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Roma, sabato 3 luglio 2010

Roma - Assegnati i Globi d'Oro della Stampa Estera

di Enzo Merlina

 

 

L’Associazione della Stampa Estera in Italia, nata nel 1912 per offrire servizi e assistenza ai corrispondenti stranieri in Italia, è la più grande organizzazione di corrispondenti esteri nel mondo, con oltre 800 organi di informazione e 54 paesi rappresentati: nel 1959 un gruppo di iscritti propone di rendere omaggio al Cinema Italiano - allora all'apice del suo splendore - creando un Premio Cinematografico ispirato agli Annual Golden Globe® Awards già assegnati dalla statunitense The Hollywood Foreign Press Association®. (Foto di archivio)

 

 

"Mine Vaganti" di Ferzan Ozpetek ha ottenuto quattro premi, tra i quali quello più prestigioso di Miglior Film dell'Anno, alla cerimonia di assegnazione dei Globi d'Oro che ha avuto luogo nella splendida cornice di Villa Massimo, a Roma, il primo luglio.
 


I Globi d'Oro potrebbero essere considerati una versione "all'amatriciana" dei Golden Globes assegnati a Los Angeles, se non fosse che a deciderli sono i corrispondenti della Stampa Estera in Italia, costituita da oltre 400 giornalisti delle varie testate presenti nel nostro Paese.

A riprova che l'edizione di quest'anno, la Cinquantesima, era particolarmente sentita, non si sono verificate defezioni, registrate in edizioni del passato, da parte di registi, attori, produttori e ospiti illustri.
 


Ozpetek, che ha voluto sul palco della premiazione l'intero cast del film, ha ottenuto anche tre "statuette" per la Miglior Sceneggiatura, in comproprietà con Ivan Cotroneo, Miglior Attrice Rivelazione (Nicole Grimaudo) e Miglior Fotografia (Maurizio Calvesi).

Due Globi d'Oro ciascuno hanno invece ottenuto "Baaria" di Giuseppe Tornatore, "Il Figlio piu' piccolo" di Pupi Avati e "Cado dalle Nubi" di Gennaro Nunziante.

A consegnare a Tornatore il Globo d'Oro quale miglior regista è stato un altro "grande", Francesco Rosi.

Accolto in piedi tra scroscianti applausi, il regista napoletano è stato ricordato per aver impresso il suo marchio nel cinema d'impegno civile.

Rosi ha avuto parole di elogio per il suo "erede", del quale gli è rimasto nel cuore "Nuovo Cinema Paradiso", "un film fatto con passione, perché senza amore non si produce buon cinema".

Immancabile anche il premio a Ennio Moricone, autore delle musiche di “Baaria”.

Ne "Il Figlio più piccolo", hanno prevalso le interpretazioni maschili: Nicola Nocella, miglior esordiente e Christian de Sica, finalmente uscito dal "tunnel" dei cine-panettoni, ha potuto mostrare le sue non indifferenti capacità interpretative, ottenendone il giusto riconoscimento con il Globo d'Oro.

Le due statuette a "Cado dalle Nubi" sono andate all'Attore Rivelazione, Chezzo Zalone, e a Pietro Valsecchi per la Produzione.

Il Globo d'Oro per la Migliore Interpretazione Femminile l'ha invece ottenuto Stefania Sandrelli per "La prima cosa bella" di Paolo Virzì, quasi un premio ai 50 anni di carriera (!)

per l'ancora piena di entusiasmo Stefania, raggiante ed emozionata sul palco come la prima volta.

Una statuetta l'ha avuta anche Carlo Verdone per "Io, loro e Lara", Miglior Commedia dell'Anno.

A consegnargliela Elsa Martinelli, "la mia prima causa di ernia del disco, dopo averla portata in braccio in spiaggia sulla Costa Azzurra, per via della sua gamba ingessata, decenni fa" ha ricordato il simpatico attore.

Un premio anche a Rocco Papaleo, Miglior Opera Prima al suo divertente "spot" pubblicitario "Basilicata coast to coast".

Standing ovation a Ermanno Olmi, Premio alla Carriera, che, finalmente, unico tra gli intervenuti sul palco, ha parlato della crisi attuale del cinema italiano.

"Macerie morali" è stata l'espressione usata dal grande regista de "L'Albero degli Zoccoli", paragonate alle macerie materiali dell'immediato dopo guerra "quando il cinema ha realmente contribuito alla ripresa di questo Paese".

“Ma, sono sicuro che il cinema avrà la forza di ricostruire se stesso” sono state le incoraggianti parole di Olmi.

Infine, il Globo d'Oro del Cinquantenario è andato a Gina Lollobrigida, descritta come "icona" del Cinema Italiano e che è stata ricordata dal Direttore dell'Accademia Tedesca a Villa Massimo, Joachim Bluher, come giovanissima modella proprio all'interno della villa stessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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