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Bracciano, Roma, martedì 28 settembre 2010 Bracciano - Alla fine qualcuno si sveglia...: violazione urbanistico-edilizia finalmente accertata in Via del Lago - ma i Cittadini rivogliono quel pezzo di collina! di Iris Novello
Lo scempio culturale e ambientale: questo lo scellerato sventramento della collinetta in Via del lago a Bracciano... (Foto © Iris Novello)
Opere abusive in area soggetta a vincolo paesaggistico riscontrate in
seguito al sopralluogo congiunto effettuato da Polizia Provinciale e
Ufficio Tecnico Comunale!
L’accertamento di violazione urbanistico-edilizia riguarda lo sventramento effettuato nella collinetta di Via del Lago dove da progetto si sarebbe dovuto costruire un locale commerciale con annessa rimessa auto.
Le opere abusive riscontrate riguardano la “realizzazione di uno sterro di 16.50 metri per 10.40 con un’altezza massima di 10.10 metri rispetto al prospetto sud in difformità al permesso di costruire n.68/2007, dove l’altezza massima presa alla base delle fondazioni è di metri 7.40, pertanto risulta esserci una differenza di altezza dello sbancamento di 2.70 metri. Il permesso di costruire - si legge nel verbale datato 17 settembre 2010 - autorizza la realizzazione di due corpi di fabbrica distinti, separati e con quote diverse, mentre dal sopralluogo è stata accertata la presenza di un unico sterro”.
L’indignazione di molti abitanti di Bracciano comunque non riguarda solo i metri cubi di terra in più portati via dalla collinetta, ma scaturisce dal fatto che almeno nelle zone vincolate il rispetto per l’ambiente non deve prescindere dall’obbligo di attenersi a determinate regole di comportamento.
“La cementificazione in questi anni è aumentata in maniera esponenziale, zone che erano indirizzate ad altri usi hanno improvvisamente cambiato destinazione - ha riferito ai microfoni del Tg Regionale l’11 agosto l’Avvocato Ilaria Starnoni - un processo portato avanti dalla precedente amministrazione e nonostante la speranza riposta nell’attuale esecutivo ci stiamo rendendo conto del peggioramento in atto.
Come si evince dalle tavole allegate sia al Piano Regionale Paesaggistico, consultabile attraverso lo stesso sito del Comune - ha specificato la residente di Bracciano - la zona in questione rientra nella fascia protetta di 150 metri dal Centro Storico, nella fascia protetta dalla costa del lago, a ridosso di un Parco Naturale dalla natura storica e in fascia protetta in quanto zona vincolata già dal 1960 con Decreto Ministeriale, essendo di particolare pregio architettonico, paesaggistico e di visuale prospettica, di conseguenza è chiaro che non poteva ammettersi una ferita così grave”.
“Il Piano Regolatore Generale Approvato con D.G.R. n. 789 del 22.10.2009 - conferma la responsabile del Distaccamento Territoriale nel verbale di accertamento - prevede che tale area ricade in zona B sottozona B1 - zona di completamento satura - dunque – il P.T.P.R. vincola la stessa area riconducendola nel territorio contermine (fascia di rispetto di metri 150) agli insediamenti urbani storici”.
“Al permesso di costruire rilasciato il 3 maggio 2007 - elenca nella relazione il Geometra incaricato dal Comune per il sopralluogo - è seguita la comunicazione datata 3 aprile 2008 di inizio lavori, che avrebbero dovuto partire 11 giorni dopo, da parte dell’allora Direttore dei lavori Ingegnere Liberato Cavini”.
Ma “il 21 settembre del 2009, con protocollo n. 31708 – scrive il Tecnico Comunale al Responsabile dello Sportello Unico, al Sindaco, all’Assessore all’Urbanistica e al Comando della Stazione di Polizia Provinciale - veniva inoltrata a codesto Ufficio la comunicazione della sostituzione del Direttore dei lavori” con nomina di un altro professionista in quanto l’Ingegnere Cavini era stato investito della carica di Vice Sindaco già dalla primavera del 2007.
La realizzazione di un magrone di calcestruzzo e una rampa di accesso costruita in parte con materiale di scarto di cantiere (calcinacci), in parte in terra, e l’assenza di deposito della documentazione relativa alle opere in cemento armato, completano il quadro delle anomalie riscontrate.
Ai piedi del Belvedere del Riposo sotto
il Castello Odescalchi la visuale è stupenda e anche se dal Palazzetto
Comunale hanno fatto sapere, prima del sopralluogo dei tecnici, che non
ci sarà alcuna deturpazione del panorama in quanto il manufatto sarà
completamente interrato, i residenti di Bracciano rivogliono quel pezzo
di collina che da un privato cittadino, con il benestare della
Commissione Edilizia e dell’Amministrazione Comunale, è stato sottratto
a tutta la Comunità.
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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