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Calcata, Viterbo, mercoledì 25 agosto 2010

Calcata - Addio alla Scuola!: “L’istruzione è finita,   si torna tutti a casa…?”

di Paolo D’Arpini

 

 

A Calcata C'ERA una scuola...

 

 

La Scuola Elementare di Calcata chiude?

Basta con l’istruzione primaria: si passa all’ignoranza congenita…

 

Mentre l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione, la Scuola Elementare di Calcata si prepara a chiudere i battenti…!

Insomma la guerra è finita?

Oppure è solo un armistizio?

 

La Gelmini sembra peggio di una repubblichina, continua a combattere sino allo sfacelo del “terzo” Berlusconi.
Il governo, che tutti ci deridono nel mondo, ha deciso di “risparmiare” sui servizi essenziali: la scuola, la sanità, la solidarietà sociale etc., così – mentre le banche ingrassano e l’esercito partitico-amministrativo sguazza e gode delle prebende pubbliche - ecco che le piccole scuole elementari di paese, quelle più utili al mantenimento del senso comunitario, chiudono per mancanza di “fondi”.

 

Questo è il caso drammatico di Calcata, in Provincia di Viterbo.
 

 


Ecco la lettera ricevuta stamattina da uno dei genitori disperati:
 


Caro Paolo D’Arpini,

 

purtroppo nonostante lotte, lettere aperte, chiuse, semiaperte e... ignorate, sembrerebbe che a Calcata rimaranno solo 3 classi, ed a queste condizioni sarà una scuola destinata a chiudere.

Tante parole, da parte dei genitori specialmente, mentre le Amministrazioni di Faleria e Calcata ufficialmente sembra che comunichino solo a suon di lettere anonime sui siti o inviate al sottoscritto perché le pubblichi... (cosa che mi sono rifiutato di fare (perché io?) su un'ultima lettera di risposta del 17 agosto al sito PD Faleria da parte, a quanto sembra, dell'Amministrazione di Calcata, ma che ancora non vedo da nessuna parte pubblicata).

 

Quello che sconcerta é l'incertezza di tutta la situazione.

Il 13 settembre riaprirà la scuola, e noi ci porteremo i nostri figli: cosa succederà?

Boh!!!

Sembra che nessuno ne abbia la più pallida idea.

Chi volesse darci una mano mandi anch'egli questa
mail, a quacosa servirà?

Boh!...
 

Un saluto,

Armando Marchesini
 

 


A tal proposito un'ultima lettera "senza speranza" inviata dai soliti genitori della Prima Elementare:

 

 

Calcata, 23 Agosto 2010

 

Al Ministero della Pubblica Istruzione

urp@istruzione.it


Oggetto: Emergenza Scuola Elementare di CALCATA.


Con la presente facciamo seguito alla lettera inviata alla Dott.ssa Gelmini in data 9 agosto scorso.

Il giorno 13 settembre 2010 avrà inizio l'attività didattica nel plesso di Calcata, attività alla quale non potranno partecipare i bambini iscritti alla prima classe, i nostri figli, costretti a frequentare una scuola diversa.

Il giorno 13 settembre 2010 sarà l'inizio della chiusura della scuola elementare di Calcata, perché senza la collaborazione del vicino Comune di Faleria, non ci saranno bambini sufficienti per la formazione delle prime classi neanche nei prossimi anni scolastici.

Il giorno 13 settembre 2010 CHIUDERETE, E VOI SARETE I RESPONSABILI, la scuola che ha accolto i bambini di Rignano Flaminio, fuggiti da un paese ostile e alla ricerca di serenità, e per i quali avete finanziato l'ampliamento e l'ammodernamento della struttura; per i quali il nostro Sindaco non ha deliberato tariffe diverse per la fruizione del servizio mensa, accollandosi le spese di gestione, improvvisamente aumentate.

Il giorno 13 settembre 2010 chiuderete la scuola che ha accolto i bambini residenti nel Comune di Faleria, che non avendo la possibilità di frequentare una scuola materna a pagamento si sono riversati nella vicina Calcata.

Già Calcata, Calcata, Calcata sempre in prima fila a braccia aperte a soccorrere gli altri!

Ma ora che ha bisogno di AIUTO, gli altri dove sono?

I genitori dei bambini della prima elementare di Calcata

Paolo D’Arpini,

nonno,

Presidente del Circolo Vegetatariano VV.TT.,

Referente della Rete Bioregionale Italiana e

Portavoce European Consumers Tuscia


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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