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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Calcata, Viterbo, mercoledì 1 settembre 2010 Chebaffi, da Cirene a Roma... e ritorno!
Mu'ammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, in Italia Muammar "Geddafi". (Foto di archivio)
In effetti anche nelle altre occasioni della sua venuta, per incontrare
il suo “socio in affari” il Cavalier Arconte, mi sono occupato di
rilasciare comunicati e veline: anche stavolta, approffittando di una
missiva quasi in tema ricevuta dal buon Giorgio Vitali, ho voluto
sparare qualche “scud” - mi si perdoni l'ardire...
Ricordo ad esempio quando ero in transito nell'Impero del Centro Africa (ex Republique Centrafricaine) c'era un imperatore pazzo (un tal Bokassa, che dicono mangiasse pure i bambini).
Tale imperatore aveva il vezzo di farsi portare in lettiga dai concessionari diamantiferi... tutti europei, i quali - per paura di perdere le concessioni - si adattavano a portare in trionfo il “tronfio”...
Così stamattina mentre apprendevo
delle nuove richieste fatte dal Rais cirenaico: “Cinque
miliardi subito... o l'Europa sarà come l'Africa...” mi sono
ricordato delle dicerie raccontate da Giorgio Vitali sul Chebaffi.
Chebaffi, da Cirene a Roma... “La forza delle idee e la furbizia ideologica a fini economici”
Con citazioni di Max Heindel, Rudolf Steiner ed altri.
Il fattore più importante tra quelli che
formano la base per una reale possibilità di cambiamento è la forza
delle idee...
Queste ultime sono idee formulate per
consumo pubblico e soddisfano la necessità di
Le ideologie sono “beni” già pronti
enunciati dai Media, dagli Oratori e dagli Ideologi per
Per esempio quando si rende popolare una
guerra descrivendola come necessaria "per la Per la sua essenza, un'ideologia non attiva il pensiero e tanto meno il sentimento.
È come una pillola che esercita effetti
eccitanti o soporiferi.
Il tutto mentre i tromboni dell'ideologia e della menzogna mediatica pianificata gridano alla minaccia iraniana.
Non altro, per l'esattezza, furono le
"Sante Crociate".]
Fa appello alla "ragione umana", induce a pensare ed a sentire attivamente. La FORZA dell'idea diventa inoltre sempre più grande in una situazione in cui coloro che difendono lo status quo non hanno idee, come accade oggi , specie in Italia, a causa anche della natura della nostra burocrazia e del nostro tipo di organizzazione sociale e statale.
Infatti, le idee e la verità non esistono
al di fuori ed indipendentemente dall'uomo, e, così come la mente
dell'uomo è necessariamente influenzata dal suo corpo, dalla sua
esistenza L'effetto paralizzante del potere poggia anche su una promessa implicita: la promessa che chi è in possesso del potere potrà liberare l'uomo dal fardello della incertezza e della responsabilità verso se stesso. La sottomissione dell'uomo a tale condizione di minacciosa promessa costituisce la reale "caduta". Sottomettendosi al potere (dominio) egli perde il suo potere (potenza). Può essere intelligente, può essere capace di manipolare le cose e se stesso, ma accetta come verità ciò che coloro che hanno potere su di lui chiamano "verità". Perde infine il suo potere di amare perché le sue emozioni sono legate a quelli da cui dipende. Perde pertanto anche il "senso morale".
La sua stessa "voce" non può richiamarlo
a sé, perché egli non è più capace di ascoltarla, attento com'è ad
ascoltare la voce di chi ha potere su di lui.
Siamo al buio e ci infondiamo coraggio,
ma non abbiamo le condizioni necessarie per corroborare questo coraggio.
Giorgio Vitali
Il gradino più alto della vita individuale è il pensare puramente concettuale, senza riguardo ad un determinato contenuto percettivo. Noi determiniamo il contenuto di un concetto, per pura intuizione, dalla sfera ideale.
Un simile concetto non contiene nulla che
si riferisca a determinate "percezioni". Quando arriviamo al "volere" sotto l'influenza di un concetto che invece implica una percezione, cioè di una rappresentazione, allora è proprio questa percezione che determina noi, ci definisce, attraverso il pensare concettuale. Ma quando agiamo sotto l'influenza di "intuizioni", la molla del nostro agire è il pensare puro. Poiché in filosofia si è abituati a chiamare "ragione" la facoltà del pensare puro, così è giustificato chiamare ragione pratica la molla morale sottostante a questa modalità del pensare.
( In definitiva, poiché ogni forma del
pensare non è anonima né impersonale, ogni forma del pensare contiene in
sé un aspetto morale, imprescindibile, che è quello che caratterizza
ogni persona umana.)
I moderni scienziati materialisti debbono ancora molto imparare e molto disimparare. Benché essi combattano strenuamente ciò che con scherno chiamano “illusioni” dello scienziato occultista, sono poi obbligati a riconoscere le loro verità e accettarla una dopo l'altra.
Mesmer fu più che messo in ridicolo; ma quando i materialisti ebbero cambiato il nome della forza da lui scoperta, chiamandola "ipnotismo" invece di "mesmerismo", essa divenne subito "scientifica". Venti anni fa, Madame Blavatsky, una fedele discepola di maestri orientali, disse che la Terra aveva un terzo movimento, oltre ai due che conducono il giorno, la notte e le stagioni. Essa indicò inoltre che l'inclinazione dell'asse della Terra è causata da un movimento che, a suo tempo, porterà il Polo Nord al posto che occupa ora l'Equatore e, ancora più tardi, al posto ora occupato dal Polo Sud. Questo, essa disse, era conosciuto dagli antichi Egiziani e il famoso planisfero di Dendera dimostrava che essi avevano registrato tre di tali rivoluzioni. Queste dichiarazioni, assieme alla sua insuperabile opera, “La Dottrina Segreta”, meritarono soltanto le burle ed il sarcasmo.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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