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Calcata, Viterbo, sabato 26 giugno 2010

Calcata - Chiusura dei Festeggiamenti per il Solstizio d'Estate: Tavola Rotonda “Le stagioni come metro sociale, sessuale e riproduttivo nella società umana ed in natura”  

di Paolo D’Arpini

 

 

Luce soffusa. (Foto di archivio)

 


"Qui l'incontrarsi delle forze celesti e terrestri è di grande importanza poiché, nel momento in cui il terrestre compare, mentre il celeste è al suo culmine [riferito alla massima espansione solare], tutte le cose si dispiegano al massimo della loro consistenza corporea, e l'oscuro non può nuocere al chiaro.

Da questo incontro ne nasce una grande fioritura, questo è dunque un tempo di grande qualità ed influenza".

 

Richard Wilhelm
 


C'è una precisa corrispondenza fra il periodo di gestazione che inizia in questo momento, in seguito alla copulazione fortunata di Giugno, mese che nella tradizione romana era dedicato ai matrimoni, e termina a Marzo in corrispondenza con l'Equinozio di Primavera.

Perciò questo momento è considerato significativo per la manifestazione vitale.

Osservando inoltre la vita come progetto globale ed universale vediamo che oltre gli aspetti naturalistici della sessualità, spesso connessi alle stagioni, potremmo discutere anche degli aspetti fantastici ed occulti sulla sessualità extraplanetaria.

In alcune teorie ad esempio si fa risalire la nascita della vita sulla Terra alla fecondazione con germi venuti dallo spazio…

"Tutto il pensiero mediterraneo è orbitato per millenni attorno alla concezione unitaria dell'Universo con la Vita.

La realtà sensibile, concreta, stabile, impersonificata in oggetti solidi [i primi simboli della religiosità sono sassi, pietre... posti nei luoghi di passaggio] fino alle statue dei 'nostri' Santi [il Cattolicesimo è definito dai Protestanti una manifestazione di idolatria] è strettamente interconnessa con la vita nelle sue manifestazioni essenziali.

Corporeità, sangue, linfa, nascita, morte, sessualità."

 

Giorgio Vitali
 


È importante sottolineare che solo poco tempo fa l'umanità ha preso coscienza che l'atto sessuale è strettamente legato con la natività.

Da qui il concetto di Grande Madre, che simboleggia il rito della Natura che rinasce senza posa e senza fine.

Anche il Cristianesimo primitivo, che si sviluppa inizialmente all'interno della Classicità, e con alcuni "spunti" mesopotamici mediati dalla setta naturista degli Esseni, era una Religione olistica, fino alla condanna senza remissione della sessualità, delle concezioni vitalistiche dell'Universo e del Multiverso.

Ma… - come scriveva Nietzche - "il peccato è proprio questo!".

E il grande Gabriele D'Annunzio così affermava: "non chi più soffre, ma chi più gode, conosce!".


 

Programma del 29 giugno 2010, Ss. Pietro e Paolo


10.30

Passeggiata partendo da Calcata lungo la Via Narcense, venire muniti di falcetto per ripulire il sentiero, picnic in loco, bagno nel Treja.


12.30

Nell’orto della Dea Furrina, divinità degli anfratti e delle falde acquifere e dei pozzi scavati per raggiungerle, inizia il Simposio all’aperto.

Condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato.
 

16.00

Centro Visite Parco del Treja.

Continua l’esposizione di grafica e foto riproducenti scorci naturalistici e strutture sociali.
 

16.30

Tavola Rotonda su: “Le stagioni come metro sociale, sessuale e riproduttivo nella società umana ed in natura”.

Moderatore: Paolo D'Arpini.

Partecipano, fra gli altri: Anna Maria Gaglioli, poetessa; Ciro Aurigemma, psicologo, Giorgio Vitali, chimico; Manuel Olivares, scrittore e giornalista.
 

19.00

Rinfresco finale con dolci e bevande da ognuno portate.


Prenotazioni e informazioni:

circolo.vegetariano@libero.it 

0761 587 200

La manifestazione si svolge con il Patrocinio Morale del Parco Valle del Treja e della Provincia di Viterbo.

 

 

 

Introduzione al tema del linguaggio: Semantica e filosofia - Religione e spontaneità - Razionalismo e poesia

Dalla Tavola Rotonda di sabato 26 giugno 2010, con la Luna Piena in Cancro durante i Festeggiamenti per il Solstizio d'Estate, al Centro Visite del Parco del Treja, in collaborazione con European Consumers Tuscia, su:

“Antropizzazione e trasformazione del linguaggio nei secoli”.


Le parole sono e creano significati, aiutando la comprensione della realtà.

Se non conosciamo il significato delle parole non possiamo parlare né di giustizia sociale né di (eventuale…) democrazia.
 

Premesso che l'informazione attuale non si limita più alla conoscenza o alla decodificazione dei problemi, ma pone in essere la costruzione di realtà parallele virtuali, è giocoforza avvalersi degli studi, che fortunatamente aumentano, sul reale significato delle parole di uso corrente, per poterci riappropriare del senso del reale.

In un ipotetico ritorno alla Natura ed alla percezione della sessualità come naturale e necessaria polarità, cominciamo con il prendere in considerazione alcuni "verba".
 


Repubblica, nel significato originario, significava Res Publica.

Coerente con il bene comune che, nella prisca comunità latina, coincideva col Bene Cosmico.

Tutto il contrario della Repubblica Italiana, ... basata sì sul lavoro, ma dei burocrati!

Nel senso originario, il
lavoro significava qualcosa di negativo.

Labor, voleva dire affanno, fatica, operatività deludente.

Tutto il contrario di di "agere", agire.

Cioè lavoro creativo, che dà soddisfazione perché, appunto, creativo.

Non solo nell'Arte, ma anche nella coltivazione della terra, che è essenzialmente Arte e l'agricoltore un artista.
Quindi abbiamo il lavoratore contro l'artifex.

Il labor è anche sinonimo di lavoro per ricompensa.

Non per il piacere di creare secondo natura.

L'
Artifex può anche trovare un vantaggio economico nel frutto del suo "lavoro", ma questo sarà sempre di intensità inferiore rispetto al piacere creativo.

Inoltre, il lavoro per ricompensa, oltre che significare una condizione servile, genera attaccamento al frutto di quel lavoro.

Di qui il senso di assoggettamento, di schiavitù, di alienazione, di sentimento di insignificanza che pervade colui che serve senza passione, senza partecipazione, e quindi inutilmente, per sé e per gli altri.
 


I significati delle parole che usiamo quotidianamente uniformano i nostri comportamenti e creano il tessuto di una comunità.

Ecco perché occorre riscoprire il significato vero ed originario di tutte le parole, contro l'imbastardimento voluto e programmato.

Non a caso il concetto di "nazione", elaborato qualche secolo fa, definisce in maniera molto chiara l'idea che ne è alla base.

 

Se cerchiamo il primo elemento di collegamento fra esseri umani, questo non può essere solo il territorio ove essi nascono e vivono, ma anche la lingua che essi parlano per comunicare tra loro.

La parola, se non è tutto, è comunque come ha colto l'autore della frase:

"In principio era il Verbo".

Infatti, all'origine di qualsiasi concetto, in qualsiasi modo elaborato, c'è la possibilità di comunicarlo.

Posto che un concetto possa nascere spontaneamente "dentro" un cervello e senza il contributo della mente…

"Oggi l'uomo è avulso dalla centralità dell'Universo.

Isolato dentro la Massa, si sente escluso dal Tutto.

Cacciato dal Paradiso Terrestre, non in termini mitologici, ma nella concretezza giornaliera.

 

Nel momento in cui l'uomo è solo dentro le metropoli-giungle di cemento, l'uomo ha perduto la sua essenza.

Non può più essere considerato un "umano", bensì l'umanoide degli scrittori di fantascienza.

 

Il recupero può avvenire solo ripristinando una visione olistica dell'Universo /Multiverso."

 

Giorgio Vitali
 

 

 

Dialogo sulla dieta naturale dell'uomo

Scambio di pareri sulla dieta ecologica e naturale per l'uomo - di Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini

 


Caro Paolo,

 

vorrei provare a scriverti qualcosa su quello che penso (???) riguardo a ciò che viene descritta come "dieta vegetariana o vegetarismo"
 

Mi sembra un po' esagerato dire che tutti i problemi della salute umana derivano dal consumo di carne!

Alcuni autori "vegetariani" citano come esempi la mucca pazza, i vitelli agli estrogeni, il pesce al mercurio, ecc.

 

A parte che facendo un giro negli ospedali si può appurare che l'uomo si ammala per ben altre cose che non il consumo di carne: inquinamento atmosferico, abuso di farmaci, vita troppo stressante e poca attività fisica, cause dei problemi cardio-vascolari, alimentazione eccessiva in tutto, troppa carne magari, anche, ma anche troppi zuccheri, troppo alcool, troppo fumo.
 

I morti per morbo della mucca pazza si contano in poche unità, ma quanti sono quelli che muoiono per incidenti stradali o incidenti sul lavoro?
 

I problemi che l'uomo può avere consumando carne o altri prodotti di origine animale, a lungo andare, non dipendono tanto dal consumo di carne in sé ma dal fatto che l'uomo a volte usa sostante vietate nell’allevamento (ormoni) o sostanze che non sono vietate ma non vengono usate correttamente (farmaci) o nelle carni vanno a finire sostanze dannose che provengono dall'inquinamento ambientale...

 

... Quindi è l'uomo che è un "cattivo" amministratore dell’ambiente, non è specificatamente l’ingestione della carne che lo è.

Insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita (tu mi sembri un bell'esempio)...

Chissà come sarà il mondo anche solo fra 50 anni!
 

Ciao e grazie,

Caterina Regazzi, veterinario
 

 

Hai perfettamente ragione, cara Caterina,

 

infatti i "vegetariani" a volte si esprimono come "talebani vegetariani...".

Da parte mia cerco di essere sincretico, capisco le ragioni "animaliste" ed anche le tue e quelle di persone che cercano di ritrovare un'armonia alimentare senza eccessi.

 

Io personalmente non mangio carne dal 1973 e debbo dirti che ne ho trovato un grande giovamento, mi rendo però conto delle difficoltà insite in questo "riaggiustamento" del corpo umano.

Il fatto è che i nostro organismo si "adatta" a digerire ed assimilare proteine etc. dalla carne e lo fa attraverso la creazione di appositi enzimi digestivi.

 

Dopo anni che lo stomaco si è "adattato" ad assorbire dalla carne i nutrienti necessari (un po’ come succede per lo zucchero raffinato che dopo prolungato consumo vizia lo stomaco sino al punto che poi risulta molto difficile l’assorbimento degli zuccheri dalla frutta, etc.) ci vuole pazienza nel riprendere pian piano l’abitudine alimentare giusta, ovvero ridurre la carne ed i prodotti di origine animale a non più del 10% del totale cibo assunto.

 

Comunque è vero che secondo le latitudini il consumo di carne e suoi derivati è più o meno accentuato, e qui dovremmo fare una digressione sul tipo di alimentazione seguita in Italia per migliaia di anni dai nostri padri…


Sono comunque dell’opinione che ognuno deve ritrovare per sé stesso il suo equilibrio, io non voglio forzare nessuno, nemmeno i miei figli sono strettamente vegetariani, mangiano poca carne, questo sì, ma lo fanno in modo rispettoso…

Ad esempio mio figlio Felix, che vive anch’egli qui a Calcata (e malgrado la sua giovane età, è del 1984, ha già due bambini, un maschio ed una femmina), coltiva l'orto, lavora manualmente ed alleva animali che di tanto in tanto uccide con le sue mani...

 

Questo mi sembra un atteggiamento "ecologico", anche se io personalmente non potrei farlo, per mie caratteristiche psichiche, ma non ci vedo nulla di anormale nella sua vita e nemmeno vedrei nulla di strano nella vita degli uomini moderni se sviluppassero un rapporto meno indifferente verso gli animali.

Non mi piace che le persone deleghino al macellaio l’uccisione e poi vadano al supermercato ad acquistare cadaveri confezionati….

 

Mi sembrano però ragionevoli le tue obiezioni sulla salute e sulle cause di morte e malattia, spesso vedo che parecchie persone sollevano gli stessi dubbi ed è importante chiarire i vari punti senza eccedere da un lato o dall'altro...

 

Sostanzialmente, secondo me, il problema subentra quando si ignora l’ecologia del corpo umano oppure quando si diventa vegetariani per motivi "etici" e conseguentemente si assume un atteggiamento da credente religioso, in entrambi i casi è difficile mantenere un'equanimità di giudizio….

Si resta fuorviati dal concetto etico e morale del "vegetarianesimo animalista" oppure si continua a non considerare qual è la vera struttura anatomica del corpo umano: l’uomo è un animale frugivoro come le altre scimmie antropomorfe, i suini, gli orsi, etc.
 

Durante i festeggiamenti per il XXVII anniversario del Circolo, sono venute diverse persone a trovarmi.

Due professori che avevano letto di noi da qualche parte, hanno avviato un discorso sul vegetarismo, più o meno nei termini del discorso che stiamo facendo adesso, ne abbiamo parlato passeggiando, senza enfasi alcuna, infatti ritengo importante affrontare questo tema con spirito laico...

Questo perché penso che ognuno deve sviluppare le proprie opinioni e scelte senza coercizioni di sorta (né da una parte né dall’altra).
 

Son contento dell’occasione che mi hai dato di continuare un dialogo sulla dieta naturale dell’uomo.


Paolo D’Arpini
 

 


Velina D'Arpina... vespertina

 

C'é chi muore, chi chatta su Facebook e chi parte...

"La vita è sogno", diceva Calderon de la Barca...!


Di solito la velina è mattutina ma stavolta scrivo una velina vespertina.

È sera e sono appena tornato da una commemorazione "funerea" per la morte dell'amico Pippo Giacobino di Calcata, Presidente dell'Associazione delle Forre.

 

Tutto sommato l'incontro è stato "arioso, pur bagnato da qualche lacrima di commozione... Diverse persone hanno parlato a turno per ricordare Pippo e mi sembrava di stare ad uno dei nostri giri di condivisione, in cui ognuno dice la sua sull'argomento trattato: stavolta l'argomento è stato Pippo Giacobino.

Trasferitosi Pippo a Calcata nel 1986, quando era da poco stato fondato il Circolo Vegetariano, allora collaborammo fattivamente a vari progetti, fra cui il più importante quello per la partecipazione al Concorso di Airone per il Paese Ideale d'Italia...
 


Terminata la cerimonia di commiato, alla quale hanno partecipato diversi amici che non vedevo da tempo, e con in mente l'immagine di una situazione possibile di quello che avrebbe potuto essere il mio funerale (infatti pensavo che forse anche il mio funerale potrebbe essere così - in forma laica - senza preti e senza orpelli, solo amici e compagni di viaggio) ed avendo appena firmato il registro delle presenze (sopra vi ho scritto: "Sono venuto a far la fila con umiltà e pazienza per firmare per l'amico Pippo...!"), infine sono andato al baretto sotto al Comune a bere un cappuccino.

Lì al bancone non c'era nessuno ed ho chiamato forte, finché è uscita la barista (una Signora giovane) che mi ha subito chiesto:

"Ma é vero che te ne vai da Calcata, ti sei stufato di stare qui?"
Ed io:

"Sono appena tornato dai saluti finali ad uno che se n'è andato per davvero...

Pippo, lo conoscevi?

E comunque no, non me ne vado perché sono stufo di Calcata, ma perché mi sono fidanzato con una Signora di fuori, credo di avertela presentata, si chiama Caterina...

Insomma me ne vado per amore e non per rabbia!"

E lei tutta contenta e sorniona ha commentato:

"Fai bene, fai bene, al cuor non si comanda...

Sì me la ricordo è anche una bella donna..."

Mi ha preparato il cappuccino caldo caldo e poi ha aggiunto:

"...ma ora ti saluto, sai stavo chattando, qui nel retrobottega, con un amico su Facebook...".

 

 

Insomma c'é chi muore, chi chatta su Facebook e chi parte...

"La vita è sogno", diceva Calderon de la Barca...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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