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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Roma, giovedì 14 ottobre 2010 Regione - Mennella, la fresca e dolce tradizione di Anzio di Enzo Merlina
Il banco dell'Antica Gelateria è
rimasto com'era una volta, con i pozzetti, perché il gelato non deve
essere a vista...
Ed è il nipote Raffaele che nel 1937
produce i primi spumoni, sorbetti e mattonelle di crema che costano dai
20 centesimi a una lira.
È il momento di rimboccarsi le maniche, di cominciare tutto da capo, sorte toccata a tanti Italiani in quei tempi. Mennella risorge e torna a essere un punto di riferimento per la degustazione del gelato.
"È bello sentire clienti che ci dicono
che vengono da noi da oltre 40 anni", dice Giovanni, figlio di
Agata, anche lui indaffarato con la sorella Eugenia nella conduzione
dell'azienda di famiglia e neo papà di una bambina da pochi giorni.
E poi Carlo Verdone, durante le sue
scorribande estive giovanili sulla costa, sino all'attuale Presidente
della Camera Gianfranco Fini, frequentatore di Anzio con l'ex-moglie
Daniela.
"Sicuramente il banco, rimasto così com'era una volta, con i pozzetti, che consentono di realizzare un prodotto con il minor numero possibile di grassi" è la spiegazione di Giovanni.
E la signora Agata aggiunge che "il
gelato non deve essere a vista, soprattutto quando ha quei colori
vistosi che sanno tanto di artificiale". Stranamente, sembrerebbe di no: crema, nocciola, cioccolato, limone, fragola e zabaione erano i gelati dell'immediato dopo-guerra e sono tuttora i gusti più richiesti, "anche se, certo, adesso vanno forte gelati alla pera e cannella, ai fichi, al pistacchio, ma quello vero, di Bronte!" sottolinea con orgoglio la signora Agata.
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Da Mennella le granite sono un must, specie quelle alle visciole e alla fragola, con frutta fresca e saporita.
Da assaggiare anche il gelato gusto pera e cannella! Molto particolare, ma gradevole.
Il locale ha anche un ampio spazio aperto con tavolini, affacciato sul porto, perfetto per godersi le serate estive immersi nel tipico odore di paranza...
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"Anzio era tutto per me, il luogo del divertimento, delle emozioni, dei primi innamoramenti, della curiosità. Ero giovanissimo e già cominciavo ad alimentare quel bagaglio umano che avrei riversato nei miei film. L'imbranamento, il lato coatto della vita, l'imbarazzo dei timidi e gli atteggiamenti esagerati e magari un po' volgari che vengono fuori quando stai al mare, al sole. Quando perdi il controllo e ti prende l'entusiasmo, fino a lasciarti andare. Tutto quello che sta dentro a 'Gallo cedrone', a 'Un sacco bello', a 'Troppo forte'.
Anzio era la comitiva, le ragazze, la musica beat, le feste nelle case sul mare, i Rolling Stones ascoltati dal juke box della rotonda dove si andava con le cento lire per tre dischi da batticuore, la gelateria 'Mennella' al porto, le gite in canotto, l'Arena dove i film erano impossibili, ma a noi ci facevano girare a mille, il mangiadischi di sera sulla spiaggia, i primi amori e le poesie struggenti che scrivevamo di notte sul diario."
Carlo Verdone Da un'intervista di Silvana Mazzocchi su La Repubblica, 18 luglio 2004
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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