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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Bracciano, Roma, mercoledì 14 luglio 2010 Quando Bracciano era ancora Bracciano... “La storia siamo noi”: al Circolo Culturale Renzo Renzi la penna di Roberto Perugini fa vivere e rivivere genuine fragranze paesane in una affettuosa galleria di piccole storie e grandi personaggi di Iris Novello
Roberto Perugini dedica il suo nuovo libro ad uno dei tanti ormai affezionatissimi lettori. (Foto © Gianni Virgili)
“Al termine della guerra, dopo l’arrivo degli Americani nel giugno del 1944, nonostante i bombardamenti subiti e la presenza delle truppe alleate nel bosco della Piantata, dove fu uccisa dai marocchini Gardenia Ricca e dove venne ferita anche la sorella, la vita a Bracciano si è evoluta a passi veloci per riprendere il proprio ritmo…”
Il racconto contenuto nel capitolo “L’Asilo del Divino Amore” non è altro che uno dei 36 tasselli inseriti nel mosaico proposto da Roberto Perugini attraverso la sua ultima produzione letteraria.
“36 Cartoline di Bracciano” è il titolo del libro presentato sabato scorso al Circolo Culturale Renzo Renzi dall’autore e dal rappresentante della Casa Editrice “La Caravella”, Giuseppe Baldi, che ne ha curato la pubblicazione. “Questo è un libro che ho scritto senza quasi accorgermene - ha detto Perugini - spinto da un desiderio innato di raccontare gli avvenimenti di Bracciano del periodo intercorso tra il 1944 e il 1951”.
E sono proprio i personaggi rimasti nella memoria collettiva di due generazioni passate a creare uno spaccato di storia locale, protagonisti qualsiasi ed interpreti genuini di un approccio comunitario che sembra ormai lontano anni luce dallo stato attuale, ma che fornisce le credenziali per ricostruire le intime radici di ogni braccianese DOC.
Nella foto di gruppo scattata da Perugini ci sono gli sfollati nel Castello, le Suore, il Dottor Ruggeri, Mangiabellichi, la Banda Musicale, Sora Maria, Orazio e Giulio Quinti, Checco, Toto Flamini, Ostilio, Armando Giardini, Annetta, la Squadra di Calcio, la Braccianesina, la Befana, Sor Angelino, Marcuccio e lo Zio Ugo, ma anche i primi Sindaci di Bracciano, Don Alfredo Cesolini e i braccianti “che non intendevano più lavorare per conto dei grandi latifondisti”...
Lo sfondo, rappresentato dalla Scuola, dalle due Banche sorte alla fine della guerra, dal Giardino Pubblico, dal Novo Cine inaugurato alla fine degli anni Quaranta, dall’Osteria e dai “quattro pesanti cancelli di ferro” posti al Passaggio a livello, completa la foto-ricordo di un periodo di vita in cui tradizione, lotta, ripresa economica, ma anche sentimento di rispetto e di collaborazione la facevano da padrone.
Durante la presentazione del libro, Giovanni Di Giampaolo, Professore di Lettere nonché scrittore emergente insieme a Mario Starnoni, ex corrispondente de “Il Messaggero”, hanno letto alcuni capitoli e commentato la capacità descrittiva e la fluidità di scrittura dell’autore.
Roberto Perugini, oltre al libro “36 Cartoline di Bracciano” (2010 La Caravella editrice) ha già pubblicato “Il mito dell’Immortalità” (2004 Vecchiarelli editore), “Marchettì, il buttero del Papa” (2006 Vecchiarelli editore) e “La saga di Marchettì” (2007 Vecchiarelli editore).
Visita volentieri il sito del Circolo Culturale Renzo Renzi
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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