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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Calcata, Viterbo, martedì 24 agosto 2010 Madre Teresa di Calcutta e l'epopea coraggiosa di Calcata, che continua...
Nel rispettoso ed affettuoso ricordo della piccola grande Agnes, al servizio del suo Dio Madre Teresa di Calcutta, profondamente umana e coerentemente cristiana nei fatti. (Foto di archivio)
Il 26 p. v. ricorre il centenario della nascita di Madre Teresa (al secolo Agnes Gonxha Bojaxiu), nata a Skopje, Macedonia, il 26 agosto 1910 e deceduta a Calcutta il 5 settembre 1997.
Tra l’altro sull'esatta pronuncia di
Calcata/Calcutta ho scritto anni fa una lettera (pubblicata sul Corriere
della Sera).
Comunque ritengo che Madre Teresa sia una
persona degna di essere ricordata e per questo inizio l'articolo sul
destino coraggioso di Calcata con una sua poesia:
Inno alla vita
Ed ora l'articolo su Calcata & Calcutta
Infatti cercando su Google alla voce
Calcata appare anche Calcutta, dato che entrambe si Ma la differenza è chiaramente etimologica, infatti nell’800 allorché gli Inglesi si insediarono nel Golfo del Bengala costruirono una città che potesse rappresentare l’Impero in quelle lande.
La città fu edificata sulle rive del fiume Gange nei pressi di un villaggio consacrato alla Dea Kali, “Kali Kat” (luogo di Kali), perciò la nuova città prese il nome da quel luogo preesistente ma, siccome gli Inglesi non sapevano (o non volevano) pronunciare accuratamente quel nome per loro ostico, traslitterarono il nome in “Calcutta” (pronunciato calcata).
Passarono gli anni e siccome una lingua è
in perenne mutazione gli Indiani, che mal pronunciavano l’inglese,
ulteriormente storpiarono la dizione facendo diventare la città Kolkota
(che presentemente è stata ufficializzata anche nelle carte
geografiche).
In dialetto locale il posto veniva
chiamato “corgata”, ma evidentemente la pronuncia fu
Isuoi abitanti continuarono comunque a
chiamarsi corgotesi o cargatesi.
Sino agli anni ’60 del secolo scorso il
paese era chiuso in se stesso, non avendo vie di
“Stavolta è la volta buona, questo esperimento riuscirà, ne sono sicuro…”
Ricordo anche un evento che accadde prima di una difficile battaglia in Giappone in cui il Principe condottiero, sfavorito dal numero, lanciò in alto una moneta dicendo ai suoi soldati: “Se viene testa vinceremo se viene croce saremo sconfitti!”. Uscì testa ed i guerrieri entusiasti vinsero facilmente la battaglia. Subito dopo l’Ufficiale di campo si recò dal Condottiero egli annunciò: “Non ci si può opporre al destino: abbiamo vinto!” . Al che il duce esclamò:
“Davvero…?” e gli mostrò la moneta
con due teste… Scusate la divagazione, stavo parlando della lampadina…
Ah, sì: quel millesimo esperimento riuscì
e nacque la prima lampadina elettrica.
Sembra che Calcata sia entrata
nell’ambito della finzione scenica, dell’esperimentare per scena (o per
denaro, come all’isola dei famosi…).
Mi riferisco alla ricerca culturale del Teatro Cinabro, alla quale ho anch'io partecipato e che porto nel cuore, anche ora che ho lasciato "fisicamente" Calcata. Penso inoltre all'esperimento contadino di Felix e Sofia ed alcuni loro amici, che strenuamente cercano di riportare la normalità nella comunità calcatese, attraverso l'esempio concreto, senza specchietti né riverberi, semplicemente rimboccandosi le maniche e lavorando in silenzio…
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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