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Calcata, Viterbo, lunedì 13 settembre 2010

 

 

      S  P  E  C  I  A  L  E      “ E    L  A    C  H  I  A  M  A  N  O       

 

 

 

 

                A  N  C  O  R  A      I  T  A  L  I  A     ? ... ”                   

 

 

Ricorrenze settembrine... - Porta Pia 2010: indietro tutta!

rispettivamente di Paolo D’Arpini, Alessandra Maiorino e Claudio Tanari

 

 

Affanculo la Storia: possiamo rifarci le leggi come ci pare e piace alla faccia della Costituzione Repubblicana, chi ci impedirà di riscrivere la Storia di questa Italia ancora e sempre "da fare"?

 

 

Commemorazioni settembrine...

di Paolo D’Arpini

 

Si avvicina l'Equinozio di Autunno: quest'anno combacia con la luna piena del 23 settembre e lo festeggiamo a Spilamberto.
Ma in questo periodo sono diverse le ricorrenze che sarebbe opportuno ricordare.

 

 

Tanto per cominciare il 20 settembre ricorre la caduta del potere temporale del Papato (o meglio dire il suo ridimensionamento).
 

Accadde nel 1870 con l’entrata strombettante dei Bersaglieri dalla breccia di Porta Pia: “Alla breccia di Porta Pia sono entrati i bersaglieri…” ricordate la canzoncina allegra che si cantava una volta nelle scuole il 20 settembre?

 

Oggi non si canta più comunque la data resta a segnare un momento cruciale della nostra storia patria e dell’affermazione (sia pur per un breve momento storico) dei valori della Laicità dello Stato:

 

“... perché niun savio dell’avvenire

reo di verità discoperta

s’inginocchiasse a un prete...”.

 

Diceva il Poeta evidentemente riferendosi alla disavventura di Galileo Galilei, costretto a piegarsi dinnanzi al Papa ed a rinnegare la verità dei fatti per salvarsi la pelle.

 

 

Voglio però inserire nel calendario degli eventi equinoziali anche una commemorazione "religiosa".

 

Non posso infatti ignorare che il 21 settembre del 1452 nasceva il “santo non riconosciuto” Gerolamo Savonarola il quale, invece di essere beatificato si scontrò con il Papa Alessandro VI° (il Borgia) e finì sul rogo…

 

Per lui niente mortaretti e cerimonie di beatificazione, anche se Gramsci così lo ricorda:

“Chi lo ritiene uomo del Medioevo non tiene conto della sua lotta al potere ecclesiastico che voleva rendere indipendente Firenze dal potere feudale della Chiesa”.

 

 

Altra morte perniciosa per la causa laica, ma almeno questa avvenuta in modo più o meno naturale, è la dipartita del poeta Pablo Neruda, capitata il 23 settembre del 1973.

 

Ecco il suo testamento per i martiri della libertà:

“… non sono morti, sono in piedi tra gli spari, come micce infuocate, come una barriera tinta di furore, come lo stesso petto invisibile del cielo…”.

 

 

 

Gloria a te, Giordano!

"Li nostri divi asini, privi del proprio sentimento ed affetto vegnono ad intendere non altrimente che come gli vien soffiato alle orecchie delle rivelazioni o degli dei, o dei vicarii loro; e per conseguenza a governarsi non secondo altra legge che di que' medesimi."
Giordano Bruno, Cabala del Cavallo Pegaseo

 

 

Porta Pia 2010: celebrazioni sì, ma nel rispetto del Papa-Re
di Alessandra Maiorino, 30 luglio 2010

Fonte: "Cronache Laiche" - Il quotidiano. Laico per vocazione


"Secondo quanto filtra dai Palazzi Vaticani, sarebbe stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a 'suggerire' al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all’annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa".

Questo è quanto si legge in un articolo recentemente comparso su Repubblica e che sta circolando in rete, ripreso da numerosi blog e siti di informazione.
 

I nomi degli storici e degli oratori chiamati a intervenire alle celebrazioni sarebbero stati concordati, su suggerimento del Presidente della Repubblica, prontamente accolto dal Campidoglio di Alemanno, con i Notabili della Santa Sede.

 

Pare che il timore sia che la commemorazione, che quest’anno dovrà per forza di cose avvenire in stile più solenne rispetto alla solita deposizione di corone operata in desolante solitudine da esponenti politici dall’aria annoiata, possa assumere un carattere spiacevolmente storico-realistico, ricordando a livello nazionale il fatto che l’Esercito del Regno d’Italia fu costretto a imbracciare le armi per far sì che la sua Capitale naturale potesse essere annessa al resto del territorio, sottraendola al Papa-Re.
 


Onestamente, sfugge quale sia la notizia.

In Italia si assiste ormai da tempo a una volontà revisionista che, sotto la veste di una malintesa riconciliazione, si manifesta in tutti i principali ambiti culturali e sociali.

 

Certamente molti ricordano ancora le sconcertanti parole pronunciate nel 2008 dal Ministro della Difesa La Russa in occasione del 65mo Anniversario dell’8 settembre:

"Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi […] che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’Esercito della R.S.I., soggettivamente dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli Anglo-Americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia".

Prendendo per la prima volta parte ai festeggiamenti del 25 aprile, il Presidente del Consiglio Berlusconi, da Onna, ha espresso nel 2009 concetti analoghi, sostenendo che è necessario ricordare tutti i caduti, anche quanti combatterono "dalla parte sbagliata, sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta" [quella del nazi-fascismo, Nota della Redazione].
 


Anche il 20 settembre ha già un suo precedente illustre nell’ambito di quel revisionismo che, in nome di una non meglio precisata pari dignità dei morti, tende, in realtà, ad assegnare pari dignità anche alle idee che essi sostennero e difesero da vivi.

 

Nel 2008 il Vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, durante la cerimonia di commemorazione della Presa di Roma, lesse a voce alta i nomi dei 19 caduti papalini nello scontro di Porta Pia, mentre non spese neanche una parola per i 49 soldati italiani che, tra bersaglieri e fanti, persero la vita nel combattimento.
 


Qual è dunque la novità se anche questa volta si cercherà di addolcire, smussare, amalgamare, confondere e parificare le fastidiose differenze?

 

La parola d’ordine che informa le commemorazioni istituzionali degli avvenimenti che hanno forgiato la storia del nostro Paese è riconciliazione, anche se non si capisce bene con chi ci dovremmo riconciliare, visto che la maggior parte degli Italiani spesso ignora persino le vicende che sono all’origine di tali celebrazioni.

 

Ad esempio, c’è chi è convinto che il 20 settembre 1870 sia la data che segnò la fine del potere temporale dei Papi...

Roba da sbellicarsi dalle risate!
 

 

 

Gli attuali Stati Uniti d'Italia: tre Guerre di Indipendenza e il 20 settembre 1870 gettati via, il "non expedit" di Pio IX perché i Cattolici non partecipino alla vita politica del Regno e poi l'opportunistica calata di braghe di Mussolini con gli infami Patti Lateranensi a sostituire la "Legge delle Guarentigie" - la nostra è una Storia davvero a ritroso...

 

 

Porta Pia 2010: indietro tutta!
di Claudio Tanari, 8 settembre 2010
Fonte: "Cronache Laiche" - Il quotidiano. Laico per vocazione

Tra qualche giorno verrà celebrato il 140° Anniversario della Breccia di Porta Pia.

 

I nostri lettori ricorderanno l’articolo con cui Cronache Laiche [vedi articolo sopra, Nota della Redazione] riprendeva e commentava la notizia della partecipazione, anzi, della supervisione del Vaticano sulle iniziative istituzionali legate a quella data: auspice il Presidente Giorgio Napolitano – che aveva “suggerito” al Campidoglio una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede – il programma di eventi avrebbe dovuto escludere voci anticlericali o, comunque, sgradite Oltretevere.

I quasi dieci mesi (!) di incontri tra Comune di Roma e Vaticano per arrivare a un programma che avesse il placet della Santa Sede hanno quindi effettivamente ottenuto l’allontanamento di storici e giornalisti non addomesticati.

 

A farne le spese, tra gli altri, Marcello Veneziani, vicino alla Destra, coordinatore del convegno di apertura che avrebbe dovuto temerariamente intitolarsi “Pio IX, il Papa Re”.
 

Il prossimo 20 settembre, quindi, a fianco del Presidente della Repubblica e al Sindaco di Roma, ci sarà simbolicamente la seconda carica vaticana dopo il Papa, il Cardinal Bertone, quello delle cene in terrazza da Bruno Vespa e dell’interventismo curiale su praticamente tutto: finanziamento scuole cattoliche, testamento biologico, autodeterminazione delle donne, coppie di fatto…

Bel modo davvero di ricordare (dimenticare, piuttosto…) quel lontano giorno di settembre del 1870 in cui "l’Italia rientrò in Roma" e il giovane Stato liberale, dichiarando decaduto il potere temporale della Chiesa, proclamava Roma capitale.
 

Del resto i segnali macroscopici di una breccia al contrario ci parlano, non da oggi, di uno rinnovata penetrazione, di uno sfondamento delle Gerarchie Vaticane sui temi etici e non solo: nella strumentalità del ritrovato nodo trono-altare e nella timida subalternità del campo laico (o presunto tale) l’ombra lunga del Cupolone tracima irresistibilmente sull’altra sponda del Tevere.
 

 

 

O lo Stato è laico o non è Stato! - Teocrazie? No, grazie: né dei né padroni!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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