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Pianeta Terra, sabato 17 luglio 2010

 

 

      U  R  G  E  N  T  E   U  R  G  E  N  T  E   U  R  G  E  N  T  E      

 

 

C'è una Vita da Salvare! - Anno Domini 2010 in Iran Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43-enne madre di due figli accusata di adulterio, rischia la lapidazione:      firma anche tu l'appello di Amnesty International e passa parola!

di Elke Colangelo, su segnalazione di Paolo D’Arpini

 

 

Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata a morte tramite lapidazione per presunto adulterio. (Foto di archivio)

 

 

C'è una Vita da Salvare!

È urgente!
 

 

Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci! 

 


Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, madre di due figli, è detenuta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, nord-ovest dell'Iran.

 

L'8 luglio 2010 l'Ambasciata Iraniana a Londra ha annunciato che non sarebbe stata lapidata, ma la condanna a morte potrebbe essere comunque eseguita, in qualsiasi momento, anche tramite lapidazione.
 

 

Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci! 

 

 

Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata nel maggio 2006 accusata di aver avuto una "relazione illecita" con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza.

 

Successivamente è stata condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio", accusa che lei ha negato.

A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l'Ambasciata Iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l'8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione.

 

Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.
 

 

Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci!   



Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una "confessione" rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato l'accusa di adulterio.

 

Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico.

 

Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il Presidente del Tribunale, l'hanno ritenuta colpevole sulla base della "conoscenza del giudice".

 

Questa disposizione della Legge iraniana consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo - e molto verosimilmente arbitrario - di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive.

Giudicata di conseguenza "colpevole" dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.
 


Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci!  

 


La sua vita è anche nelle nostre mani.

Credo che la cosa più saggia e immediata che possiate fare è appunto firmare e divulgare l'Appello, pregare ciò in cui avete Fede, con Amore per la Vita e Semplicità, affinché le menti di quei giudici si illuminino di Umanità e la grazino.

Il Cuore ha un solo Colore e la Vita è un dono prezioso.

Nessuno ha il diritto di toglierla!
 


Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci!   

 


Sono stati proprio i due figli della donna iraniana, il figlio Sajad di 20 anni e la figlia Farideh di 16, a lanciare il disperato appello alla comunità internazionale per la salvezza della madre:

"Per favore aiutateci a porre termine a questo incubo e a non farlo diventare realtà.

 

Spiegare i minuti e i secondi delle nostre vite è molto difficile.

Le parole perdono il loro significato in questi momenti di agonia.

 

Aiutateci a salvare nostra madre!".

 


Aderisci anche tu all'appello firmandolo subito sul sito di Amnesty International e invita a firmarlo tutti quelli che conosci!   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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