Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Luglio 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

Calcata, Viterbo, sabato 3 luglio 2010

Il Movimento Nonviolento ribadisce la condanna del trasporto aereo, fonte d'inquinamento atmosferico

di Paolo D’Arpini

 

 

No, no e poi no al mega-aeroporto di Viterbo!

 

 

Dopo il Congresso, tenuto 2 anni fa a Verona, del Movimento Nonviolento Italiano, coordinato dall'ottimo Mao Valpiana, il referente locale di Viterbo, Beppe Sini, reitera nel suo notiziario la condanna del trasporto aereo, indicato come una delle peggiori cause dell'inquinamento atmosferico.

 

 

La condanna di Sini e della paredra Antonella Litta, Coordinatrice del Comitato "Coi Piedi per Terra", appare vieppiù opportuna in questo periodo tenebroso in cui le forze politiche "affaristiche" della Tuscia premono per realizzare nel capoluogo di Viterbo un mastodontico aeroporto per voli low cost, a ridosso della città e delle pozze termali storiche del Bullicame, da me visitate in più occasioni.

Non posso che approvare le tesi dei "nonviolenti", anche per la comune fratellanza militante pacifista (ricordo qui che il fondatore del Movimento Nonviolento, il compianto Aldo Capitini, è anche fondatore dell'Associazione Vegetariana Italiana, di cui mi pregio far parte).
 


Ecco di seguito gli Atti della "scomunica" dei voli aerei, come dichiarata il 3 novembre 2007 a Verona:

Il Congresso del Movimento Nonviolento
 

- impegnato nella difesa della biosfera fortemente minacciata dal

surriscaldamento del clima;
 

- consapevole del pesante contributo che al surriscaldamento del clima dà il

trasporto aereo;

 

- cosciente altresì che il trasporto aereo costituisce una forma di mobilità

altamente inquinante e devastante per l'ambiente e dannosa per la salute e il benessere delle persone, fortemente energivora, interna ad un modello di sviluppo ecologicamente insostenibile, assai costosa per l'intera collettività locale e l'intera umanità vivente che in larghissima parte neppure ne fruisce;

 

esprime sostegno ai movimenti che si impegnano per la drastica riduzione del trasporto aereo;
 

ed in tal ambito sostiene i movimenti e le iniziative che con la scelta della nonviolenza e la forza della democrazia, in difesa della legalità e dei diritti umani di tutti gli esseri umani:

 

a) si oppongono alla realizzazione di nuovi aeroporti (e all'ampliamento degli

aeroporti esistenti) laddove non ve ne sia una vera necessità ma essi siano realizzati per promuovere forme di turismo "mordi e fuggi" legate a una fruizione consumista, alienata, usurante e mercificata dei beni ambientali e culturali, e ad un'esperienza del viaggiare che non sia arricchimento di conoscenza ma asservimento agli imperativi delle agenzie della narcosi pubblicitaria;

 

b) si impegnano per la riduzione drastica ed immediata del carico di voli dei

sedimi aeroportuali collocati a ridosso di centri abitati già pesantemente gravati e fin soffocati dall'attività aeroportuale;

 

c) chiedono la cessazione dello sperpero di pubblico denaro per finanziare le

compagnie aeree;

 

d) chiedono che cessino le agevolazioni e le esenzioni fiscali alle compagnie

aeree;

 

e) si oppongono alle condotte gravemente antisindacali e violatrici dei diritti dei

lavoratori messe in atto da eminenti compagnie aeree;

 

f) difendono il diritto alla salute, i beni culturali e ambientali, gli ecosistemi locali

e l'ecosistema planetario, i diritti dell'umanità presente e delle generazioni future, minacciati dal dissennato incremento del trasporto aereo;

 

g) si impegnano per il rigoroso rispetto della legislazione in materia di difesa

dell'ambiente, della salute, dei beni comuni;

 

h) chiedono che tutte le strutture aeroportuali realizzate e realizzande siano

sottoposte senza eccezioni alla dirimente verifica della compatibilità con quanto disposto dalla vigente legislazione italiana ed europea in materia di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione Ambientale Strategica (VAS);

 

i) si oppongono alle attività militari che violano l'Art. 11 della Costituzione e ad

ogni ampliamento delle basi aeronautiche militari, e particolarmente alla presenza e all'ampliamento di basi aeronautiche militari di Stati stranieri e di Coalizioni intese a, o impegnate in, attività belliche che la Costituzione ripudia;

 

l) promuovono forme di mobilità sostenibile, modelli di sviluppo autocentrati con

tecnologie appropriate, scelte economiche ecocompatibili, eque e solidali;

 

m) promuovono una cultura della mobilità e del viaggio sostenibile, conviviale,

solidale, aperta all'incontro e all'ascolto reciproco, rispettosa delle persone e dell'ambiente;

 

n) si impegnano per la riduzione del surriscaldamento climatico e per la difesa

della biosfera.
 

 


E qui la mia condanna dell'aeroporto low cost di Viterbo, apparsa sul Il Corriere della Sera, Edizione Romana, il 6 luglio 2007, a pagina 12:
 


Viterbo - No all'aeroporto "Corsa Verso l'Autolesionismo".

 

Così chiamerei la foga con la quale i nostri Amministratori litigano e sgambano per arrivare primi all'aeroporto.

Una scena tragicomica alla Fracchia che corre all'ospedale per farsi amputare una gamba ed un braccio per accontentare il padrone.

 

Da parecchio tempo seguo la vicenda degli sgambetti istituzionali per aggiudicare l'aeroporto a Viterbo.

Come se questa fosse la soluzione ai problemi della Tuscia.

 

Mi aspettavo che qualche voce saggia e lungimirante si levasse per indicare il male incombente di questo snaturato progetto ma invano.

Son costretto a prendere la parola per evocare il rischio di uno scalo low cost (eufemismo che in realtà vuol dire "alto costo" in termini di pollution).

 

Non voglio menzionare dati tecnici sulla quantità in metri cubi di gas inquinanti, questo lo lascio fare ad altre Associazioni amanti dei numeri: basterebbe chiedere agli abitanti di Ciampino o Fiumicino se son contenti delle condizioni in cui si trovano...

 

Voli low (or high) cost significa emissione pazzesca di gas serra sia per l'atterraggio che per la partenza, significa sorvolo a bassa quota del territorio, significa susseguirsi di boati acustici, etc.

Insomma sarebbe come far di Viterbo il crocevia del traffico equivalente a 10 autostrade del Sole, oppure come avere 50 piste di Vallelunga in cui i bolidi girano e girano notte e giorno continuando a far rumore, emettendo sporcizia e fumo nero.

 

E poi che vantaggio ne avrebbe il territorio - realmente - aumenterebbe forse il turismo?

No di certo, giacché lo scopo dei viaggiatori non è quello di sbarcare a Viterbo, bensì quello di arrivare a Roma al più presto con bus navetta o taxi.

Un andirivieni continuo, quindi, di sicuro altro inquinamento per la Città dei Papi e non si salverebbe da tale disastro nemmeno il territorio sorvolato in continuazione da aerei in giro di attesa per l'atterraggio.

 

Invito alla riflessione i politici double side (destra-sinistra) così avidi della primogenitura di questo mostro, che si studiassero lo stato dell'ambiente globale, che si interrogassero sul futuro dell'economia possibile, sulle risorse vere, sul rispetto verso le generazioni future, sul destino non ineluttabile della Tuscia di accogliere solo scomodi servizi (a vantaggio di chi?).

 

Paolo d'Arpini

Circolo Vegetariano di Calcata, Viterbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina