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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Treia, Macerata, giovedì 14 ottobre 2010 “Bioregionalismo della porta accanto” - Discorso introduttivo per l'incontro della Rete Bioregionale del 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche
Nel bosco. (Foto © Paolo D’Arpini)
“La Terra mi appartiene ed io appartengo alla Terra”
Saul Arpino
Quando il 30 ottobre del 2010 cominceremo
a discutere di come ri-abitare il Pianeta, in piena consapevolezza della
nostra compartecipazione all'evento Vita, in realtà dobbiamo tener conto
del complesso processo di riavvicinamento alla Natura avvenuto nel
pensiero e nella pratica di quei precursori o ri-abitatori della Terra
(come si dice in gergo) che ci hanno preceduti ed ora ci accompagnano.
Apparentemente la civiltà delle macchine richiede grande intelligenza e capacità di comprensione per come queste strutture meccaniche, tecniche ed artificiali possano contribuire allo sviluppo della società umana.
Ma se questa comprensione è difettosa
abbiamo un risultato molto simile a quello avvenuto al dormiente
apprendista stregone Topolino, che non riesce più a fermare le sue scope
cariche di secchi d’acqua, e ci ritroviamo anche noi con la casa
allagata!
E qui mi riferisco alla coscienza
onnicomprensiva e indivisibile della Vita già presente nelle Civiltà
Antiche europee, dell’Asia e dell’Africa e dell’Oceania e della stessa
America prima della conquista inglese e spagnola.
Ma nel Bioregionalismo “americano” ad esempio si tiene conto della geografia territoriale, ma si considerano poco altri aspetti più sottili che noi in Europa abbiamo sempre conosciuto come le presenze del “genius loci” (io la chiamo spiritualità naturale o laica), oppure si accettano - dandole per scontate - alcune consuetudini consolidate senza capire se esse siano o meno in sintonia con il vivente…
E qui mi riferisco alla dieta alimentare che non può essere certo basata sull'improprio uso di carne, come è spesso nella pratica americana.
Difatti alcuni "bioregionalisti americanisti" ritengono che l’abitudine di mangiar carne sia un dato di fatto genetico e naturale nell’uomo mentre invece sappiamo che non è così, giacché l’uomo appartiene geneticamente ed anatomicamente alle famiglie frugivore.
Gli Americani amano la natura, scrivono poesie sul caribù e sull’orso, ma non trovano poi nulla di strano a sparargli e cibarsene sotto la luna…
C’è persino un estremismo “ecologico” di
persone che vivono sugli alberi, oppure che rinnegano l’agricoltura,
come un tal teorico primitivista Zerzan, ma che non trovano nulla di
strano poi nel nutrirsi di scatolette o guardare la televisione: insomma,
incongruenze americane.
Pertanto il delicato equilibrio
biochimico della specie umana dipende dall’integrità delle specie
vegetali così come l’Evoluzione le ha condotte fino a noi, poiché la
Salute di ciascuno di noi è basata sulla Biochimica cellulare umana, e
questa dipende, nella propria complessità genomica (D.N.A.),
dall’utilizzo di migliaia di vitamine e di complessi fitochimici
presenti in Natura."
0733 216 293
Programma dell'Incontro Bioregionale del 30 e 31 ottobre
2010 a San Severino Marche |
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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