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Bracciano, Roma, sabato 9 ottobre 2010

La FIALS si oppone alla chiusura dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano senza se e senza ma!!!

Fonte: Ufficio Stampa FIALS ASL RM F, Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità

Su segnalazione di Iris Novello

Fonte allegati: Ufficio Stampa Comune di Bracciano

 

 


Il Piano Polverini penalizza i Cittadini e mortifica gli Operatori, impoverisce il territorio privandolo di un servizio civile essenziale e costringe i Cittadini ad un pendolarismo per curarsi - 50 km di strade tortuose, pericolose e spesso ghiacciate: NO! NO!! Noi non ci stiamo!!!

 


In riferimento ai dati riportati nel decreto 80/Polverini allegato B osserviamo quanto segue:
 

Al Pronto Soccorso dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano il numero di medici per turno h/24 è quasi sempre di 1 unità e spesso la presenza del personale infermieristico è insufficiente tanto da dover chiudere il triage.
 

L’ASP Lazio nel 2008 resoconta l’attività dell’Ospedale di Bracciano su 142 posti letto, mai avuti, dagli anni 2000: con la scusa di ristrutturazione dei Reparti noi dal 2008 abbiamo avuto disponibili tra i 52 e 63 posti letto ordinari così distribuiti, cui vanno aggiunti 10 posti letto di day hospital:
 

 

 

 

 

 

Reparto

 

Chirurgia

Medicina

Ortopedia traumatologica

Ostetricia ginecologia

Terapia intensiva

Astanteria

 

Totali

 

 

Posti letto

 

16

28

16

0

2

1

 

63

 

 

 


che corrispondono al 28% di quelli disponibili sul territorio della ASL RM F.
 

Non essendo l’Ospedale in grado di sostenere la domanda di ricovero che è pervenuta dal Pronto Soccorso, i pazienti - informati al momento del ricovero dell'impossibilità da parte della struttura di Bracciano di garantire assistenza (4.767 richieste di ricovero) e che sarebbero stati dirottati in strutture irraggiungibili con i mezzi pubblici, in particolare verso Civitavecchia, Acquapendente etc. - hanno scelto di optare per il "rifiuto ricovero" per recarsi autonomamente verso altre strutture più facilmente raggiungibili, come il San Filippo Neri.
 

 

Se si considerano gli accessi al Pronto Soccorso rispetto all'offerta di posti letto si registra una alta fiducia per il Nosocomio del Distretto.
 

Se ogni giorno in media 55 persone si sono recate al Pronto Soccorso come potevano essere ricoverate in una struttura costretta a lavorare con una media di 57 posti letto con punte minime di 52 e massime di 63?

 

Pertanto le osservazioni scaturite da un solo indice statistico riportate nel Piano non rappresentano, anzi distorce, la realtà della struttura Ospedaliera di Bracciano e del territorio che ospita un bacino di utenza, allo 01-01-2009, di 52.731 unità e che allo 01-01-2010 è salito a 53.787 unità - e non sono stati considerati i territori immediatamente limitrofi come Ladispoli, Cerveteri e Oriolo Romano.
 

 

Per quanto riguarda il Reparto di Ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano teniamo a precisare che dal 2000 ha subito blocchi di attività a più riprese – l’ultima e definitiva dal 2008 ad oggi, il Direttore del Dipartimento Materno Infantile e Primario del Reparto Ostetricia di Civitavecchia in accordo con l’Amministrazione della ASL ha disposto il blocco dei ricoveri nel Reparto di Ostetricia e Ginecologia di Bracciano obbligando con ordine scritto il personale di Pronto Soccorso a convogliare l’utenza attraverso trasporto con autoambulanza esclusivamente presso l’Ospedale S. Paolo di Civitavecchia.

 

Nonostante ciò le partorienti, che insistentemente si sono rivolte a Bracciano con la speranza di essere accolte, non avendo potuto ricevere assistenza presso il suddetto Ospedale, nonostante il personale a tutt'oggi è assegnato ed è in servizio attivo nel Reparto di Ostetricia e Ginecologia, le gestanti non hanno gradito essere trasferite presso il S. Paolo di Civitavecchia, come si evince dai dati ASP la mobilità passiva dei residenti del Distretto 106-F3 verso strutture esterne è circa il 100%.

 

Pertanto il rifiuto del ricovero non è assolutamente da imputarsi ad una mancanza di fiducia da parte dell'utenza, ma dall’impossibilità di accedere ai letti così come imposto dall'Amministrazione della ASL ROMA F.

 


La FIALS chiede un incontro urgente al Commissario ad acta per scongiurare la chiusura e chiedere un immediato rilancio dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano!

 

Il nostro, si precisa alla Polverini, non vuole essere un incontro-scontro ma vogliamo presentare alla Governatrice della Regione Lazio il nostro Progetto di Rilancio dell’Ospedale immediatamente attuabile e soprattutto a costo ZERO.

 

Ritornare sui propri passi non è né una sconfitta né una debolezza, ma un segno di grande Civiltà e di grande Intelligenza.
 


Il Segretario Territoriale FIALS ASL RM F
Maria Ribaudi
 

 

 

L'impedito incontro dei Rappresentanti Istituzionali dei territori colpiti con la Governatrice

 

Comunicato Stampa 08-10-2010

"Sala: Episodio vergognoso volevamo solo confrontarci con Polverini

Impedito a Sindaci e Consiglieri Regionali l’ingresso in Regione e identificati dalle Forze dell’Ordine.
Il Primo Cittadino di Bracciano:
"Oggi sono state calpestate le Istituzioni".

“Quello di oggi è stato un episodio vergognoso.

Noi volevano solo un confronto con la Presidente Polverini, ci hanno invece identificato come se fossimo delinquenti e non Rappresentati dei Cittadini.

Oggi sono state calpestate le Istituzioni”.

 

Questo il commento del Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, al termine del sit-in di protesta che si è tenuto stamani di fronte alla Sede della Regione Lazio.

I Sindaci delle zone interessate dal Piano di Riordino Sanitario, accompagnati da Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali, dopo aver sostato fuori dai cancelli della Regione hanno cercato di entrare nell’edificio per chiedere di essere ricevuti dalla Presidente, venendo però respinti e poi identificati dalle Forze dell’Ordine.

“È scandaloso - prosegue Sala - che la Regione non abbia offerto la minima ospitalità a dei Rappresentanti Istituzionali all’interno del Palazzo Regionale, ma anzi li abbia trattati come dei delinquenti.

Mi auguro che i territori sappiano rispondere adeguatamente a questa azione antidemocratica”.

 

 

Comune di Bracciano - Ufficio Stampa

Piazza IV Novembre 6

00062 Bracciano (RM)

06 9981 6240 e 338-303 79 09
Fax 06 9981 6236

ufficiostampa@comune.bracciano.rm.it

www.comune.bracciano.rm.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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