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Territorio, domenica 15 agosto 2010

 

 

      SPECIALE  “ TOLFA  ALLUMIERE  SANTA MARINELLA ”     

 

 

I GAR di Tolfa, Allumiere e Santa Marinella collaborano negli scavi della Chiesa dei Minatori de La Bianca con la partecipazione di studenti italiani, francesi e americani

Fonte: Comunicato Stampa Gruppo Archeologico Romano, su segnalazione di Iris Novello

 

 

Fabrizio Vallelonga ed alcuni dei partecipanti al recupero della Chiesa dei Minatori de La Bianca. (Foto © GAR)

 

 

Nell’ambito dei Campi Estivi organizzati dal GAR di Roma e promossi dal Dott. Gianfranco Gazzetti è iniziata a Tolfa la 30ª Campagna Estiva di Ricerca Archeologica, che prevede la ripulitura della Necropoli Etrusca di Pian Conserva, la valorizzazione della Città Medievale della Tolfaccia, l’attività di scavo nella Villa Romana della Farnesiana e la riscoperta della Chiesa dei Minatori de La Bianca.

 

A quest'ultimo sito lavorano per la prima volta insieme le sezioni GAR di Tolfa, Allumiere e Santa Marinella coordinate da Fabrizio Vallelonga, del GAR di Tolfa e Direttore del Museo di Tolfa, in collaborazione con Angelo Regnani, del GAR di Allumiere, e Livio Spinelli, del GAR di Santa Marinella.

 

A La Bianca, già da due giorni e fino al 3 settembre, è all’opera nello scavo della Chiesa dei Minatori un bel gruppo di lavoro composto in buona parte da studenti universitari e di scuola superiore provenienti da varie Regioni Italiane e da Francia, Argentina e Stati Uniti d’America (New York) che alloggiano a Tolfa al Convento dei Cappuccini.

 

 

 

Una delle sepolture riaffiorate durante gli scavi. (Foto © GAR)

 

La chiesa, di stile medioevale, sorse in tempi e circostanze non ancora accertate, vicino a una copiosa fonte d’acqua potabile, attorno alla quale si costituì un primo nucleo abitativo e di produzione dell’allume.

 

La frequentazione umana del luogo, è, d’altronde segnalata, sin da tempi remotissimi.

Il villaggio proto-villanoviano dell’Elceto, che sovrasta l’area della Chiesa, è la testimonianza più eloquente della precedente presenza umana in quest’area.

 

Intanto già il primo giorno dell’inizio della campagna di ricerca sono state individuati due scheletri di persone adulte sepolti nell’area antistante l’ingresso della Chiesa.
 

 

 

Gli scheletri ritrovati durante i lavori di ripulitura con la partecipazione degli studenti. (Foto © GAR)

 

Riscoprire la memoria storica del nostro territorio, partecipare ad una sessione di lavoro archeologico coinvolgente e formativa, vivere in prima persona la realizzazione di uno scavo archeologico, la documentazione dei reperti e dei monumenti, l'indagine topografica di un territorio, la progettazione dell'allestimento museografico di un’area monumentale, approfondire le proprie conoscenze storiche ed artistiche partecipando a seminari, conferenze, visite a musei ed aree archeologiche...

 

Sono queste le esperienze che centinaia di volontari italiani e stranieri vivono ogni anno aderendo alle Campagne Estive del Gruppo Archeologico Romano.

 

 

 

Un dettaglio delle ossa ritrovate. (Foto © GAR)

 

Per partecipare non occorre essere in possesso di conoscenze specifiche in ambito archeologico.

È sufficiente essere disposti a lavorare in gruppo e a trascorrere un periodo di divertente vita in comune.

 

Inoltre la partecipazione ai Campi di Ricerca dà diritto ad un Certificato di Credito Formativo.

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi al GAR di Tolfa (vedi sotto).
 

 

 

Particolare della dentatura di uno degli scheletri. (Foto © GAR)



 

Livio Spinelli

Ufficio Stampa

Gruppo Archeologico Romano - Santa Marinella


 

Per informazioni

Gruppo Archeologico Romano - Tolfa

0766 940 079

 

 

Visita volentieri il sito del GAR www.gruppoarcheologico.it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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