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Canale Monterano, Roma, giovedì 9 settembre 2010

Canale Monterano - La seduta della Giunta Regionale presso l'Eremo di Montevirginio “segretamente” programmata per il prossimo fine settimana un'offesa alla Comunità, la Cittadinanza e l'Amministrazione Locale, e alla sacralità di “Santo Deserto” creatavi nello spirito dell'Ordine dai Padri Carmelitani Scalzi

Fonte: Ufficio Stampa PD Canale Monterano e Montevirginio

Su segnalazione di Iris Novello

 

 

Una veduta aerea dell'Eremo di Montevirginio. (Foto di archivio)

 

 

L’ipotesi di far svolgere una seduta della Giunta Regionale presso l’Eremo di Montevirginio un mix di spocchiosa maleducazione istituzionale e di ignoranza storico-religiosa.
 

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che la Giunta Regionale del Lazio ha in programma per il prossimo fine settimana una seduta a Canale Monterano, presso l'Eremo di Montevirginio.
 

 

Non possiamo esimerci da alcune considerazioni:
 

- La prima considerazione è come un’Istituzione quale la Giunta Regionale arrivi in un 

Comune senza sentire il bisogno di informare non solo la Cittadinanza, ma neppure l’Amministrazione del Comune stesso.

Lo riteniamo un gesto di spocchiosa maleducazione istituzionale, che ancora una volta dimostra il bassissimo livello del senso dello Stato di molti politici.

 

- La seconda considerazione riguarda la scelta dell’Eremo di Montevirginio.

La Presidente Polverini dovrebbe sapere che storicamente l’Eremo dei Padri Carmelitani Scalzi nasce secondo la tipologia del “Santo Deserto”, luogo dedicato alla meditazione, alla preghiera e al silenzio, caratteristiche che ha mantenuto nel tempo e che lo differenziano da siti analoghi.

E allora che c'entra un luogo di culto e meditazione con una seduta della Giunta Regionale?

Perché turbare questi luoghi?

A Canale ci sono strutture pubbliche e private ad hoc per ospitare simili iniziative, perché scegliere l’Eremo?

Per rendere più gradevole o interessante la “gita fuori porta” ai signori Assessori?

 


Vogliamo infine rivolgere
una domanda alla Presidente Polverini:

 

Gentile Presidente, se, come speriamo, il senso della riunione di Giunta è di dimostrare attenzione ai territori, ci fa sapere quali provvedimenti riguardanti Canale Monterano, o più in generale il territorio della Tuscia Romana, saranno discussi e approvati in questa occasione?

 

E più precisamente: ci fa sapere con chi sono stati elaborati e concordati quei provvedimenti, visto che gli Amministratori Locali non sono informati nemmeno della visita?
 

Nel caso in cui, come temiamo, non ci siano provvedimenti che riguardano la nostra comunità o, peggio, si voglia imporre qualcosa elaborato da chi questi territori li conosce solo per averli visti sulla carta geografica, allora segua il nostro consiglio:

 

"Se ne stia a Roma e si faccia rivedere da queste parti quando vorrà occuparsi sul serio dei problemi della nostra comunità!"

 

 

 

Ufficio Stampa
Circolo PD “Sandro Pertini” di Canale Monterano e Montevirginio

328-685 75 73

canaleperilpd@yahoo.it

 

 

 

Approfondimento

 

Un "Eremo" - dal greco érēmos - è un luogo isolato e di difficile accesso in cui "anacoreti", dal greco anachōrētēs, anachōrêin = ritirarsi - si isolano, scegliendo di escludersi dal mondo circostrante peri condurre una vita di preghiera e di ascesi.

 

La creazione di tali luoghi isolati, di preghiera e di spiritualità è un fenomeno comune a molte religioni, sicuramente tipica del Cristianesimo e della pratica buddista, anche se il Buddismo, al contrario di quanto si creda, non è una religione.

 

Nel mondo gli Eremi sono più frequenti In Italia, nelle zone montagnose d'Abruzzo, e nel Tibet, con un'altissima concentrazione.

Sant'Antonio Abate, Fondatore del Monachesimo occidentale, è anche considerato ilPadre dell'Eremitismo insieme a San Paolo di Tebe.

 

L'eremita non è necessariamente un monaco, osservante cioè di una particolare "regola", o comunque una persona legata ai voti religiosi di castità, povertà ed obbedienza.

San Francesco d'Assisi asserisce come il primo eremo sia proprio il nostro corpo, nel quale è racchiusa l'anima.

 

Storicamente alcuni Eremi si sono successivamente trasformati in Monasteri: Pietro da Morrone, poi Papa Celestino V, ne edifica soprattutto tra le montagne della Majella, tutti legati al da lui fondato Ordine cosidetto "Celestiniano".

Fisicamente "Eremo" è all'inizio una grotta scavata nel tufo o un "rifugio nel deserto", un riparo di fortuna o addirittura una colonna inaccessibile sul cui culmine isolarsi.

La sua forma si evolve poi in vere e proprie strutture murarie spesso in pietra e a secco, sempre sporgenti dall'ingresso di cavità in pareti rocciose.

 

Nel Medioevo l'Eremo raggiungerà progressiva complessità architettonica di dimensioni tali e su più piani a poter ospitare piccole comunità eremitiche, con spazi suddivisi in celle per mantenere le condizioni di ritiro spirituale del singolo eremita.

Con il successivo l'arricchimento degli Ordini ci si sposta dal classico "appoggio alla roccia" e si costruisce con pareti portanti: gli esterni vengono anche finemente decorati in pietra e gli interni affrescati.


L'eremo di Montevirginio è un'oasi di silenzio, luogo di altissimo valore culturale e simbolico nel territorio, in cui i Padri Carmelitani Teresiani fin dal 1668 vivono l'esperienza di Dio sulla scia dei Santi: il Profeta Elia, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Teresa di Gesù Bambino, Elisabetta della Trinità, Edith Stein...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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