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Anguillara Sabazia, Roma, giovedì 24 giugno 2010

Anguillara Sabazia - Incontri d'Autore: “Le parole salvate. Dialetto e poesia nella Provincia di Roma: Litorale Nord - Tuscia Romana - Valle del Tevere”
Fonte: Comunicato Stampa Associazione Culturale "Sabate"

Su segnalazione di Iris Novello

 

 

"Le parole salvate", una ricognizione in extremis del preziosissimo patrimonio culturale dei nostri dialetti prima che vada definitivamente perduto, specchio della genuina anima contadina dei nostri antichi territori dal Tirreno al Tevere passando per il bacino sabatino, testimonianze di una cultura non ancora corrotta dalla dilagante terza (e definitiva?) "colonizzazione" della Tuscia Romana a seguito della disperata deurbanizzazione di Roma.

 


Cafurchio, capogatto, mancuso: vocaboli dialettali anguillarini che rischiano l'oblio.
Ed ancora detti come "Vòi vedè li fiji poverelli? Pescator sull'onda e cacciator d'uccelli".
Soprannomi come "Brutticarzò" e "Cacatigna".
Pietanze come la "Cicerchiata" illustrata nei "Sonetti dorci" di Maria Teresa Constantini.
Giochi d'un tempo come "esce l'orso" e racconti come quelli messi in scena dalla Compagnia L'Acquario in "Stracci bianchi e neri dell'Anguillara di ieri".

 

Nell’ambito del calendario Giorniverdi Estate 2010 del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano l'Associazione Culturale Sabate organizza un Incontro d'Autore per la presentazione del libro "Le parole salvate. Dialetto e poesia nella Provincia di Roma: Litorale Nord - Tuscia Romana - Valle del Tevere", cui parteciperanno gli autori, Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella, Edizione Cofine.
 


Dai soprannomi ai toponimi, dal teatro dialettale al gergo popolare e contadino.
Quelle sopra sono alcune delle storie, dei detti e delle vicende unite da un massimo comune denominatore come il dialetto citate nel libro scritto a quattro mani da Vincenzo Luciani e Riccardo Faiella.

Il volume esplora, raccoglie e preserva tutto ciò che ancora di dialettale esiste in un area vasta che comprende 28 Comuni del Litorale Nord, della Tuscia Romana e della Valle del Tevere e due Municipi Romani e costituisce una sorta di ricognizione in extremis, prima che questo patrimonio vada perduto, degli attori, degli autori e degli appassionati che attorno al dialetto hanno composto, cantato o scritto.

Ne esce un panorama che restituisce territori antichi, intrisi di civiltà contadina e non ancora corrotti dal flusso della deurbanizzazione in atto della Capitale.
 

 

"La sensazione provata nel compiere il nostro lavoro - scrivono i due autori - è quella di chi è impegnato in un'opera di salvataggio di frammenti, di tessere scampate ad una distruzione sempre più devastante".
 

"Non si tratta, come vorrebbero alcune proposte leghiste, di imporre il dialetto nelle scuole - commenta Graziarosa Villani, Presidente dell'Associazione Culturale Sabate - ma di esaltare le diversità linguistiche e dialettali che identificano un territorio in relazione all'economia locale che fu.
In gran parte incentrata attorno al lago la 'lingua' dei Paesi di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano, legata invece molto all'attività mineraria quella allumierasca che continua a vantare un nutrito stuolo di poeti a braccio, cantori in ottava rima studiati a fondo nel volume 'I poeti contadini' di Giovanni Kezich.
Un modo, nell'Anno Europeo della Biodiversità
- conclude Villani - per lavorare anche a preservare la diversità linguistica".
 


In occasione della presentazione si terrà un breve saggio teatrale a cura degli attori della Compagnia "L'Acquario".

Ed in chiusura dolcetti preparati da Maria Teresa Costantini, autrice dei "Sonetti dorci", accompagnati da vino locale.


 

Per ulteriori informazioni

 

Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano

06 9980 6261-62

dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13
 

Associazione Culturale "Sabate"
Presidente, Dott.ssa Graziarosa Villani

associazionesabate@tiscali.it

360-805 841
 

 

Vedi anche la Locandina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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