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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Aprilia, Latina, martedì 22 giugno 2010 Lettera aperta al Sindaco di Nepi, Franco Vita, in merito alla situazione di degrado ambientale del territorio nepesino Su segnalazione di Paolo D’Arpini
Torre dell'Isola Conversina, Nepi, Viterbo. (Foto © Luca Bellincioni)
Pubblichiamo volentieri la lettera aperta di Luca Bellincioni condividendone le motivate quanto costruttive critiche e, come già in passato, impegnandoci anche in futuro a supportare con qualsiasi mezzo a nostra disposizione tutte le encomiabili iniziative dell'Associazione Culturale Onlus "Oreas", finalizzate alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione del paesaggio anche del nostro territorio e a dare il più ampio ed efficace spazio di divulgazione alle loro appassionate denunce di intollerabilmente "incivili" incuria e degrado.
Alla Spett.le Amministrazione Comunale di Nepi
sono Luca Bellincioni, storico, guidarista, fotoreporter, consulente per la valorizzazione turistica del paesaggio, nonché Segretario dell’Associazione Culturale Onlus "Oreas" finalizzata alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione del paesaggio laziale.
Sono tornato a Nepi dopo un anno nell’ambito del nostro annuale
lavoro di documentazione e monitoraggio dei centri storici e dei
territori di pregio della Regione, e purtroppo ho dovuto constatare come
la situazione del Comune nepesino sia negli ultimi tempi drasticamente
peggiorata.
In primo luogo
La nuova ed inutile area artigianale, sorta in piena campagna con enorme consumo di territorio e in barba ad ogni logica urbanistica, laddove sarebbe stato più opportuno – se proprio era necessaria – costruirla contiguamente all’abitato. Senza contare che tale insediamento è situato nelle dirette vicinanze di una località di grande valore storico paesaggistico, ossia la Tenuta Orsini, la cui immagine di conseguenza è stata danneggiata.
Almeno si potrebbe coprire l'area artigianale con un'alta siepe o con una schermatura arborea lungo la strada, visto che per chi proviene da Roma quest'accozzaglia di capannoni dà ormai il "benvenuto" al visitatore.
In secondo luogo
Le continue e discutibili colate di cemento, che fra ville e residence stanno portando alla formazione di una sorta di conurbazione fra Nepi e la Cassia.
Anche qui un consumo di suolo inaccettabile e francamente scandaloso,
che vorrebbe fare di un centro splendido come Nepi una sorta di
periferia distaccata di Roma.
Veniamo infine alla tutela del paesaggio urbano
Anche qui le cose vanno male, anzi malissimo...
La zona intorno alla Rocca Borgiana (già internamente restaurata in modo velleitario) è da anni lasciata al degrado più assoluto, e il Belvedere sulla cascata (e dintorni) è pieno di immondizie e scritte deturpanti. I prati dai quali si vede dall’alto tale cascata sono altresì colmi di rifiuti e pure essi pieni di scarabocchi, mentre lo stato del torrente (inquinamento, puzzo, rifiuti, ecc.) lo conosciamo tutti.
Per non parlare della suggestiva galleria a doppio arco che dalla strada antemurale immette nell’area della rocca e del belvedere...
Ebbene, questo gioiello architettonico è praticamente ricoperto di
sterco di ogni epoca e di rifiuti vari: è ormai talmente inguardabile
che i turisti – che pure vengono a Nepi in virtù delle sue vestigia
straordinarie (malgrado come sono gestite oggi) – lo oltrepassano di
corsa per non rimanere in quel posto davvero sgradevole.
Quel che più colpisce è che in una Cittadina d’Arte come Nepi, che con i suoi gioielli dovrebbe attirare pullman di turisti, nessuno – né qualche associazione, né qualche singolo cittadino volontario, né tanto meno l’Amministrazione – si degna di togliere almeno l’immondizia che “adorna” i luoghi-simbolo del centro storico.
Guardate: l’immondizia del Belvedere l’avrei potuta togliere anch’io da solo in due ore, e quindi mi chiedo come in tutta Nepi non si riesca a trovare (o più giustamente a pagare) qualcuno che tenga pulito!
Che vergogna per Nepi e per la sua popolazione!
In conclusione
Davvero non riesco a comprendere la deriva che sta prendendo un Comune come quello di Nepi che, con le sue risorse paesaggistiche, ambientali, storiche, archeologiche ed enogastronomiche, dovrebbe attrarre massicciamente un turismo di qualità e su di esso fondare la propria economia.
Ed invece, il Centro Storico versa in condizioni pietose, fra scritte vandaliche e immondizia ovunque, mentre il territorio viene anno dopo anno sistematicamente cementificato, con errori (anzi orrori) urbanistici plateali.
Eppure ci sono Comuni nella stessa Provincia che sono ormai diventati quasi “modelli” di gestione del paesaggio e del centro storico. Pensiamo a Tuscania, Farnese, Civita di Bagnoregio, Barbarano, Bolsena, Bomarzo, Sutri, Proceno, ecc.. Guardando questi paesi e Nepi, oggi come oggi, sembra di stare non in un’altra Provincia, ma in un’altra Regione!
La stessa limitrofa Civita Castellana, sia pur i suoi tanti difetti, è lontana anni luce da Nepi come salvaguardia almeno dei principali valori paesaggistici e monumentali. Per non parlare delle altrettanto vicine Faleria e Calcata, che da anni hanno fatto la scelta “coraggiosa” di inserire il proprio territorio in un’area protetta e che – seppur con sensibili differenze l’una dall’altra – stanno finalmente sviluppando il turismo.
A tal proposito
Invece di distruggere il vostro patrimonio, perché non iniziate a pensare di istituire un “Parco Culturale, Archeologico e Paesaggistico dell’Agro Falisco”?
È da molto tempo che la nostra Associazione ne parla.
Noi crediamo infatti che possa essere una soluzione per operare una
seria inversione di marcia e per creare veramente un’economia legata al
territorio falisco e alle sue irripetibili peculiarità, anziché
devastarle senza fra l’altro alcun vantaggio effettivo per nessuno,
tranne che per i soliti quattro costruttori e speculatori vari.
Auspico che le mie parole possano farvi riflettere sulla situazione preoccupante in cui versa Nepi attualmente, e rimando a vs disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti,
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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