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Spalato, Croazia, sabato 25 settembre 2010

 

 

       S   P   E   C   I   A   L   E       “ M    I    S    T    E    R    I ”      

 

 

“Fede”, “Religione” e “Chiesa” sono cose ben distinte - È ora di farla finita: ribelliamoci una volta per tutte alle favole e alle mistificazioni di questa vergognosa  “Chiesa Cattolica Apostolica Romana S.p.A.”!

di Filippo Roda e Carlo Correale, Gianluca Freda e di e a cura di Luciano Russo

 

 

La grande lotta...

 

 

"Chiesa Cattolica S.p.A. - Aboliamo la Multinazionale di Dio"

di Filippo Roda e Carlo Correale

Fonte: Blog Chiesa Cattolica S.p.A. - Aboliamo la Multinazionale di Dio

 

 

Questo è un gruppo che s'impegna ad affrontare il problema politico (e non religioso-spirituale) di una Chiesa che è sempre più contigua con la politica italiana e si mette costantemente di traverso a tutto ciò che non gli sta bene.

 

Inoltre la Chiesa sta ingrassando anche il suo potere economico.

A quando un'entrata in Borsa?

Se avete seguito il programma Annozero condotto dal grande giornalista Michele Santoro saprete certamente che la Chiesa Cattolica è proprietaria del 22% degli immobili italiani e non sono solo scuole, ospedali e chiese, ma anche alberghi di lusso e appartamenti in affitto (e gli affitti non sono di certo caritatevoli).

La Chiesa gestisce, quindi, 1/4 degli immobili italiani e ben 1/3 di quelli romani e quasi tutti sono situati nel centro storico.

La Chiesa Cattolica costa allo Stato oltre 9 miliardi di euro (la Politica costa allo Stato 4,5 miliardi, la metà).

Inoltre il Vaticano è stato protagonista di favori non piccoli da parte dei Governi Italiani da sempre.

In particolare però dal Governo Berlusconi III che tolse l'ICI per tutti gli edifici di proprietà della Chiesa.

Per non parlare di quella truffa legalizzata che è l'8x1000 da cui la Chiesa incassa quasi un miliardo di euro.

Viene spesso erroneamente ricordato che questi soldi vengono utilizzati per opere di carità, mentre in realtà solo il 20% del totale incassato viene investito con questo scopo.

Il resto serve per il "sostentamento di chiese", "mantenimento e costruzione dei luoghi
di culto" e "finanziamenti alle Diocesi".

Nelle preferenze del 730 poco meno del 40% esprime come scelta la Chiesa Cattolica, ma
secondo la legge i soldi di chi non esprime una preferenza vanno a chi detiene la maggioranza delle preferenze, quindi... la Chiesa Cattolica.

Altro scandalo è il trattamento speciale riservato agli insegnanti di Religione: assunti a tempo indeterminato senza angoscia per un'eventuale perdita del posto, scelti dalla Chiesa che concede un'idoneità, ma pagati dallo Stato.

Se la Chiesa dovesse togliere l'idoneità ad un insegnante (per esempio perché divorzia), lui non potrà più insegnare, ma lo Stato è costretto a pagarlo fino alla pensione.

E poi ci sono i servi della Chiesa come la maggioranza di Governo o la RAI che ha perso 9,2 milioni di euro per "mancanza di introiti pubblicitari" a causa dell'ininterrotta diretta per la morte del Papa (2005), il tutto era gestito da Bruno Vespa che in tre giorni non ha mai ricordato il parere contrario di Wojtyla alla Guerra in Iraq.

Vespa infatti riesce ad essere contemporaneamente servo di due opposti.

 

(Citazione:

 

"Muore con Wojtyla il suo grande sogno, l'unificazione delle cinque grandi religioni del mondo: Cristianesimo, Ebraismo, Islam, Walt Disney e Sony.

Ma Wojtyla aveva compreso a pieno quale fosse il suo compito, non era all'amministrazione ma alle vendite".

 

Daniele Luttazzi)


Questo gruppo non vuole offendere nessuno.

Non è l'offesa quello che m'interessa, ma la diffusione delle verità seminascoste di questo potere ambiguo che condiziona la vita di tutti i Cittadini italiani pesando anche sulle tasche e sulle teste di chi non si sente Cattolico.

Sappiamo tutti che all'interno della Chiesa esistono persone perbene, ma questo non è un argomento che può smentire l'uso spesso sbagliato che il Vaticano fa del suo immenso potere politico ed economico, anche perché le persone perbene si trovano spesso in
difficoltà di rapporti con le Gerarchie Vaticane, che detengono e gestiscono il potere dell'organizzazione.

Trovo che sia impagabile il contributo anti-mafia di Don Luigi Ciotti e Don Puglisi.

Esemplare l'impegno sociale di Don Milani e la forza di Madre Teresa di Calcutta.

A queste persone, infatti, va la mia profonda stima...

 

 

 

 

Grazie, Giordano!



La più grande bufala mai raccontata
di Gianluca Freda, 13 agosto 2007

Fonte: BLOGGHETE! - Il blog che diffonde notizie false, esagerate e tensenziose atte a turbare l'ordine pubblico


"Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula."
La storia ci dice quanta fortuna ci abbia arrecato quella favola di Cristo.
 

Papa Leone X, lettera al Cardinale Bembo
 


“La Religione Cristiana è una parodia dell’adorazione del Sole, in cui un uomo chiamato Cristo è stato messo al posto del sole e gli è stata tributata la stessa adorazione che veniva un tempo tributata al sole”.
 

Thomas Paine


Iniziamo con un piccolo indovinello.

Io vi do degli indizi e voi dovete indovinare di quale personaggio sto parlando:

- nacque il 25 dicembre;
- fu partorito da una vergine;
- la sua nascita fu annunciata alla madre dall’apparizione di un angelo;
- il nome del suo padre putativo, tradotto nella nostra lingua, era Giuseppe;
- il suo vero padre era il Dio dei cieli;
- fu partorito in una mangiatoia all’interno di una grotta;
- alla sua nascita comparve nel cielo una stella d’oriente;
- la stella fu seguita da tre Re saggi, desiderosi di adorare il salvatore, che gli recarono

doni;

- a 12 anni iniziò a insegnare nel tempio, poi scomparve fino ai 30;
- a 30 anni fu battezzato sulle rive di un fiume da un battista che fu poi decapitato;
- a 30 anni iniziò la sua predicazione;
- ebbe 12 discepoli;
- compì molti miracoli, tra cui la guarigione degli infermi e una celebre passeggiata sulle

acque;

- fece resuscitare un tizio di nome Lazzaro;
- restò per 40 giorni nel deserto, combattendo contro un’incarnazione del male;
- fu conosciuto come Krst (Cristo) che vuol dire “Unto”;
- fu crocifisso in mezzo a due ladroni;
- tre giorni dopo la morte, resuscitò;
- ebbe molti soprannomi, tra cui “Verità”, “Luce”, “Figlio prediletto di Dio”, “Agnello di Dio”,

“Messia”, “Il Buon Pastore”, ecc.

- viene adorato come parte integrante di una trinità divina;

Avete indovinato?

Ma naturalmente.

Era facile...

Si tratta di questo tizio qua:
 

 

 

Horus, "lo Splendente", riproduzione grafica da rilievo egizio.

 


Il suo nome è Horus, incarnazione egizia del sole.

Il suo culto risale a 5.000 anni fa, 3.000 anni prima che nascesse la Religione Cristiana.

Il suo mito è stato il canovaccio su cui sono stati elaborati – in verità, in verità vi dico, senza troppa fantasia – gran parte dei culti religiosi successivi, dei quali quello Cristiano è solo l’ultimo arrivato e sicuramente uno dei meno desiderosi di distinguersi dall’originale.


Madre di Horus era la vergine Iside (conosciuta anche come Meri, nome che richiama quello di una vergine a noi più nota).

Il suo padre putativo si chiamava Seb (Giuseppe).

Il suo vero padre era il divino Atum (detto anche Ra o Amòn o Osiride), anch’egli incarnazione del sole, con cui Horus era tutt’uno (“Io e mio padre siamo una cosa sola”).

La sua nascita era stata annunciata a Meri dall’angelo Thot.

A battezzarlo sulle rive di un fiume era stato il sacerdote Anup (potremmo tradurlo con “Giovanni”) a cui fu poi tagliata la testa.

 

Horus compì vari miracoli, tra cui guarire gli infermi e camminare sulle acque.

Più che di miracoli, si trattava di allegorie.

Infatti, la luce del sole possiede virtù curative per i malati e il sole “cammina” sull’acqua quando sorge dal mare e riflette sulle onde la propria luce.

Tra i vari miracoli, Horus riuscì a resuscitare un morto di nome El Azar us (Lazzaro).

 

Veniva chiamato anche Iusa (“figlio prediletto”).

Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra.

La lotta tra Horus e Seth era eterna.

Nella mitologia egizia, ogni mattina Horus sconfiggeva Seth e così il sole prevaleva sulle tenebre.

Ma ogni sera, all’ora del tramonto, Seth ricacciava Horus nell’oltretomba, portando il buio sul mondo.

Horus era venerato insieme al padre Atum e a Ra (lo “spirito santo” che del padre era emanazione) con i quali costituiva una trinità.

Si noti che quelle appena citate sono solo una MINIMA parte delle analogie tra la vita di Horus e quella del fondatore della religione cristiana, che sono davvero innumerevoli.
 


Imitando Horus, anche Krisna, Zoroastro, Attis, Adonis e molte altre divinità adorate nel corso dei secoli celebravano il proprio compleanno il 25 dicembre.

 

Krisna e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine.

 

Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 aC), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici.

 

La nascita di Krishna (India, circa 900 aC) fu annunciata da una stella comparsa a Oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione.

 

Dioniso (Grecia, 200 dC), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato “Re dei Re” e “L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo.

 

Mitra, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 aC, nacque il solito giorno dalla solita zitella, ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per tre giorni trascorsi i quali indovinate un po’ cosa successe.

Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole.

Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato.

In inglese la domenica è “Sunday” (giorno del sole), in tedesco è “Sontag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice “Nichiyoubi”, dove “nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).

Da Horus derivano anche alcuni termini ancora in uso nel parlato comune.

Ad esempio le parole “orizzonte” (la linea visiva dalla quale si vede sorgere il sole) e “ora” (dal latino “hora”; le ore del giorno erano le “tappe” di Horus-sole durante il suo quotidiano percorso nel cielo).
 


I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore.

Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il “corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio).

Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera.

 

Il termine “ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da “ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa “mostrare, esibire”.

Fino al XV sec dC, gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole).

Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata.

Il Concilio di Trento, nel XVI secolo, abolì poi definitivamente questo residuo di paganesimo.

La liturgia dell’adorazione di Osiride, poi ripresa dal rito cristiano, prevedeva che i fedeli tenessero la testa bassa, per evitare di bruciarsi gli occhi di fronte al fulgore del sole.

Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l’altrimenti incomprensibile “Amen” che conclude le preghiere cristiane.

Trasposto nel mondo greco e latino, il culto di Horus, di Iside e di Osiride generò buona parte dell’iconografia che oggi riconosciamo come “cristiana”.

Nei sotterranei di Roma è ancora possibile vedere la seguente pittura murale, risalente ad epoca romana, che raffigura Iside che allatta Horus bambino.

Vi ricorda niente?
 

 

 

Iside che allatta Horus, pittura murale romana a Karanis, Fayyum.



Il mito della nascita di semidei dall’unione di divinità e femmine umane era un caposaldo delle religioni pagane.

In molti musei (ad esempio al Metropolitan di New York o allo University Museum di Philadelphia) si possono ammirare alcune statuette raffiguranti Iside che tiene Horus tra le braccia, come una Madonna ante litteram.

 

Con l'avvento della dinastia tolemaica (323 a.C.) il culto di Iside si diffuse in tutto il Mediterraneo.

Caligola, nel 39 dC, fece costruire nel Campo Marzio un grande tempio dedicato alla dea, l’Iseo Campense.

Claudio, Nerone e Vespasiano favorirono in tutti i modi il culto di Iside.

 

Troviamo questo culto ancora vivo e diffuso nel II sec dC, nella Roma degli Antonini, come ben testimoniano molti scritti letterari, tra i quali il più noto è certamente il grande romanzo latino di Apuleio, le Metamorfosi.

Apuleio, imbevuto di culti e credenze orientali, fa di Iside il Deus ex Machina del romanzo, facendole riportare in forma umana l’infelice Lucio, trasformato in asino da un unguento magico sbagliato.

Non stupisce, dunque, che i miti cristiani siano stati costruiti ricalcando quelli di una religione che era già nota e diffusa da secoli in ambito romano.


Ma perché Horus (e poi tutte le divinità che ne scopiazzarono la biografia, Gesù Cristo compreso) aveva scelto proprio il 25 dicembre per venire al mondo?

Perché il mito della stella d’oriente e dei tre Re che la seguono?

 

Il mito nasconde qui un fondamento squisitamente astronomico.

La “stella d’oriente” non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno.

Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio - com’era già noto nei tempi antichi - si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione.

Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”.

La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre.

 

Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè Horus) nascerà.

Tutte le religioni successive, compreso il Cristianesimo, hanno ripetuto questo schema narrativo senza comprenderne il senso e l’origine.
 


C’è anche un altro evidente motivo, pure astronomico, che spiega la data del 25 dicembre.

Dall’inizio di dicembre, con l’approssimarsi del solstizio d’inverno, il sole, dopo essersi spostato incessantemente verso sud per sei mesi, si abbassa sempre di più sull’orizzonte.

Il 22 dicembre raggiunge il suo punto più basso.

Dopo di che resta fermo nello stesso punto per altri due giorni successivi, il 23 e il 24.

 

Questo fenomeno, unito al freddo intenso e all’accorciarsi del periodo di luce, veniva equiparato dagli antichi ad una “morte” del sole.

Improvvisamente, il 25 dicembre, il sole si alza di un grado sull’orizzonte, spostandosi verso nord, in una sorta di “rinascita” che fa prefigurare l’allungarsi delle giornate, il ritorno del caldo e la primavera.

Il 25 dicembre di ogni anno Horus, dopo essere rimasto morto per tre giorni, risorgeva nuovamente, riportando la vita e la speranza sul mondo.

 

Anche il mito della resurrezione dopo tre giorni è stato ripetuto “a pappagallo” dalle religioni più tarde, senza comprenderne il significato allegorico.
 


Ah, i 12 discepoli, come si sarà ormai capito, non sono altro che le 12 costellazioni dello zodiaco attraverso le quali il sole si sposta nel corso dell’anno.

 

 

Horus, a sinistra, e Cristo, a destra, rispettivamente in una pittura murale egizia ed un mosaico bizantino.



La mitologia cristiana è stata costruita a tavolino molto tempo dopo l’epoca degli eventi narrati.

In particolare, i quattro Vangeli sono con ogni probabilità dei falsi creati “a posteriori” per offrire un fondamento mitologico alla figura religiosa di Cristo che iniziava a confondersi e a sbiadire.

 

La costruzione del mito è avvenuta riprendendo, anzi, ricopiando pedissequamente, senza troppa inventiva e per motivi di mero controllo politico, gli elementi allegorici di culti precedenti il cui significato è stato ignorato o distorto.

Se ne rendevano ben conto i primi Cristiani.

 

San Giustino affermava:

“Quando diciamo che Gesù Cristo, nostro maestro, fu generato senza congiunzione carnale, fu crocifisso, morì e resuscitò e ascese al cielo, non proponiamo nulla di diverso da ciò che voi credete riguardo i figli di Giove”.

 

E più di un secolo dopo Eusebio di Cesarea scriveva:

“Anche se noi siamo certamente un popolo giovane, e questo innegabilmente nuovo nome di Cristiani è diventato noto solo ultimamente tra tutte le nazioni, ciò nonostante la nostra vita e modo di condotta insieme ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma quasi dagli inizi dell’uomo furono costruiti sui concetti naturali di quelli che amarono Dio nel lontano passato”.

 

Tutti si rendevano conto delle similitudini tra mitologia cristiana e pagana, ma la spiegavano dando la colpa al diavolo.

 

S. Giustino spiega la conformità che esiste tra Cristianesimo e Paganesimo, asserendo “che molto tempo prima che esistessero i Cristiani, il diavolo aveva preso piacere nel far copiare dai suoi adoratori i loro futuri misteri e le loro cerimonie”.
 


Per un secolo e più dopo la “nascita” di Cristo, nessuno seppe nulla di lui, della sua vita e delle sue opere.

Non vi è traccia di esse negli scritti degli storici, filosofi e letterati dell’epoca, che erano una quantità, oltre che personaggi di tutto rispetto.

Seneca, Plinio il Vecchio, Svetonio, Tacito, Pausania, Plinio il Giovane, Aulo Gellio, Lucano, Silio Italico, Plutarco... nessuno di loro fa il minimo cenno agli eventi della vita di Gesù, che pure avrebbero dovuto impressionare profondamente i contemporanei per il loro carattere straordinario.

 

Gli unici scritti propagandistici sulla vita di Gesù furono, per oltre un secolo, le traduzioni dei “Septuaginta” delle antiche scritture ebraiche.

Se gli scritti degli Apostoli che oggi fanno parte del Nuovo Testamento fossero esistiti all’epoca, anche in forma di appunti sparsi, sarebbero stati un’arma propagandistica poderosa.

Ma non esistevano e non poterono essere utilizzati.
 


Scrive il critico Solomon Reinach:

“Con l’eccezione di Papia, che cita un racconto di Marco, e una raccolta di detti di Gesù, nessuno scrittore cristiano della prima metà del II secolo (cioè fino al 150 dC) cita i Vangeli o i loro presunti autori” (da “Orpheus”, p. 218).

 

Esisteva senza dubbio una tradizione orale sugli eventi salienti della vita di Gesù (la nascita da una vergine, la crocefissione, la morte e resurrezione, ecc.) ma niente di scritto.

 

Tanto che nella lettera ai Galati, Paolo, temendo una contaminazione della tradizione puramente orale che i seguaci del Cristianesimo andavano predicando, scriveva:

“Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!” (Gal. 7, 8).

 

I Vangeli scritti non sono mai menzionati né citati nelle epistole del Nuovo Testamento, il che vuol dire che esse sono state scritte prima dell’elaborazione dei Vangeli.
 


La confusione generata dall’assenza di riferimenti scritti, oltre alla crescente delusione dei fedeli in attesa del ritorno di un Messia che non arrivava mai, costrinsero i propagandisti cristiani a elaborare dei testi biografici.

I quali furono elaborati con l’imitazione pedissequa dei modelli mitologici egiziani che abbiamo appena visto.

 

La consacrazione e omogeneizzazione della Dottrina Cristiana avvenne solo con il Concilio di Nicea, nel 325.

L’imperatore Costantino, desideroso di utilizzare il Cristianesimo per il fine proprio di ogni religione, cioè il controllo sociale, fece in modo di rimuovere le divergenze nate in seno alla Chiesa di Alessandria e dare al Cristianesimo e ai suoi testi fondanti una definizione precisa.

 

Nacquero così le mirabolanti peripezie del Cristo e dei suoi allegri discepoli.

Peripezie che, appena nate, erano già vecchie di oltre tremila anni.

E non se li portavano bene.

 

 


 


 

La Resurrezione del Sole
di Gianluca Freda, 15 agosto 2007

Fonte: BLOGGHETE! - Il blog che diffonde notizie false, esagerate e tensenziose atte a turbare l'ordine pubblico


Il mio ultimo articolo è stato scritto in fretta e furia e devo ammettere che la mia cognizione dei miti di Osiride, Iside e Horus è molto limitata.

Si tratta oltretutto di miti estremamente complessi, arricchitisi di un'infinità di elementi nel corso dei millenni e di elementi ulteriori via via che venivano recepiti nelle varie culture greca, latina, ecc.

 

Ad esempio scopro solo ora che Azar, l'uomo "resuscitato" da Horus, non era altro che uno dei nomi di Osiride stesso.

Azar/Osiride era stato ucciso da Seth, il suo corpo smembrato in 14 pezzi, ognuno dei quali era stato nascosto presso una diversa città egizia.

 

Iside, armatasi di santa pazienza, ritrovò tutti i pezzi del corpo dello sposo.

Tranne uno, il fallo, che Seth aveva prudentemente gettato nel Nilo per evitare che Osiride potesse generare.

 

Si tratta com'è evidente di un'allegoria che intende spiegare la fertilità del Nilo e il suo ruolo vitale nell'agricoltura egizia.

All'assenza del fallo, Iside rimediò facendo innalzare enormi obelischi che avrebbero sostituito la parte mancante (qui immagino che si sprecheranno le battute tipo "ma come, non era vergine?").

 

Comunque, una volta ritrovati i vari pezzi, essi furono rimessi insieme da Iside, da sua sorella Nephthi e da suo figlio Horus, secondo le prescrizioni poi raccolte nel Libro dei Morti egizio.

Grazie a Horus e all'intervento di Anubi, Azar/Osiride poteva tornare in vita tutte le notti.

 

 

Due cose sono interessanti: gli egizi preponevano l'articolo al nome delle loro divinità, per cui Azar diventava El-Azar.

Quando il mito fu recepito dai latini, al nome fu aggiunta la desinenza nominativa "us", per indicare che si trattava di un nome maschile.

Ne venne fuori il nome "Elazarus", dal quale si arriva con facilità al "Lazarus" cristiano.

 

Lo stesso soprannome di Horus, Iusa ("figlio prediletto di Iu", dove "Iu" era un altro dei nomi di Osiride) fu traslitterato in greco come Iusaas, da cui sembra derivare il "Iesus" che tutti conosciamo.
 

Infine, la località in cui Azar fu riportato alla vita era la città egizia di Anu.

Gli ebrei la chiamavano Beth-Anu, cioè "casa di Anu".

In lingua ebraica la "u" e la "y" sono lettere intercambiabili, per cui la città di Bethany(Betania) fu identificata come il luogo in cui Gesù aveva fatto risorgere Lazzaro.
 


Si può avere un'idea di quante siano le similitudini tra il mito di Horus e quello di Gesù al sito www.theosophical.ca da cui ho tratto molte delle informazioni per l'articolo.

Tra le altre: Seb (Giuseppe), il padre putativo di Horus, era un carpentiere/falegname

Nella grotta in cui nacque Horus c'erano un toro (il Toro di Amenta) e un asino (manifestazione di Iu).
Appena nato Horus, sua madre Iside e suo padre (putativo) Seb furono costretti a fuggire nel basso Egitto e a nascondersi nei canneti per sfuggire all'ira del Dio-serpente Herrut (Erode) che voleva uccidere Horus.

 

E così via.
 

 

 

 

Lo Stato democratico non può essere che laico!

 

 

E l'uomo creò dio, a propria immagine e somiglianza se lo creò...

di Luciano Russo

 

 

Più obbediamo a dio, più obbediamo agli uomini che lo hanno creato.
Uomini capaci di "imporsi" non sempre per le proprie qualità o virtù, ma piuttosto mantenendo vive tradizioni di ancestrali paure che continuano ad "imporci".

 

Ma sanno davvero, possono, valgono?

O le loro storie sono esclusivamente strumentali, a conservare per se privilegi che sanno essere arbitrari?

O cercano soltanto con ogni mezzo e a qualsiasi costo di perpetuare il loro dominio sugli altri, semplicemente perché ai padroni servono servi e senza servo non c'è padrone?

 

Queste sedicenti "autorità" vanno propagandando di volerci "proteggere": da che o da chi?

L'unica protezione di cui veramente avremmo bisogno è da loro!

 

Ci vogliono "confusi" - per continuare a tenerci in errore: non possono permettersi il lusso di restituire lucidità alla nostra libertà di pensiero.

Ci vogliono "tutelati" - per continuare a tenerci sottomessi: non possono correre il rischio di ridare legittimità alla nostra libertà di azione.

 

Hanno ridotto la nostra "fede" a "fedeltà".
Hanno trasformato i nostri "valori" in "schiavitù".

Hanno scemato la nostra "capacità di conoscenza" in "credenza".

 

 

Ma sono le "religioni" il vero cancro dell'umanità?

Sono quelle cosiddette "rivelate" e, quindi, "dogmatiche" le peggiori?

Sono quelle "tempo-centrate" la nostra rovina?

Sarebbe un mondo pagano più "spazio-centrato" migliore?

Sono le ideologie il cancro?

 

Non credo (scusate l'espressione...): non è mai una "cosa", ma un "chi" che violenta.

Come le "chiese": organizzazioni di uomini fattisi (onni)potenti in nome di dei confezionati ad hoc per legittimarli.

Un circolo vizioso - da spezzare.

Hanno divinizzato il fanatismo.
Hanno glorificato i paradossi.

Hanno legittimato l'odio.

Hanno scempiato l'armonia.

Hanno stuprato la convivenza.

Hanno distrutto la casa comune.

 

E tutto per un bene "superiore".

Il loro!


Purezza, fratres - "purifichiamocene":

- perché la Fede, qualunque essa sia, è una e intimamente mia,

- perché le Religioni sono tante, ma se ne può condividere una e rispettare le altre,

- perché le Chiese sono decisamente troppe, inutili, in lotta di potere e perciò pericolose!

 

Vogliamo parlarne?
 

 

La "Fede"

 

Un credo è un sistema di valori e di significati essenziali, individuale, che riguarda tutti gli aspetti della mia vita, la mia specifica pre-condizione umana nel cercare di viverla al meglio, come riguarda anche la mia esistenza contestualmente ad un ordine cosmico: io parte del tutto.

 

Tale relazione tra me umano e ciò che io scelgo di considerare "sacro", posso svilupparla o nell'ordine delle cose "naturali", sensorialmente percepibili, attraverso i miei sensi, o in un ordine "soprannaturale", "sopra" o al di fuori del naturale, che mi renda possibile o almeno mi faciliti di dar risposta al significato ultimo del mio esistere, alle mie domande "esistenziali".

La dichiarazione stessa del "sacro", l'eleggere qualcosa di ordinario a straordinario, extra- o fuori dell'ordinario, già basta ad innalzarmi al di sopra dell'ovvio, segno evidente di quale sforzo ogni uomo compia per cercare di vivere in un mondo il cui significato lo giustifichi.

 

Abbracciare una fede è costruirsi un mondo di "certezze", tentativo ultimo di esorcizzare ineludibili dubbi, paura e panico del non trovare adeguate risposte.

La fede, se "religiosa", diventa addirittura poi una relazione "personale", tra essere vivente ed essere vivente, tra me umano ed una "divinità"...

 

 

La "Religione"

 

Noi umani abbiamo un impellente bisogno di "ordine", di senso di controllo, che scaturisce proprio dal fatto di essere coscienti di non averne e di non poterne avere: questo ci porta presto a categorizzare le "cose", in noi ed intorno a noi, in più o meno "importanti".

 

Quello che noi, singoli o gruppi, consideriamo le più importanti in assoluto diventano "sacre", cioè "intoccabili", i paletti della nostra vita, gli appigli necessari per non precipitare nel vuoto del nulla o, ancora peggio, nel caos, l'ordine cioè che non riusciamo a capire.

 

"Sacro" in termini religiosi e antropologici sta infatti ad indicare che il quotidiano percepito, la realtà o "mondo delle cose tangibili" - dal latino res, cosa materiale, e realitas, contrario di fittizio, immaginario - abbia ulteriori attributi, qualità, dimensioni e, quindi, "significati", sia "segno" di, o rappresenti cioè, qualcos'altro.

 

Il resto diventa allora "profano" - dal latino pro fanum, lasciato fuori o davanti al tempio - cioè non accetto nel luogo sacro, perché non iniziato ai misteri religiosi, e "profanatore" colui che tratti cose sacre come se fossero ordinare, cioè senza il dovuto rispetto.

 

L'esperienza del "sacro" è il nucleo duro di tutte le cosiddette "religioni".

E religione diventa in questo senso qualsivoglia complesso di credenze e comportamenti, atti rituali e culturali, con cui si dia collettiva espressione al rapporto con ciò che è "sacro": un ulteriore passo verso il sentirsi sicuri e protetti nella consapevolezza di non essere soli a pensarla così, una conferma esterna del mio stare nel giusto, una coesione "sociale".

 

In tal senso le religioni, a differenza di altri credo, sono quindi da condividere e condivise, hanno di conseguenza regole e strutture ordinate in modo che gli individui acquistino "ruoli".

 

 

Una "religione" - dal latino religàre - "lega insieme" sia l'umano al divino, ma anche gli uomini in una comunanza, diventando una "comunità" che è tale proprio in virtù dell'obbedire alle stesse leggi e professare lo stesso culto.

 

La "religione" può definirsi dunque una mediazione "culturale" della relazione di fede dei singoli ed in tal senso va praticamente a confondersi con l'"ideologia": questo giustifica ad esempio che il cosiddetto "Materialismo Storico" le accomuni in "coscienza delle masse", quale "insieme delle credenze" inculcategli dal potere.

 

Comunque la si pensi al riguardo, una religione ha comunque tre distinti livelli che la caratterizzano: uno soggettivo intellettuale - di credenze o dogmi filosofici, etici e metafisici su uomo, dio e cosmo, uno oggettivo pratico - di riti e culti a garantire il legame tra uomo e divinità, ed uno sociale etico-morale - di obblighi e divieti a regolare i rapporti tra individui.

 

Ci sono religioni cosiddette "rivelate", vedi le tre cosiddette "abramitiche" che riferiscono ad un "mono-teismo" svelato da testi "sacri", ci sono religioni distintamente "nazionali", come l'Ebraismo, e, al contrario, "universali", che si dicono di aver ricevuto da Dio la "missione di convertire" il resto del mondo, come Cristianesimo ed Islam, poi ci sono religioni chiamate così ma che non lo sono, come il Buddhismo.

 

Classificare le religioni si può fare, qualora lo si trovi di interesse, secondo il criterio più comune ed altrettanto stupido della conta degi dei - ad esempio il chiaro "monoteismo" di Ebraismo ed Islam, il per alcuni mascherato "politeismo" del Cristianesimo per via della Trinità Divina anche causa interna di dispute e scismi, e l'"enoteismo" dell'Induismo che ha un suo dio particolare senza per questo rifiutarne degli altri" - oppure secondo il criterio di cosa si ritenga sacro - il "panteismo" pagano" di Taoismo e New Age, l'"animismo" shintoista...

 

Vi si aggiungano le concezioni "non" o "anti-religiose": come l'"agnosticismo" o scetticismo secondo una tesi di non-rilevanza o di incredulità, l'"ateismo" o materialismo con negazione assoluta della trascendenza da materiale a immateriale (da non sottovalutare, come si usa fare in ambienti di diverso credo: agnostici ed atei costituiscono comunque insieme sempre un miliardo di persone - tanti cioè quanti i credenti cattolici - tutte imbecilli?).

 

 

Solo per fermarci alla religione a noi più vicina culturalmente, il Cristianesimo, si differenzia moltissimo durante la sua storia, evolvendo di continuo a posizioni di antitesi: fermo resta solo il vago che la "Bibbia" sia un testo ispirato da Dio, ma già quanti ne siano i libri, per non parlare poi di cosa vi sia effettivamente, non scritto ma detto, è tutta un'altra cosa: interpretazioni.

 

Tre i principali filoni Cristiani del Cattolicesimo, Ortodossia e Protestantismo, ma anche Mormonismo e Testimoni di Geova, che, insieme a Protestanti Unitari, non credono ad esempio nella Trinità.

 

Sappiamo già come il Cristianesimo si autodefinisca "universalistico", si dia cioè la missione di espandere, convertire, abbracciare tutta l'umanità, con tutte le storicamente ben note problematiche ed i non sempre né degni né coerenti comportamenti che ne conseguono.

 

Abbiamo visto che il Cristianesimo è una religione "abramitica": come l'Islamismo si evolve dal Giudaismo e le sue Sacre Scritture, di cui si appropria, aggiungendovi poi nel I secolo l'insegnamento cosiddetto "neo-testamentario" - per lungo tempo però abbondantemente rielaborato a livello teologico soprattutto dai cosiddetti "Padri della Chiesa" anche con l'uso di concetti flilosofici greco-romani pre-cristiani - di un Cristo adorato come Dio, un dio fattosi uomo e come tale morto per crocifissione, ma comunque risuscitato per tornare ad un Padre che è nei cieli.

 

Anche l'affermazione poi che il Cristianesimo si distingua dall'Ebraismo, in particolare per una visione "meno materialistica" e "più pauperista" della vita, sarà ma - salvo rarissime e rispettabilissime eccezioni - non mi sembra proprio...

 

 

La Parola di Dio

 

Ribadiamo inanzitutto che la "Religione" Cristiana è una e la sola nel contesto (quante volte non si sente parlare della "Religione Cattolica"?): al contrario le Confessioni o "Chiese" sono tante - ad esempio Copta, Cattolica, Ortodosse, Protestanti...

 

C'è un sostanziale accordo tra le Chiese sul numero e l'ordine dei libri sacri, con la sola differenza che nell'ordine luterano gli ultimi libri sono i "deuterocanonici" neo-testamentari, cioè "Ebrei", "Giacomo", "Giuda" e "Apocalisse", separando Ebrei dal corpus paolino e "Giacomo" e "Giuda" dalle lettere cattoliche.

 

Vorrei anche commentare le cosiddette "definizioni dogmatiche" delle varie Chiese, dichiarazioni tanto solenni quanto possibilmente arbitrarie intorno a "verità" contenute nelle "fonti della divina rivelazione", cioè le cosiddette Sacre Scritture, poi diciamo pure quasi mistificate ad una sola "Scrittura" - come se fosse un unico libro e non una serie di racconti, preghiere e annotazioni, prima orali e poi scritte, accumulate durante oltre un millennio e mezzo- e la "Tradizione" - cose ripetute tante volte che alla fine diventano "vere"? - proposte ai fedeli, tenuti a crederle "per l'autorità di Dio" che le ha rivelate.

 

La "legge di Dio"...

 

Così nella tradizione ebraica c'è una "Torah Scritta" - תורה שבכתב, Torah shebikhtav - ed una "Torah Orale" - תורה שבעלפה, Torah she be'alpe, più tardi chiamata "Talmud": quet'ultima parte è quello che Dio dice a Mosè sul monte Sinai, solo più tardi messo per iscritto (quindi niente "Tavole della Legge" come ci hanno propinato) da cui tutte le discussioni rabbiniche all'età del Tempio di Gerusalemme e tutte le codificazioni dopo la sua distruzione: interpretazioni...

 

Già il nome "Bibbia" da noi usato è del tutto improprio, dato che "Biblìa" è un termine generico greco ma al plurale - βιβλια, che significa "libri": gli Ebrei, e lo sapranno dato che è loro e non nostra, la chiamano Tanàkh - תנך, TNKh, pronunciato tanּàkh - un semplice acronimo, le iniziali delle le tre parti che compongono la Scrittura e cioè Torah - תורה, "Legge" ("Genesi", "Esodo", "Levitico", "Numeri" e "Deuteronomio"), Nevi'im - נביאים "Profeti" ("Giosuè", "Giudici, "Samuele" I e II, "Re" I e II, "Isaia", "Geremia", "Ezechiele" e altri 12 Profeti minori), e Ketuvim - כתובים, "Agiografi" ("Salmi di Davide", "Proverbi", "Giobbe", "Cantico dei Cantici", "Rut", "Lamentazioni", "Ecclesiaste", "Ester", "Daniele", "Esdra-Neemia", "Cronache" I e II): interpretazioni...

 

Dunque per gli Ebrei il Tanàkh è composto da 24 libri, ma in mano dei Cristiani, che se ne impossessano quasi gli appartenesse, i libri diventano 46 ma c'è anche chi afferma che siano 39 - e come se non bastasse non ne varia solo il numero, ma anche l'ordine e il titolo, a seconda dei "canoni": interpretazioni...

 

Poi, siccome non tutto è scritto in ebraico ma anche in aramaico, alcuni Ebrei accettano solo il testo in ebraico o "masoretico" rifiutando le altre parti, queste appartenenti a "Genesi", "Geremia", "Daniele" ed "Ezra": interpretazioni...

 

La "parola di Dio"...

 

Il Dio dell'Antico Testamento, le Scritture Ebraiche, il Dio generico El o Elohim, il Signore Adonay, lo YHWH o "tetragramma biblico" o "tetragrammaton" - in greco τέτρα "quattro" e γράμματα "lettere" - sequenza delle quattro lettere consonanti ebraiche י*ה*ו*ה - yod * he * waw * he - nome proprio "liturgico" o "sacro" di Dio, troppo sacro  per essere pronunciato al di fuori dei riti, da cui "Non nominare il nome di Dio invano", riferendogli nel quotiano come haShem, "il Nome" - "Il Signore", Kyrios, "l'Eterno", l'"Altissimo", il "Santo", Theos, "Padre"...

 

Il Nuovo Testamento o Evangelo, il "lieto annuncio"

 

Ma i Cristiani ci mettono un proprio tocco finale, che fa quindi parte soltanto della Bibbia "cristiana" ed è scritto originariamente in un greco dai numerosi "semitismi": i quattro "Vangeli Canonici" degli apostoli Matteo, Marco, Luca e Giovanni, passi dalle lettere dell'apostolo Paolo, altri passi dalle "Lettere cattoliche", ancora passi dai cosiddetti "Atti degli Apostoli" e dall'"Apocalisse" - in tutto 27 scritti.

 

Una collezione di scritti

 

È palese come le Scritture abbiano generi letterari decisamente diversi fra loro.

Ci hanno insegnato a dire "la" Bibbia, ma il plurale del nome sta proprio ad indicare come questo sia un agglomerato di testi anche completamente estranei l'uno all'altro per età (il periodo in cui sono stati scritti), geografia (il luogo e la cultura del luogo in cui sono stati scritti), lo o, spesso, gli autori (sia la cultura degli autori che li hanno scritti che la cultura di coloro per cui li hanno scritti) e, non da ultimo, le così diverse finalità per cui sono stati scritti.

 

Allo stesso modo come ci hanno inculcato l'immagine "cruciale" di un Mosè che scende dal Monte Sinai con le famose Tavole della Legge (e artisti di tutti i tempi incluse le moderne versioni cinematografiche e televisive della Bibbia continuano a fortemente "confermare" visualizzando la scena), i dieci comandamenti ricevuti direttamente da Dio, da lui scritte nella pietra, alzate sopra la testa e mostrate al popolo quale fondamento e prova di una Religione "rivelata"...

 

Ma l'antica tradizione è sempre orale, con il rischio di essere manipolata o diciamo aggiustata nei vari passaggi di trasmissione generazionale o di andare comunque dispersa.

Inoltre  nel caso delle Scritture non è una sola tradizione orale cui abbiamo a che fare, ma due che si intrecciano dal Nord e del Sud della Palestina.

Poi ci sono le evidenti influenze orientali, in particolare quella direttamente subita dai primi "scrittori" in Babilionia...

 

Semplificando possiamo distinguere almeno di cinque generi letterari diversi:

 

- quello legislativo, collezioni di norme sociali o religiose, quasi tutte condensate nella

cosiddetta "Torah", come il "Levitico";

 

- quello sapienziale, le preghiere come i "Salmi", i poemi altamente erotici come il "Cantico

dei Canti", le "Lamentazioni", le meditazioni o i proverbi del "Qoelet", dei "Proverbi", di "Giobbe";

 

- quello profetico degli oracoli, prediche morali di "inviati di Dio" rivolte a Re, a singoli e

comunità credenti, al popolo tutto perché tornino sulla retta via, così anche le "Lettere" del Nuovo Testamento;

 

- quello apocalittico, simbolico e spesso intenzionalmente di oscuro significato, in esaltazioni

del Dio alla fine comunque vincitore, rivolti a comunità vacillanti nel loro credo durante persecuzioni politiche, soprattutto "Daniele" e l'"Apocalisse", questa non a descrivere un futuro remoto né la fine dei tempi, ma semplicemente per far ritrovare speranza nella fine delle persecuzioni di Diocleziano;

 

- quello storico o pseudo-storico infine che tratta di persone ed eventi, la cui attendibilità varia

estremamente, dai primi undici capitoli della "Genesi" o nascita o creazione del mondo fino ad Abramo all'inizio del II millennio aC, del tutto "poetici" e simbolici su creazione, peccato originale, diluvio universale ecc, ai racconti dei Patriarchi "Abramo", "Isacco", "Giacobbe-Israele" e "Giuseppe" frutto di culture nomadi difficilmente studiabili, ai "romanzi" ellenisti di "Tobia", "Giuditta" ed "Ester" pur storicamente contestualizzati, ai racconti propriamente storici come "Samuele", "Re", "Maccabei", "Evangeli" e "Atti degli Apostoli".

 

Le fonti
 

Le testimonianze più antiche in ebraico, ovviamente soltanto dell'Antico Testamento, sono i manoscritti trovati a Qumran nel 1947 e databili fra il 250 aC e il 68 dC.
 

Concordano in generale con questi manoscritti:


- il "Codice del Cairo", datato al 895-896 dC
- il "Codice di Aleppo", 925-930
- il "Codice di Leningrado" o "Codex Lenigradensis", che risale al 1008-1009 e costituisce il

principale riferimento

 

Il testo però in uso come attuale modello ebraico - detto "critico" perché tiene conto di tutte le varianti conosciute - è la cosiddetta "Biblia Hebraica Stuttgartensia", edita dalla Deutsche Bibelgesellschaft di Stuttgart (Stoccarda in Italiano) nel 1966.


Le testimonianze più antiche in greco, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, sono oltre cinquemila manoscritti su papiro databili al II secolo dC, tra cui:

- il "Codice Alessandrino", inizio/metà del V sec
- il "Codice Vaticano", probabilmente compilato in Egitto nel IV sec, principale riferimento
- il "Codice di Efrem" o "Palinsesto", sovrascritto cioè su testi precedenti, forse del V sec
- il "Codice di Beza" o di Cambridge, "Codex Cantabrigensis", del V sec
- il "Codice Sinaitico", metà del IV sec
 

Il testo "critico" in uso come attuale modello greco dell'Antico Testamento, che include i libri cosiddetti "deutero-canonici" - "secondo canone" perché accettati dalle Chiese sia Latina che Greca, ma in parte o del tutto rifiutati dalla Comunione Anglicana e dalle Chiese Protestanti perché "apocrifi", cioè "nascosti" o da escludere - è un'edizione tedesca del 1935.

Il testo critico in uso come attuale modello greco del Nuovo Testamento è il "The Greek New Testament", della United Bible Societies, 1966.

 

Le versioni

Le traduzioni in tutte le lingue delle Scritture si contano a migliaia:

- il "Pentateuco" Samaritano di 6 libri ebraici, "Torah" e "Giosuè", del IV secolo aC

- il "Peshitta" aramaico, del V sec
- la greca dei "Settanta" (traduttori) o "Septuaginta", tra il IV e II secolo aC
- la cosiddetta "Vulgata" o in "volgare", cioè nella lingua del popolo, IV sec
- la "Bibbia di Lutero", versione tedesca per eccellenza, 1522-1534
- la "Bibbia di Diodati", Calvinista di Lucca, versione dei Protestanti italiani, 1607
- la "Bibbia di King James", versione inglese per eccellenza, 1611
- la "New World Translation of the Holy Scriptures", dei Testimoni di Geova, 1950-60
- la "Bible de Jérusalem", in francese ed ebreo, della École Biblique de Jérusalem,  1947-1955
- la "Traduction Oecuménique de la Bible", in francese, 1975-1976

...


I testi esclusi

 

I cosiddetti "Vangeli apocrifi" o pseudo-vangeli per la Chiesa, perché non scritti da apostoli:

 

- i "Vangeli dell'infanzia", piuttosto favole o leggende sulla vita di Cristo bambino non

documentata nei Vangeli ufficiali, dalla metà del II sec

- i "Vangeli Giudeo-Cristiani", I-III sec

- i "Vangeli Gnostici", eretici, sulla vita e il ministero di Cristo, II-IV sec

- i "Vangeli della Passione"

- altri vangeli apocrifi o frammenti di vangeli apocrifi

- vangeli apocrifi andati perduti o omonimi

 

Eppure i testi esclusi hanno nonostante tutto un'importanza nelle tradizioni della Chiesa più care ai credenti: ad esempio la grotta in cui nasce Cristo viene dal cosiddetto "Protovangelo di Giacomo", l'asino e il bue che lo riscaldano nella mangiatoia del Presepe di Francesco dal cosiddetto "Vangelo dello Pseudo-Matteo", molti attributi nelle raffigurazioni artistiche di Gesù, di Maria e degli apostoli ancora oggi esposte in chiese e santuari di tutte le Confessioni, anche e soprattutto la Cattolica, provengono proprio dalla loro descrizione fatta in tali vangeli...

 

Le eresie

 

Innumerevoli e reciprocramente dichiarate come colpi d'arma!

Tra quelle minori del II-IV citate dai cosiddetti "Padri della Chiesa":

 

- la "Setta dei Patriziani", "dualisti" esasperati con profondo odio per la carne

- la "Setta degli Asciti", che si vedono come "otri" - in greco askòs - pieni di vino nuovo

- la "Setta dei Coluziani", credenti in un Dio incapace di creare il male
- la "Setta dei Floriniani", oppositori dei Coluziani
- i credenti nell'immutabilità della terra, anche dopo la resurrezione dei morti

- i credenti "scalzi", come  Mosè e Isaia
- Retorio che afferma come tutti gli eretici siano sulla retta via
- i credenti in Dio Triforme e non Trino, formato cioè da tre da tre pezzi
- i credenti nell'eterna coesistenza di Dio e dell'acqua

- i credenti nel corpo come immagine di Dio
- i credenti in tanti mondi e non solo la Terra
- i credenti nella "metempsicosi", le anime dannate si trasformano in animali o demoni
- i credenti che attribuiscono la discesa di Cristo agli Inferi a salvezza degli increduli
- i credenti nella nascita di Cristo contemporaneamente all'inizio del tempo
- la "Setta degli Arabici", che nega l'immortalità dell'anima
- la "Setta dei Paterniani", per i quali la parte bassa del corpo è stata creata dal diavolo


Altre sono le vere eresie dei primi secoli, quando, consolidatasi istituzionalmente, la Chiesa inizia a considerare molti movimenti minoritari sorti durante il suo crescere, prima tollerati, come "eretici", soprattutto quando si tratta di definirre la natura di Cristo, divina ed umana, i suoi rapporti con la tradizione giudaica e con il monoteismo precristiano.
 

Quando queste sette e movimenti si organizzano in Chiese, queste sono definite "scismatiche".

Movimenti, sette, dottrine e religioni eretiche nel Cristianesimo (in ordine alfabetico):


- la "Setta degli Abeliani", di assoluta continenza sessuale, come Abele
- la "Setta degli Adelofagi", negatori della divinità dello Spirito Santo
- la dottrina dell'"Adozionismo", il cui Cristo è subordinato al Padre
- la dottrina dell'"Apollinarismo", per la quale il Verbo è anima e il Cristo corpo contenitore
- l'"Arianesimo", che vede solo il Padre trascendente e "increato", unico e vero Dio
- il "Docetismo", che nega Cristo uomo, la sua sofferenza, passione e morte

- il "Donatismo", che vede i Sacramenti efficaci solo se chi li amministra ne è degno
- il "Manichesimo", religione persiana, Zoroastrismo, Cristianesimo (e Buddismo?) insieme

- il "Marcionismo", per cui hanno valore solo i testi evangelici e non la tradizione giudaica
- il "Modalismo", per cui la Trinità non sarebbe tre persone, ma tre aspetti dell'unico Dio
- il "Monofisismo", che attribuisce a Cristo una sola natura, "ibrida" divino-umana

- il "Mono-telismo" o "-teletismo", in cui la natura umana di Cristo è subordinata alla divina
- il "Montanismo",  profetismo, imminenza del ritorno di Cristo, ascesi e rigorismo sessuale
- il "Nestorianesimo", Cristo due persone distinte, Maria solo "Madre di Cristo" uomo
- il "Novazianismo", la Chiesa deve essere costituita da pochi spirituali, come profeti e martiri
- il "Pelagianesimo", basato sul “perfezionismo”, l'uomo eroe capace di salvarsi da solo
- il "Priscillianesimo", ascetismo, dualismo gnostico, modalismo, docetismo, rivendicazioni

sociali, astrologia
 

Ma le eresie non appartengono solo al passato: ad esempio la setta spagnola post-Vaticano II "Cammino Neocatecumenale" è considerata oggi eretica nella Chiesa Cattolica...

 

Tutta questione di interpretazioni

 

Già il cosiddetto "Antico Testamento" o "Vecchia Alleanza" o "Vecchio Patto" è dunque un libro di teologia costruito dalle comunità religiose ebree dopo la distruzione del primo Tempio e tutte le "verità bibliche" o "verità rivelate" che contiene non sono che spezzoni di tradizione orale poi trascritti durante l'arco di oltre un millennio e mezzo e alla fine ricuciti assieme.

Sotto l'Impero dei Faraoni, dalla terra di Canaan l'élite politica ed intellettuale del meno potente dei due piccoli regni ebrei di allora - Juda, la futura Giudea mentre l'altra tribù è Israele - dovettero andarsene in Babilonia: è dai culti egizi che l'Ebraismo inizia e a contatto con quelli persiani che si indirizza verso il monoteismo!

Ed il cosiddetto "Nuovo Testamento" o "Nuova Alleanza" o "Nuovo Patto", scritto tra il 51 dC e la fine del I sec dC o addirittura il 125 dC circa, non solo si rifa a ma si basa al precedente.
 


Le autoproclamate "verità" o "rivelazione scritta e orale" altro non è quindi che questa "Tradizione" diventata queste "Sacre Scritture": un complesso insieme di cose non sempre esplicite, "più o meno chiaramente enunciate", il altre parole da credere così come ce le spiega un clero esperto.

 

Per cui, e qui il grande numero acrobatico, oltre alle verità che si dichiara essere state "realmente" rivelate, ce ne sarebbero anche altre, di per sé non rivelate direttamente da un dio, ma deducibili attraverso la ragione umana da un principio rivelato, e, se ci siete ancora, queste verità sarebbero altrettanto valide, altrettanto dogmaticamente da credersi come verità "virtualmente" rivelate....

 

 

Allora questo dio "rivela" - ci dice cioè in confidenza - delle verità, non perché sia tenuto a farlo e neppure perché qualcuno glielo abbia chiesto - non potremmo mai arrivarci - ma così, perché lo gradisce lui.

 

Ora, siccome a questo dio noi concediamo una "assoluta autorità" nell'immaginarcelo, vale a dire nel crearlo a nostra immagine e somiglianza perché altro non potremmo, ma senza difetti e con poteri soprannaturali illimitati - la verità che ci svela è dunque "suprema ed infallibile".

 

Invece le verità "virtualmente" rivelate, dato che sono insomma un sottoprodotto umano di una verità divinamente rivelata, non si può, o meglio non si "potrebbe", imporre  in nome di Dio alla coscienza degli "ugualmente credenti" - e tantomeno a quella dei "diversamente credenti".

 

Però...: la Chiesa è "custode" della divina rivelazione!

Quindi avendo mancato di trovare alcune "verità divine", se le cerca nelle "fonti della rivelazione", le mette in (contro)luce laddove questo dio non sia stato abbastanza chiaro ed esplicito, e le ripropone come "da credere".

 

Perchè da verità nasce sempre la verità.

Se lo dice la Chiesa è vero.

Regola numero uno: la Chiesa ha sempre ragione.

Regola numero due: la Chiesa può aver torto, ma in tal caso vale la regola numero uno!
 

 

Chi dichiara infatti la "verità della Chiesa"?

E qui la cosa si fa ancora più interessante: la "verità della Chiesa" può essere solo dichiarata dal cosiddetto "magistero", di cui esiste uno "ordinario" e, tanto per non correre "rischi", anche uno "straordinario"...

Il magistero ordinario dovrebbe essere esecitato attraverso il "consenso unanime dei Padri e dei Teologi" (o in caso contrario a maggioranza?), la "predicazione unanime dei Vescovi" (o in caso contrario a maggioranza?), il "consenso dei fedeli" (a maggioranza espressa, riconosciuta e documentata?), la "prassi liturgica" (cioè "come facciamo noi così si fa", "come noi diciamo così è"?).

 

A dire il vero (scusate di nuovo l'espressione...) il magistero ordinario potrebbe pure bastare, dato che, come dichiara il Concilio Vaticano, sess, III, c. 3 (DB, 1792):

 

"Fide divina et catholica ea omnia credenda sunt, quae in verbo Dei scripto vel tradito continentur et ab Ecclesia sive sollemni iudicio sive ordinario et universali magisterio tamquam divinitus revelata credenda proponuntur".

 

In altre parole: se ci credono tutti è credibile, se è credibile è da credersi, quindi se ci credono tutti è da credersi perché se ci credono tutti è vero.

Molto logico!

 

Eppure ancora no, troppo semplice: ci vuole pure un magistero straordinario che è esercitato attraverso una "solenne dichiarazione o una Bolla o altro documento del Papa", una "solenne dichiarazione di un Concilio Ecumenico o di un Concilio particolare approvato dal Papa"¨o attraverso "Simboli e Professioni di fede emanati o approvati dalla Chiesa".

 

Quest'ultimo, raffinatissimo modo di "proporre" ai credenti una verità, "obbligandoli" a crederci, chiude un cerchio che quadra a perfezione, costituendo una cosiddetta "definizione dogmatica" di qualsiasi argomento.

 

Capiamoci bene: la verità, così come proposta dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, costituisce nel senso più rigoroso un "dogma formale", ovvero una "verità di fede divino-cattolica", una verità cui cioè il fedele non può non credere, pena l'eresia!

 

 

E se la Religione Cristiana è "una" - ma già con tantissime riserve - di "Chiese" che si arrogano il diritto di gestirla nella maniera "giusta" ce se sono a bizzeffe...

Non tutte però si sono fatte eredi dell'organizzazione e dei metodi di potere dell'Impero Romano come quella Cattolica...

 

 

Che ne pensano le altre Religioni

 

Le Sacre Scritture valgono anche per il cosiddetto "Rastafarianesimo" o "Rastafar-I" (rastafarai), versione religiosa di ispirazione ebraico-cristiana del movimento politico nazionalista "Etiopismo".
 

I musulmani considerano la Bibbia ispirata da Dio ma manipolata.

 

I diversamente credenti ritengono che i testi biblici costituiscano una fra altre mitologie.

 

 

La "Chiesa"

 

La "Chiesa" viene da molti oggi automaticamente associata ad una comunità di "fedeli", più precisamente una "Comunità Cristiana" di varia confessione: ad esempio Cattolica, Ortodossa, Luterana, Anglicana ecc.


In primo luogo potrebbe essere definita "chiesa" in tal senso anche qualsiasi associazione, organizzazione, scuola politica o scientifica assolutamente chiusa, i cui "fedeli" o membri leali condividano la convinzione cioè di essere insieme depositari di una "verità" e la testimonino in varie forme - e questa "chiusura" già da sola la dice già lunga...

 

In secondo luogo la originaria "Ecclesia" - in greco Εκκλησία, ecclesìa, "assemblea" - non ha affatto carattere "religioso" o settario, ma nasce come concetto e opera come realtà in ambito prettamente laico ed in modo assolutamente aperto: appartiene in effetti alla cultura greca classica ed è l'"Assemblea del Popolo" nelle istituzioni politiche della democrazia ateniese, cui spetta deliberare sulle questioni più importanti dello Stato - relazioni estere, leggi, giudizi - e per parteciparvi basta qualificarsi come cittadini.
 

 

Scontato quindi il moderno significato totalmente distorto, accettiamo pure che "Chiesa" come Assemblea Cristiana sia solo una "appartenenza religiosa volontariamente scelta": molti si meravigliano ancora o addirittura si scandalizzano di chi si professi “Cristiano senza Chiesa”, credenti in un Dio, anche Cattolici che lasciano la cosiddetta “Chiesa Istituzionale”, allontanati o allontanatisi da una Comunità in cui non riescono più a riconoscersi, delusi dal modo in cui la vivono parte dei suoi "sacerdoti" - in latino sacerdotem, "colui che offre (a Dio) le cose sacre" - che, innumerevoli, non convalidano con i propri comportamenti quanto predicano, e da parte di "fedeli" così palesemente ed ipocritamente infedeli.

 

La prima Chiesa Cristiana parte dalla pratica sociale in nome dell'amore di Dio o charitas, aiutando i bisognosi, assistendo le vedove e gli orfani, confortando i sofferenti, i malati e i moribondi, e solo molto più tardi si organizza in potentato gestore di una Religione, come "Istituzione di Dio in Terra".

 

Ma anche così: se anche la mia fede è la Fede della Chiesa, in questa "Assemblea del Popolo di Dio" la "vocazione", la chiamata, non può fermarsi ai membri "consacrati" - preti e suore, ma è necessariamente estesa anche a tutti gli altri che ne fanno parte integrante e necessaria, me incluso: quale personale responsabilità posso allora o, meglio, devo assumermi come credente Cristiano appartenente alla Chiesa Cattolica?

 

La Chiesa è inoltre per definizione un fatto collettivo, di più, una realtà sinergica, capace cioè di creare nella "comunione" - la condivisione della Fede così come espressa e manifestata nella Religione - qualcosa di extra, di nuovo, qualcosa di totalmente estraneo ed impossibile in una falsa Chiesa che troppo spesso altro non è che la somma di singoli individui totalmente scollati uno dall'altro o, peggio, uno contro l'altro, a parte la comune etichetta: perché nella Chiesa vera - come ricordo e se non sbaglio - la mia salvezza è la salvezza degli altri.

E ancora: se il Sacramento del Battesimo della Religione Cristiana ci dichiara tutti e ciascuno "sacerdoti, re e profeti" con Cristo, perché nella Chiesa devo restare e sottostare da suddito ad altri sacerdoti, altri re ed altri profeti?

 

 

Di nuovo: con tutta la buona volontà di capire, di fatto però la "Chiesa" - e quella "Cattolica Apostolica Romana" lo conferma eccellentemente - si mostra e dimostra piuttosto e semplicemente un'organizzazione umana autominatasi a gestire una Religione contenente una verità indiscutibile perché pretestuosamente "rivelata".

 

Alla fine della storia il dettaglio importante è che, grazie a questo ingegnoso meccanismo, la Chiesa gestirà sì pure un potere "spirituale", ma dietro questo potere "primario", in pratica spesso di facciata, ne gestisce indiscutibilmente altri di poteri, di incalcolabile magnitudine e, se indebitamente usati come di fatto spesso, di devastante impatto sociale, poteri che sanno proprio molto, fin troppo, di terreno: il potere politico ed il potere economico - ad libitum!

 

E attenzione: fin qui abbiamo parlato di "Chiesa", come se ce ne fosse una sola.
Mai così improprio...

 

 

Le Chiese o Confessioni Cristiane

 

Vengono classificate nei modi più diversi, ma quasi sempre in riferimento a Roma: geo-politicamente come nell'ambito della fede.

 

Le "Chiese Occidentali"

 

Come se fosse una questione di letterale "orientamento", le Chiese sono spesso divise prendendo Roma come riferimento, ad Ovest e ad Est dell'Origo.

 

Ad Ovest le Chiese che derivano dalla originaria "Chiesa Latina", il cui territorio di influenza corrisponde all'Impero Romano Occidentale.

 

Non si tratta solo della "Chiesa Cattolica Romana", ma anche di tutte le Chiese cosiddente "Protestanti" contro vuoi l'egemonia vuoi l'esagerata "terrenità" della Chiesa Cattolica, quindi contro il Cattolicesimo ed, in modo particolare, contro l'Istituzione del Papato.

 

Si stacca per protesta contro la ricchezza e il potere della Chiesa di Roma la "Chiesa Evangelica Valdese": il Valdismo è uno dei cosiddetti "Movimenti Pauperistici di Riforma" del Cattolicesimo che si sviluppano già nel XII secolo, per il ritorno della Chiesa alla originaria povertà, il quale precede quello di Francesco d'Assisi.

Oggi la Chiesa Valdese è organizzata a livello mondiale nell'"Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi".

 

Se ne staccano altre dalla prepotente dominanza e l'affaristico monetizzare della Chiesa di Roma nel XVI secolo attraverso il grande "Movimento di Riforma Luterano e Calvinista".

 

Si staccano anche le "Chiese Anglicane", ma in una cosiddetta Via Media tra Cattolicesimo Romano e Protestantesimo, con la separazione nel XVI secolo dalla "Chiesa d'Inghilterra" da quella di Roma sotto il Regno di Enrico VIII.

L'"Anglicanesimo" è uno scisma centrato sul non riconoscimento del primato del Papa, rimane quindi "Cattolico" nella struttura ecclesiastica, ma non "Romano", nel senso di "riformato" ma non protestante.

Le Chiese Anglicane poi sviluppatesi nel Commonwealth Inglese formano oggi la cosiddetta "Comunione Anglicana" mondiale.

 

Le "Chiese Orientali"

 

Ad Oriente di Roma dominano le "Chiese Ortodosse", derivanti dalla "Chiesa Greca" il cui territorio di influenza corrisponde all'Impero Romano Orientale.

 

L'"ortodossia" riferisce al ritenersi la vera "Chiesa Universale di Cristo sulla Terra", direttamente derivante dall'originaria comunità cristiana di Efeso e la cui dottrrina rimane la giusta e corretta in quanto nulla vi si aggiunge, nulla vi si toglie, nulla vi si modifica (come invece farà e più volte la Chiesa Romana).

 

Al contrario della Chiesa Romana ad Occidente, la Chiesa Greca non riesce ad imporsi sulle Chiese "sorelle", che rimangono "autonome" in quanto si autogoverno e "autocefale" in quanto si eleggono il loro capo, in particolare quelle Slave a carattere nazionale, pur riconoscendo un primato meramente simbolico al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.

 

Le Chiese Ortodosse sono moltissime di cui la maggiore la "Chiesa Ortodossa Russa", e si dividono normalmente in "Calcedoniane", che accettato cioè la dottrina del Concilio di Calcedonia del 451, e "Non-Calcedoniane" o Antico-Orientali, le quali comprendono un insieme disomogeneo di culti e tradizioni liturgiche.
 

Le principali "Chiese Ortodosse Calcedoniane" sono dei Patriarcati: la "Chiesa Ortodossa di Gerusalemme", la "Chiesa Greco-Ortodossa di Antiochia", la "Chiesa Ortodossa di Alessandria", la "Chiesa Ortodossa di Costantinopoli" e la "Chiesa Ortodossa Russa".
 

Poi ci sono le "Chiese Nazionali": la "Chiesa Ortodossa e Apostolica Georgiana", la "Chiesa Ortodossa Serba", quella Rumena, Bulgara, di Cipro, di Grecia, Polacca, Albanese, Ceca e Slovacca, la "Chiesa Ortodossa in America", la cui autocefalia è accettata dal Patriarcato di Mosca, ma non da quello Ecumenico...


Ancora le particolari "Chiese Autonome": la "Chiesa Ortodossa del Monte Sinai" sotto il Patriarcato di Gerusalemme, la "Chiesa Ortodossa Finlandese" sotto quello di Costantinopoli come pure quella Estone (ma quest'ultima giurisdizione non viene riconosciuta dal Patriarcato di Mosca), la "Chiesa Ortodossa Giapponese", la "Chiesa Ortodossa Cinese" e la "Chiesa Ortodossa Ucraina" sotto il Patriarcato di Mosca, la "Metropolia dell'Europa Occidentale" sempre sotto il Patriarcato di Mosca (la cui giurisdizione a sua volta non universalmente riconosciuta), l'"Arcivescovado Ortodosso di Ocrida" sotto il Patriarcato Serbo Ortodosso di Belgrado...


Poi le "Chiese Ortodosse Scismatiche" con l'Ortodossia o ritenute "Resistenti" dalle dominanti Chiese Ortodosse, che però non si ritengono tali dato che mantengono la fede ortodossa, la successione episcopale legittima e comunità con continuità storica, come la "Chiesa Greco-Ortodossa Vecchio Calendario Moderato Santo Sinodo in resistenza", la "Chiesa Ortodossa Rumena Vecchio Calendario", la "Chiesa Ortodossa di Bulgaria Vecchio Calendario"...


Altre Chiese Ortodosse si tengono volontariamente "murate" dalle tradizionali Chiese Ortodosse e addirittura tra loro: tali la "Chiesa Ortodossa Autocefala Bielorussa", la "Chiesa dei Genuini Cristiani Ortodossi di Grecia", i "Vecchi Credenti" e la "Chiesa Ortodossa Autocefala Ucraina"...

 

Non finisce qui: molte sono le Chiese Ortodosse Nazionali in polemico contrasto con quelle ufficialmente riconosciute: il "Patriarcato di Kiev" della Chiesa Ortodossa Ucraina, la "Chiesa Ortodossa Macedone", la "Chiesa Ortodossa in Italia", la "Chiesa Ortodossa Montenegrina", il "Sinodo Alternativo della Chiesa Ortodossa Bulgara, Chiesa Russo-Ortodossa in America...


Infine le Chiese Ortodosse non affatto riconosciute, come la Chiesa Cattolica Ortodossa Evangelica in America, la Chiesa Ortodosso-Cattolica d'America, la Chiesa della Santa Fede dell'Oriente Cristiano, la Chiesa Apostolica Ortodossa" e la "Chiesa Russo-Ortodossa Antica".

 

A questo punto spero davvero che Dio esista, se non altro per punirli tutti in modo adeguato!

 

Questo il "Corpo Vivo di Cristo": altro che "comunione" e "appartenenza" - sembra piuttosto una macelleria millenaria!

 

Chiesa Cattolica da una parte, Ortodosse dall'altra, che si considerano a vicenda "scismatiche" (il Grande Scisma è detto anche del "filioque" - in latino "e dal figlio" - perché nasce dal fatto che nell'originario testo della preghiera del Credo cosiddetto "Niceno-Costantinopolitano" riguardante lo Spirito Santo, qui ex patre procedit - "che procede dal Padre", la Chiesa Cattolica vi va ad aggiungere appunto"filioque" - qui ex patre filioque procedit, "che procede dal Padre e dal Figlio" - aggiustandoselo insomma arbitrariamente, cosa condannata come eretica dal Patriarca di Costantinopoli!).

 

A parte queste - mi scuso - nel contesto ridicole formalità teologiche, la sostanza è una lotta spietata per il potere assoluto di una parte su tutte le altre!

 

Chiesa Cattolica da una parte, Protestanti dall'altra, considerate "eretiche".

 

Alcune Chiese, la Cattolica e Ortodosse, contro altre Chiese Ortodosse, come le cosiddette "Chiese Orientali Antiche" per motivi "cristologici" (!), a seguito di aspre dispute tra il V e il VI secolo sulla natura della persona di Cristo - il "Monofisismo" della "Chiesa Copta" e della "Chiesa Apostolica Armena", che dicono che abbia la sola natura divina, contro il "Nestorianesimo", che dal canto sua afferma la dualità della sua natura in divina e umana...

 

Nuovi Culti Cristiani nascono e muoiono in continuazione, secondo nuove interpretazioni, bollati come eretici o meno, repressi o ignorati...

 

Così il Cristianesimo detto "Ariano", seguito alle invasioni barbariche e poi autoestintosi, e gli "Albigesi" o Catari - dal greco καθαροί, katharòi, i "puri" - che tra l'anno 1000 e il 1300 si diffondono nell'Europa Meridionale - Balcani, Italia e Regione di Albi, Linguadoca, Francia - e contro cui il Papa organizza una vera e propria Crociata, solo perché, basandosi sull'irriducibile dualismo tra materia e spirito, rifiutano del tutto i beni materiali e i piaceri della carne...

 

Così altri Culti Cristiani derivanti nel XIX secolo dal Protestantesimo anglosassone, come i "Testimoni di Geova" e i "Mormoni", neppure riconosciuti come Cristiani dalle altre Chiese!

 

I Concili "Ecumenici"


Altrimenti potremmo classificare le Chiese cronologicamente, basandoci sui cosiddetti "Concili Ecumenici" riconosciuti ovvero, in altre parole, sulle inevitabili rotture o "scismi" da essi provocati allorché una parte o fazione si arroghi il diritto di imporre la propria interpretazione, magari con argomenti del tipo di essere detentori di una "verità proprietaria", una specie di marchio ®egistrato sulla "Religione" (attenzione - non la Fede: quella è solo mia e strettamente personale, addirittura un "dono di Dio" al singolo credente!...).

Ora "ecumenico" deriva da ecumène o oikoumène - dal greco οiκουμένη, participio di οiκέω, "abitare", quindi "abitato" - e riferisce inizialmente alla "parte di Terra abitata dagli uomini", cioè conosciuta ed umanizzata, "la casa dove tutti viviamo".

Più tardi, oltre a significare "il mondo conosciuto", acquista anche l'accezione filosofica, e successivamente religiosa, di luogo virtuale "di appartenenza".

Per capirci, il suo opposto è la separazione, l'isolamento volontario, l'eρημος o érēmos.

 

Il ritorno alla "casa comune" - o Concilio Ecumenico - è un "incontro di lavoro", in forma solenne, di tutti i Vescovi Cristiani, o per definire controversie interpretative sulla Religione o per dare ai credenti nuovi indirizzi etico-morali.

 

Dal rosario degli incontri-scontri, ne viene fuori pressappoco quanto segue:

 

  1. Concilio di Nicea Primo del 325 dC

 

- Condanna l'"Arianesimo", dottrina di Ario sulla natura divina di Gesù "inferiore" a quella

di Dio Padre

- Condanna il "Quartodecimanesimo", un problemone che dura ben quattro secoli su

quale giorno terminare il digiuno e celebrare la Pasqua (se il 14 del mese Nisan, come da tradizione ebraica, qualunque il giorno della settimana, oppure la domenica successiva, prima, e, dalla fine del III secolo, la prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera...)

- Dà una prima formulazione del Credo, il "Simbolo" - o definizione dogmatica - appunto

detto "Niceno", della "consustanzialità" di Dio Padre e Cristo (definendoli cioè "della stessa sostanza", la vera base dogmatica della Trinità e, quindi, del Cristianesimo).
 

  2. Concilio di Costantinopoli Primo del 381

 

- Conferma la formulazione del dogma niceno che diventa "Simbolo o Credo Niceno-

Costantinopolitano" sull'unicità di Dio e la natura di Cristo

- Ad evitare ulteriori eresie, blocca tale dogma vietandone modifiche al di fuori di un

Concilio Ecumenico.
 

  3. Concilio di Efeso Primo del 431

 

- Condanna il "Nestorianesimo" e il "Pelagianesimo"

- Da a Maria, già "Madre di Gesù", anche il titolo di "Madre di Dio".


  4. Concilio di Efeso Secondo del 449

 

- Condanna nuovamente il "Nestorianesimo", cioè l'asserzione della convivenza in Cristo

di due persone distinte, l'Uomo e il Dio, per cui Maria è "Madre di Cristo" ma non Madre di Dio (la Chiesa Nestoriana è protetta dall'Impero Persiano in funzione anti-bizantina)

- Il Patriarca Dioscoro di Alessandria dichiara ortodosso Eutiche.
 

  5. Concilio di Calcedonia del 451

 

- Anatemizza le alterazioni al Credo Niceno-Costantinopolitano

- Condanna il "Monofisismo" di Eutiche

- Afferma la doppia natura di Cristo, umana e divina

- Adotta il Credo appunto detto "Calcedoniano".


  6. Concilio di Costantinopoli Secondo del 553

 

- Condanna nuovi testi ariani, nestoriani e monofisiti

- Conferma le dottrine dei precedenti Concili

- Promulga la formula Theopaschite.
 

  7. Concilio di Costantinopoli Terzo del 680-681

 

- Condanna il "Monotelismo"

- Afferma la volontà umana e divina di Cristo.


  8. Concilio di Costantinopoli Quarto del 691

 

- Detto anche Quinsextium, cioè "quinto e sesto" o Concilio in Trullo

- Ha carattere amministrativo, stabilisce canoni e principi di disciplina ecclesiastica.


  9. Concilio di Costantinopoli Quinto del 754

 

- Detto anche Concilio di Hieria

- Condanna l'"iconodulia" o idolatria, il culto reso alle immagini o "icone".


10. Concilio di Nicea Secondo del 787

 

- Condanna l'"iconoclastia"

- Ripristina la venerazione delle icone.


11. Concilio di Costantinopoli Sesto dell'869-870

 

- Depone il Patriarca Fozio di Costantinopoli (atto non riconosciuto dalle Chiese Orientali).


12. Concilio di Costantinopoli Settimo dell'879-880

 

- Ristabilisce Fozio come Patriarca di Costantinopoli

- Anatemizza le alterazioni al Credo Niceno-Costantinopolitano

- Condanna l'uso del filioque


13. Concilio Lateranense Primo del 1123

 

- Il primo in Occidente

- Dopo il Concordato di Worms, per celebrare primo accordo siglato tra Papato e Impero.


14. Concilio Lateranense Secondo del 1139

 

-  In seguito allo scisma avvenuto nel 1130 alla morte di Papa Onorio II.
 

15. Concilio Lateranense Terzo del 1179

 

- In seguito alla Pace di Venezia tra Imperatore Federico Barbarossa e Lega Lombarda.
 

16. Concilio Lateranense Quarto del 1215

 

- Ribadisce Dio eterno e onnipotente, unico e in tre persone consustanziali

- Introduce la "transustanziazione" a definire il mistero eucaristico.
 

17. Concilio di Lione Primo del 1245

 

- A seguito dell’aspra lotta tra l’Imperatore Federico II e il Papato.


18. Concilio di Lione Secondo del 1274

 

- Tenta di ristabilire l’unità religiosa con la Chiesa Ortodossa d’Oriente.
 

19. Concilio di Vienne del 1311-1312

 

- A seguito della lunga lotta tra il Re francese Filippo "il Bello" e Papa Bonifacio VIII

- Trasferimento della SedePontificia da Roma ad Avignone

- L'aspra battaglia francese contro l’Ordine dei Templari per motivi politico-economici.
 

20. Concilio di Costantinopoli Ottavo del 1341-1351

 

- Accetta la teologia esicastica secondo Gregorio Palamas

- Condanna il filosofo occidentalizzante Barlaam di Calabria.


21. Concilio di Pisa del 1409

 

- Non convocato da un Papa ma dalla maggioranza dei Cardinali della Chiesa Cattolica

- Tratta l'"obbedienza romana" e quella "avignonese" (Grande Scisma d'Occidente)

- Non riconosciuto ufficialmente.


22. Concilio di Costanza del 1414-1418

 

- Risolve lo Scisma d'Occidente

- Esprime dottrine conciliariste

- Condanna lo scomunicato teologo e riformatore boemo Jan Hus (Husinec) al rogo.


23.Concilio di Pavia-Siena del 1423-1424

 

- Su ordine di Frequens di Costanza ("Un Concilio della Chiesa Cattolica ogni dieci anni")

- Non riconosciuto come Concilio Ecumenico

- Alcune sue conclusioni accusate di di eresia.


24. Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze del 1431-1445

 

- Propone di riunirsi con le Chiese Ortodosse, che però non accettano

- Tratta anche l'unione con altre Chiese Orientali.


25. Concilio Lateranense Quinto del 1512-1517

 

- Tenta di riformare la Chiesa Cattolica.


26. Concilio di Trento del 1545-1563 (con interruzioni varie)

 

- Reagisce alle dottrine del "Calvinismo" e "Luteranesimo"

- Opera una contro-riforma della Chiesa.


27. Concilio Vaticano Primo del 1870

 

- Sancisce la cosiddetta "infallibilità del Papa".


28. Concilio Vaticano Secondo del 1962-1965

 

- Si occupa della riforma e della promozione della liturgia

- Illustra la natura e la missione della Chiesa

- Propone la genuina dottrina sulla Rivelazione

- Tratta di studi biblici

- Affronta la relazione della Chiesa con il mondo moderno

- Tratta di attività missionaria, teologia della comunione, rapporti tra sacerdozio 

battesimale e ministero ordinato, ecumenismo, religioni...

 


Il progressivo sfaldamento della Chiesa

 

Prima c'è la "Chiesa Cristiana Antica" - quella cosiddetta "Pre-Nicena" - della seconda metà del I secolo, composta di due tipi di Cristiani: "Giudeo-Cristiani", gli Ebrei convertiti, ed "Etno-Cristiani" anche chiamati "Gentili", appartenenti ad altre genti, i Pagani convertiti.

In questa Chiesa "delle origini" ha luogo il Primo Concilio di Gerusalemme, riportato negli Atti degli Apostoli.

Segue la "Chiesa Post-Apostolica", i cinque "Patriarcati" paritari - di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, con gruppi minoritari quali gli "Ebioniti Giudeo-Cristiani", gli "Gnostici Cristiani", i "Marcioniti" ed i vari "Montanisti".
 

Poi le "Chiese Orientali Antiche" - cosiddette "Pre-Calcedoniane" perché non accettano le definizioni dogmatiche del Concilio di Efeso o di quello di Calcedonia.

Ancora le "Chiese dei Due Concili" - cosiddette "Nestoriane", come la "Chiesa Apostolica Assira d'Oriente" o "Chiesa d'Oriente" o "Persiana" o "Siro-Orientale", gli "Assiro-Caldei" con un Patriarca Catholicos in Iran ed uno in Iraq, e la Chiesa Siriana.
 

Per farla ancora più complicata, appaiono inoltre le "Chiese dei Tre Concili" - le cosiddette "Non-Calcedonesi" o, ma impropriamente "Sofiste"- le quali rifiutano il Concilio di Calcedonia del 451, come la "Chiesa Ortodossa Copta" del Patriarcato di Alessandria, la "Chiesa Ortodossa Etiopica" del Patriarcato Catholicos di Addis Abeba, la "Chiesa Ortodossa Eritrea", la "Chiesa Ortodossa Siriaca" o già "Giacobita" del Patriarcato di Antiochia, la "Chiesa Ortodossa Siro-Malankarese" in India, la "Chiesa Apostolica Armena" o "Gregoriana" o "Ortodossa", il "Catholicosato di Cilicia in Libano", il "Catholicosato d'Etchmiadzine in Armenia"...
 

Attenzione: queste Chiese hanno a loro volta subito scismi in senso inverso, andando a formare un "Patriarcato Cattolico Uniato Parallelo", che, riavvicinandosi alla Dottrina della Chiesa Cattolica viene da questa riconosciuta quale Chiesa sui iuris al suo interno...

In sostanza poi le "Chiese Ortodosse" e la "Chiesa Cattolica" ("cattolica" è solo la Chiesa, non la Religione, che in tutta questa storia di frazionamenti e ricuciture è e rimane una, la sola, quella Cristiana!) condividono solo i primi 7 Concili Ecumenici, cioè dal Concilio di Nicea I - del 325, primo Concilio Ecumenico secondo la prassi del Concilio di Gerusalemme di età apostolica e con la partecipazione dell'Imperatore Costantino - al Concilio di Nicea II - del 787: dopo lo Scisma d'Oriente del 1054 la Chiesa Cattolica ne riconoscerà altri 14...

Le "Chiese della Riforma", staccatesi dalla Chiesa Latina nel XVI sec ad opera tra gli altri di  Martin Lutero, Giovanni Calvino e Ulrico Zwingli con il sostegno politico degli Stati dell'Europa Centrale e Settentrionale: la "Chiesa Anglicana" pur mantenendo Liturgia ed Ecclesiologia della Chiesa Cattolica, le "Chiese Luterane" o della "Confessio Augustana", le "Chiese Riformate" o "Calviniste", le "Chiese Libere" - "Anabattista", "Mennonita", "Amish", "Quacchera", "Unitariana"...

 

 

Chi riconosce cosa

 

Le Chiese Ortodosse Orientali Antiche riconoscono solo:


- Nicea I

- Costantinopoli I

- Efeso I

- Efeso II

 

La formulazione del Credo Calcedoniano nel 451 causa lo Scisma delle Chiese Monofisite

La Chiesa Cristiana Ortodossa riconosce solo:


- Nicea I
- Costantinopoli I
- Efeso I
- Calcedonia
- Costantinopoli II
- Costantinopoli III
- Nicea II
- Costantinopoli VII, considerato però "Costantinopoli IV" ed accettato solo da alcuni
- Costantinopoli VIII, considerato però "Costantinopoli V" ed accettato solo da alcuni
 

La Chiesa Vetero-Cattolica riconosce solo:


- Nicea I
- Costantinopoli I
- Efeso I
- Calcedonia
- Costantinopoli II
- Costantinopoli III
- Nicea II

 

La Chiesa Cattolica Romana riconosce solo:


- Nicea I
- Costantinopoli I
- Efeso I
- Calcedonia
- Costantinopoli II
- Costantinopoli III
- Nicea II
- Costantinopoli VI, considerato però "Costantinopoli IV"
- Lateranense I
- Lateranense II
- Lateranense III
- Lateranense IV
- Lione I
- Lione II
- Vienne
- Costanza
- Basilea, Ferrara e Firenze
- Lateranense V
- Trento
- Vaticano I
- Vaticano II, ma se ne sta in pratica allontanando sempre più...
 

La Chiesa Cattolica riconosce quindi come legittimamente Ecumenici molti più Concili rispetto alle Chiese Ortodosse, che considerano invece tutti quelli convocati dal Papa in quanto Vescovo di Roma ordinari Sinodi locali e questo riferendo ai "criteri di ecumenicità" stabiliti dal Concilio di Nicea II nel 787.


 

 

Beh, non occorre proprio essere degli iniziati per capire che la stragrande maggioranza di questi Concili, anche quelli non sfacciatamente "in armi" o "di guerra", abbiano ben poco a che fare con la Chiesa come Popolo di Dio.

 

Anche quando nascosto dietro formalità e cavilli teologici o cristologici, si palesa più o meno sfacciatamente che le dispute tra Chiese e quelle tra Chiesa e Imperi o Stati abbiano in realtà sempre e solo le finalità e le modalità di un'asprissima lotta per il potere politico e, quindi, economico o viceversa, se volete...

 

La "Chiesa"?
Indiscutibilmente il più grande giro d'affari di tutti i tempi.

Un "mistero" ben venduto - altro che storie!
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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