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Tarquinia, Viterbo, giovedì 5 agosto 2010
N U O V O S P E C I A L E “ E T R U S C H I ”
Tarquinia - Il patrimonio UNESCO degli Etruschi si arricchisce ulteriormente grazie ad una sensazionale scoperta archeologica: rinvenuta la più antica tomba dipinta nella Necropoli dei Lucumoni Fonte: Comunicato Stampa Necropoli di Tarquinia
La Necropoli di Monterozzi di Tarquinia, sito UNESCO Patrimonio dell'Umanità, continua a sorprenderci: ed ecco che riappare la più antica tomba etrusca dipinta che si conosca! (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
Il ritrovamento è avvenuto durante la Terza Campagna di scavo
dell’Università degli Studi di Torino e della Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell’Etruria Meridionale in un settore principesco della
necropoli di Tarquinia.
Scoperta l’anticamera di una maestosa tomba a tumulo con i resti di un
raro intonaco del VII secolo a.C. decorato con quelle che al momento
possono definirsi le più antiche pitture etrusche di Tarquinia.
Eccezionale scoperta durante la campagna
di scavi avviata dall’Università degli Studi di Torino e dalla
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale,
coordinata da Alessandro Mandolesi, nell’area della Doganaccia, situata
nel cuore della Necropoli Etrusca di Tarquinia, dove furono
probabilmente deposti Re e Principi del VII secolo a.C.
La gradinata che porta al "piazzaletto" a cielo aperto antistante la tomba. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
Attraverso questo ingresso gli archeologi sono arrivati alla tomba di un personaggio di spicco della comunità etrusca, di rango probabilmente reale.
Il locale è in gran parte rivestito di un
consistente intonaco bianco in gesso alabastrino (il particolare nella
foto sopra), secondo una modalità nota nel Vicino-Oriente (Cipro,
Egitto, area siro-palestinese).
Particolare dell'intonaco e della pittura nel tumulo dell’area della Doganaccia. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
Come il gemello tumulo “del Re”, anche
quello “della Regina” si ispira infatti a una tipologia di tombe reali
“omeriche” note a Cipro (in particolare a Salamina, nell’area
sud-orientale dell’isola): è quindi probabile che all'origine di questo
modello di tomba a tumulo ci siano proprio architetti e maestranze del
Mediterraneo orientale arrivati a Tarquinia all’inizio del VII secolo
a.C.
Come nelle più antiche esperienze
pittoriche etrusche, potrebbe forse trattarsi di un animale (campito in
nero con contorni in rosso) con evidente significato religioso, allusivo
al mondo ultraterreno.
L’affresco riconduce ai primordi della
pittura monumentale etrusca.
Gli attuali ricchissimi scavi nella Necropoli Etrusca di Tarquinia, Viterbo. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
La nuova testimonianza rialzerebbe così
di qualche decennio le prime esperienze pittoriche del Centro etrusco
(fino ad oggi rappresentate dalle raffigurazioni della Tomba delle
Pantere), noto nel mondo proprio per le sue tombe dipinte, e per queste
riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Culturale dell’Umanità.
Un itinerario di straordinario interesse
che aggiungerà alle tombe dipinte la conoscenza dei tumuli principeschi,
monumenti ora accessibili nell’ambito del sito archeologico.
Domani venerdì 6 agosto alle ore 18,30 è prevista una visita guidata agli scavi archeologici della Doganaccia, organizzata dal Comune di Tarquinia e dall’Università degli Studi di Torino!
Docente di Etruscologia e
Antichità Italiche all’Università degli Studi di Torino
Scendiamo nei nuovi scavi attraverso la magnifica scala riportata alla luce. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
Approfondimenti La Doganaccia, Necropoli dei “Lucumoni” etruschi
Il primo dei due monumenti
principeschi, situati in posizione dominante in corrispondenza di uno
dei più antichi e suggestivi ingressi alla necropoli tarquiniese, fu
esplorato nel lontano 1928 e, malgrado un antico saccheggio, restituì
interessanti materiali, fra cui un’iscrizione che cita il nome di un
greco: Hipucrates.
Questo sepolcro si è
rivelato come la più grande struttura a tumulo di Tarquinia finora nota.
Il tumulo "della Regina" si ispira a una tipologia di tombe reali dell’VIII-VII secolo a.C. che si ritrova soltanto in un altro ambito del Mediterraneo: nella Cipro di cultura omerica (governata da Greci che adottano usi e costumi eroici analoghi a quelli narrati da Omero).
In particolare, nella
Necropoli Regale di Salamina, sito
archeologico dell'area sud-orientale dell'isola, sono presenti tombe con
ricchissimi corredi funebri confrontabili direttamente con quelle di
Tarquinia, accostabili sia per le grandi dimensioni dell'ingresso che
per il tumulo.
Alcuni dei reperti rinvenuti durante gli scavi del tumulo della Doganaccia. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
Nel mezzo del cortile si trova un pozzo ottagonale, su cui è scolpito in bassorilievo lo stemma dei Vitelleschi.
Nei due ambienti al pianterreno, sono esposti importanti reperti funerari tra cui sarcofagi e sculture appartenenti a importanti famiglie etrusche.
Al primo piano è esposta una ricca
collezione di reperti, che vanno dal Periodo Villanoviano a quello Romano,
con importanti testimonianze di pittura greca ed etrusca: Vaso di
Bocchoris (VII-Vl secolo a.C.), vasi greci a figure nere del VI secolo a.C.
e attici a figure rosse. Nella Sala posta al secondo piano, che è stata finemente restaurata e aperta al pubblico nel 2002, è possibile ammirare la famosa e armoniosa scultura dei Cavalli Alati. I cavalli alati rappresentano nel mondo intero l’eleganza dell’arte etrusca e il suo ritrovamento risale al 1936 nei pressi dell’Ara della Regina, nell’antica Civita. Originariamente era collocata sul frontone del tempio dell’Acropoli.
In fondo al loggiato si possono ammirare le pitture provenienti da quattro tombe: delle Bighe, del Triclinio, delle Olimpiadi, della Nave.
Le tombe appartengono alla Necropoli di
Monterozzi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Museo Nazionale Archeologico Piazza Cavour Tarquinia, Viterbo
0766 850 080
La Tomba dei Leopardi, Necropoli Etrusca di Tarquinia, Viterbo. (Foto © www.necropoliditarquinia.it)
L’audioguida li descrive in modo coinvolgente.
L'archeoguida, che incuriosisce anche i
grandi, è riservata ai bambini e, proprio da loro, dai "piccoli turisti",
sta ottenendo un grande apprezzamento.
Durante la visita si può anche osservare
l’ampia e suggestiva veduta verso la collina dove sorgeva la “civita”
etrusca. Presso la Necropoli di Monterozzi è presente un ampio punto ristoro con degustazione gratuita di prodotti tipici della terra etrusca.
Area attrezzata per break all’aperto.
All’interno della necropoli è a disposizione dei visitatori un’ampia struttura di ristorazione, dove degustare prelibati prodotti tipici e rilassarsi nel corso delle visite alle tombe.
Una grande novità della necropoli di
Cerveteri è rappresentata dalle nuovissime audioguide in 3D della Tomba
dei Rilievi, in anteprima mondiale, per una full immersion
imperdibile nel grande passato etrusco.
Per quanto riguarda la visita al Museo Nazionale Etrusco e alla Necropoli di Monterozzi, ricordiamo che la visita si può effettuare tutti i giorni della settimana, escluso il lunedì.
Sono aperte al pubblico
19 tombe
dipinte, con orario continuato dalle
ore 8.30 alle 19.30.
Le biglietterie chiudono un'ora prima e non
è richiesta prenotazione. Info biglietteria Necropoli di Tarquinia
0766 840 000
Intero 6,00 euro
Intero 8,00 euro
Ufficio stampa
Visita volentieri il sito della Necropoli di Tarquinia
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La Redazione
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