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Roma, venerdì 8 ottobre 2010

Van Gogh - Tra campagna e città

di Enzo Merlina

 

 

Il fantastico "Olivi con cielo giallo e sole" (Olive Trees with Yellow Sky and Sun) dipinto da Vincent van Gogh a Saint-Remy nel novembre 1889, olio su tela 73,7x92,7cm, The Minneapolis Institute of Arts, Minneapolis, US. (Foto di archivio)

 


È stata inaugurata oggi a Roma, nel complesso del Vittoriano, una mostra su Vincent van Gogh che resterà aperta sino al 6 febbraio del prossimo anno.

Erano 22 anni che non si presentavano opere del grande artista olandese nella Capitale.

Il titolo dell'esposizione, nonchè chiave di lettura di quanto viene presentato, è "Campagna senza tempo - Città moderna".

Curata da Cornelia Homburg, una delle maggiori esperte di van Gogh, è una panoramica, in oltre 70 opere, tra dipinti, acquarelli, disegni, che illustra l'amore del grande maestro olandese per le scene di campagna senza tempo ma anche il suo legame con la città, intesa come fulcro di vita moderna.

Scriveva infatti Vincent al fratello Theo nel 1886: "Che piacere vedere di nuovo la città - tanto quanto amo i contadini e la campagna".

In aggiunta, si possono ammirare una quarantina di altre opere di artisti che furono per lui fonte d'ispirazione, come Gauguin, Pissarro, Cezanne, soltanto per citare i maggiori.

La mostra, alla quale hanno contribuito i musei di tutto il mondo, ha un percorso in parte cronologico, partendo dalle prime opere del periodo olandese, tra le quali giganteggia l'olio su tela "La semina delle patate" del 1884, prestato dal museo von der Heydt di Wuppertal.

I colori sono spesso cupi, in linea con il paesaggio, ma basta salire al piano superiore dell'esposizione per assaporare subito l'influenza della pittura impressionistica, con le due grandi tele dipinte a Montmartre, nel 1887, una di fianco all'altra.

E poi, ritiratosi nel sud della Francia, paesaggi e scene di città che riflettono la luce accecante e i colori del Mediterraneo.

Ma è bello "spiluccare" qui e là durante il percorso.

Per esempio, soffermarsi davanti agli alberi di van Gogh: la delicatezza de "Gli albicocchi in fiore" del 1888, i contorti "Olivi" del 1889, e, un poco più avanti, dello stesso anno, i "Cipressi con due figure femminili" che sembrano svettare fuori dalla tela e così densi di colore.

E poi, riuniti uno accanto all'altro, una serie di ritratti, tra i quali il celeberrimo autoritratto del 1887 che dà il "logo" alla mostra e che è conservato al Riiksmuseum di Amsterdam.

Scrive Vincent van Gogh ancora al fratello Theo, l'unico che lo capiva come artista e che gli sopravviverà solo di pochi mesi, nel vastissimo epistolario (668 lettere!) che copre un ventennio:

"Quello a cui miro è maledettamente difficile, eppure non penso di mirare troppo in alto. Voglio fare dei disegni che vadano al cuore della gente".

E come se ci è arrivato al cuore della gente!

Purtroppo per lui, ma è il caso di molti artisti, non in tempo per poterne godere in vita.
 

 


Mostra di Vincent van Gogh

"Campagna senza tempo - Città moderna"

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Roma – Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Venerdì 8 ottobre 2010 - Domenica 6 febbraio 2011
 

Dal lunedì al giovedì 9.30-19.30
Venerdì e sabato 9.30-23.30
Domenica 9.30-20.30
 

Biglietti: 12 euro interi, 8,50 ridotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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