoni, sorbetti e mattonelle di crema che costano dai 20 centesimi a una lira.
 


Il gelato è buono, il locale comincia a fare affari, ma arriva la guerra e i Mennella sono costretti a sfollare da Anzio nel settembre del 1943.
Torneranno nel luglio dell'anno dopo, sei mesi dopo lo sbarco degli Alleati, ma del locale davanti al porto antico troveranno solo macerie.

È il momento di rimboccarsi le maniche, di cominciare tutto da capo, sorte toccata a tanti Italiani in quei tempi.

Mennella risorge e torna a essere un punto di riferimento per la degustazione del gelato.

 

"È bello sentire clienti che ci dicono che vengono da noi da oltre 40 anni", dice Giovanni, figlio di Agata, anche lui indaffarato con la sorella Eugenia nella conduzione dell'azienda di famiglia e neo papà di una bambina da pochi giorni.

Non sono mancati, in passato, visitatori illustri: da Liz Taylor con Richard Burton, ad Antony Quinn e persino Grace Kelly con Ranieri di Monaco, scesi dal loro yacht per gustare la fresca leccornia da Mennella.

E poi Carlo Verdone, durante le sue scorribande estive giovanili sulla costa, sino all'attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini, frequentatore di Anzio con l'ex-moglie Daniela.
 


Uno dei segreti di tanto successo?

"Sicuramente il banco, rimasto così com'era una volta, con i pozzetti, che consentono di realizzare un prodotto con il minor numero possibile di grassi" è la spiegazione di Giovanni.

E la signora Agata aggiunge che "il gelato non deve essere a vista, soprattutto quando ha quei colori vistosi che sanno tanto di artificiale".

Sono cambiati i gusti nel corso dei decenni?

Stranamente, sembrerebbe di no: crema, nocciola, cioccolato, limone, fragola e zabaione erano i gelati dell'immediato dopo-guerra e sono tuttora i gusti più richiesti, "anche se, certo, adesso vanno forte gelati alla pera e cannella, ai fichi, al pistacchio, ma quello vero, di Bronte!" sottolinea con orgoglio la signora Agata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti dei lettori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Mennella le granite sono un must, specie quelle alle visciole e alla fragola, con frutta fresca e saporita.

 

Da assaggiare anche il gelato gusto pera e cannella!

Molto particolare, ma gradevole.

 

Il locale ha anche un ampio spazio aperto con tavolini, affacciato sul porto, perfetto per godersi le serate estive immersi nel tipico odore di paranza...

 

 

 

 

"Anzio era tutto per me, il luogo del divertimento, delle emozioni, dei primi innamoramenti, della curiosità.

Ero giovanissimo e già cominciavo ad alimentare quel bagaglio umano che avrei riversato nei miei film.

L'imbranamento, il lato coatto della vita, l'imbarazzo dei timidi e gli atteggiamenti esagerati e magari un po' volgari che vengono fuori quando stai al mare, al sole.

Quando perdi il controllo e ti prende l'entusiasmo, fino a lasciarti andare.

Tutto quello che sta dentro a 'Gallo cedrone', a 'Un sacco bello', a 'Troppo forte'.

 

Anzio era la comitiva, le ragazze, la musica beat, le feste nelle case sul mare, i Rolling Stones ascoltati dal juke box della rotonda dove si andava con le cento lire per tre dischi da batticuore, la gelateria 'Mennella' al porto, le gite in canotto, l'Arena dove i film erano impossibili, ma a noi ci facevano girare a mille, il mangiadischi di sera sulla spiaggia, i primi amori e le poesie struggenti che scrivevamo di notte sul diario."

 

Carlo Verdone

Da un'intervista di Silvana Mazzocchi su La Repubblica, 18 luglio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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