Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Giugno 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

Stoccolma, Svezia, sabato 19 giugno 2010

 

 

      S     P     E     C     I     A     L     E       N     O     Z     Z     E      

 

 

Stoccolma - Oggi la Principessa Victoria, futura Regina di Svezia, sposa il suo Daniel 

di Luciano Russo

(1 commento dei lettori)

 

             

             

 

Con la sobrietà e la familiarità così amabilmente tipiche di questo Paese, Victoria, in costume tradizionale, e Daniel ricevono gli spontanei, sinceri e calorosi applausi della gente sul Piazzale del Castello Tre Corone a Stoccolma.

 

 

Oggi Stoccolma è davvero la città degli innamorati!
Svuotata di traffico, inondata di bandiere e scatole di dolcetti di nozze, celebra il matrimonio reale della Principessa Ereditaria di Svezia Victoria con il Signor Daniel Westling, un uomo del popolo.
 

 

La Svezia, nella storia contemporanea uno dei Paesi più democratici, liberali, generosi e multietnici al mondo, cerca comunque e a ragione di conservare gelosamente la propria identità, storia e tradizioni.

 

Pochi eventi pubblici possono eguagliare lo splendore e il fasto - anche se "per un giorno" - di un matrimonio reale, specchio di tradizioni antiche riadattate ai tempi e semplificate pragmaticamente in nuove cerimonie, al di là delle quali la Famiglia Reale, una delle poche rimaste, può anche, al pari di qualsiasi altra famiglia svedese, gioire di un così felice evento condividendolo con il suo popolo.

 

 

Il Vescovo di Stoccolma, Eva Brunne, indirizza gli sposi durante la cerimonia del matrimonio nel Duomo di Stoccolma, la Storkyrkan o "Chiesa Grande".


Il fasto e lo spettacolo della cerimonia risalgono a Gustav Vasa, che di spettacolo se ne intendeva quando decise che dovesse essere l'Arcivescovo della nuova Chiesa Evangelica Luterana Svedese, con sede ad Uppsala, a celebrare i matrimoni reali, una tradizione da allora rigorosamente rispettata: non è quindi il Vescovo della Diocesi di Stoccolma, la Signora Eva Brunne, a farlo, anche se concelebra...


Gustav Vasa cavalcò con la sua sposa, Caterina di Sassonia-Lauenburg, in processione dal Palazzo al Duomo - Storkyrkan o la Chiesa Grande - protetti entrambi da baldacchini, al suono prorompente di trombe e tamburi per annunciare l'arrivo dell'entourage reale: la cavalcata di Vasa viene oggi sostituita da un corteo in carrozza aperta trainata da quattro a sei cavalli attraverso una Stoccolma infesta, tra l'altro lungo la classica e bellissima cosiddetta Via Reale o Kungsgatan, ma dopo la cerimonia.

 

Molte delle più antiche cerimonie sono state abolite nel tempo, ma alcune rimangono ancora oggi, come il rituale esporre la corona e gli altri simboli - sì regali e "del Re", ma anche e sentitamente della coesione "della Nazione" e "del Popolo" perché ciascuno orgogliosamente vi si riconosce - su dei cuscini di velluto davanti all'altare.

Anche la data del 19 giugno scelta dalla Principessa Ereditaria Victoria segue una lunga tradizione: la stessa del matrimonio della Regina Josefina nel 1823, della Regina Lovisa nel 1850 e dell'attuale Regina Silvia, mamma di Victoria, nel 1976.

Inoltre, la Regina Josefina portò in Svezia una preziosa collezione di gioielli: quando la sorella dell'attuale Re, la Principessa Birgitta, scelse di indossare il diadema di cammei di Josefina quale corona nuziale al suo matrimonio nel 1961, creò una nuova tradizione per i Bernadotte ed infatti la hanno in seguito emulata sia la sorella, la Principessa Désirée, nel 1964, che la stessa mamma di Victoria, la Signorina Silvia Renate Sommerlath poi Regina Silvia, nel 1976.
 

 

 

Il corteo reale con la carrozza aperta degli sposi, preceduta e seguita dalla Guardia Reale a cavallo in alta uniforme, passa lungo una gremita Kungsgatan, la "Via Reale", nel cuore di una Stoccolma in festa.


La Monarchia Svedese, oggi Costituzionale, si basa su una tradizione ormai più che millenaria, che la rende quindi una delle più antiche del mondo: il numero di Re succedutisi al trono durante questo lunghissimo periodo è di oltre 70, tutti storicamente identificabili e documentati.


Carl XVI Gustaf, papà di Victoria, è il settimo Re sul trono di Svezia appartenente alla cosiddetta Dinastia Bernadotte, di origini francesi, successore nel 1973 del nonno, quel Gustav VI Adolf che tanto ha amato la nostra Tuscia Romana, la sua storia e la sua cultura, ed il quale ancora oggi è vivamente ricordato con affetto e rispetto da noi tutti.

La Famiglia Reale svedese è costituita oltre che dal Re Carl XVI Gustaf, dalla consorte, la Regina Silvia di Svezia, la figlia Principessa Ereditaria Victoria, nata nel 1977, il secondogenito Principe Carl Philip, nato nel 1979, e la Principessa Madeleine, nata nel 1982.
La Casa Reale include anche la Principessa Lilian, zia del Re, oltre alla Principessa Birgitta, la Principessa Margaretha, poi Signora Ambler, la Principessa Désirée, poi Baronessa Silfverschiöld, e la principessa Cristina, poi Signora Magnuson, tutte sorelle dell'attuale Re, la Contessa Marianna Bernadotte af Wisborg, il Conte Carl Johan Bernadotte af Wisborg e la Principessa Kristine Bernadotte.

Il nome completo ed i titoli di Sua Altezza Reale la Principessa Ereditaria Victoria, oggi sposa, sono "Victoria Ingrid Alice Désirée, Principessa di Svezia, Duchessa di Västergötland", e sarà la prima donna della Dinastia Bernadotte ad assumere la reggenza del Paese: la Svezia infatti ha in precedenza avuto solo due Regine regnanti - la famosa Kristina, da noi conosciuta per essere legata da amicizia agli Orsini e già loro ospite nel Castello di Bracciano, ed Ulrika Eleonora.
 

 

 

La Famiglia Reale svedese in una foto ufficiale di qualche anno fa: a sinistra, seduto, papà, Re Carl XVI Gustaf, classe 1946, a destra, seduta, mamma, Regina Silvia, in mezzo, in piedi da sinistra, la primogenita, Principessa Ereditaria Victoria, il "fratellino", Principe Carl Philip, e, a quanto sia dato sapere, il "pepe" della famiglia, Principessa Madeleine (si vede dallo sguardo!).

 

Lo so, potrebbe sembrare tutto così estraneo ed anacronistico: Re e Regine, Principi e Principesse, in un Paese geograficamente e culturalmente lontano...

 

Ma, da Cittadino Italiano per nascita e Svedese per scelta, devo dire che quello che oggi a me sembra più che mai "lontano" ed "estraneo" - anzi a tratti sinceramente imbarazzante se non addirittura vergognoso - è riconoscermi in una giovane Repubblica ancora e di nuovo allo (s)fascio, in una Nazione che, a 150 anni dal Risorgimento, mai è stata realmente "unificata", in una Politica sempre più depravata ed inefficace, non più degna del nome ma solo e corrottamente "da cronaca e gossip", in una Cultura o "espressione comune di stile di vita" del tutto decadente a livello di quotidianità sociale, che vive ormai esclusivamente quanto superficialmente di rendita, incassando gli interessi maturati grazie a passati gloriosi ma che di molto dubbioso ha il futuro, se mai uno ci sarà!

Perché essere "Italiani" non può ridursi ad una Comedia se pur Divina, a Pantalone e Pulcinella, al tifo davanti ad un televisore in occasione dei Mondiali di Calcio, con l'Inno di Mameli e gli strombazzamenti deliranti ad ogni raro gol della Nazionale!

 

Anzi, scusate, mi correggo.

Perché, al proposito, neppure questo rimane più tanto valido, se ben capisco...

 

Leggo dall'estero su www.agoravox.it:

 

"La sostituzione dell’Inno di Mameli con il 'Va pensiero' verdiano [...]: è il rifiuto della Italianità, dell’appartenenza ad un’unica Nazione, il rifiuto dell’Unità d’Italia, il segno di una presa di distanza da tutto il Risorgimento e dai suoi morti."
 

E ancora:


"Ultimo esempio di questa deriva pericolosa è di lunedì, l’entusiasmo di Radio Padania per il gol del vantaggio paraguaiano contro la nostra Nazionale di calcio.
Questo entusiasmo non può essere considerato alla stregua di un semplice fatto di costume ed ha, nella sua apparente innocenza, un significato ben più grande.
Pur con le riserve di quanto di brutto nel calcio c’è nel nostro Paese
[...], in quel momento la Nazionale di calcio rappresenta tutto il Paese, rappresenta la Nazione, rappresenta l’Italia.

Porsi contro non è solo un fenomeno
[...] semplicemente folcloristico, [...] la dimostrazione di un sentimento molto spinto di separatismo, di affermazione di una diversa identità [...] fondata solo sugli interessi economici della parte più ricca e più abbiente del Paese.
Un separatismo spinto al punto di non riconoscersi più nel proprio Paese, nella propria Storia e negli uomini che hanno lottato e hanno sacrificato la loro vita anche per la libertà di coloro che li disprezzano, li vogliono cancellare, togliere dalle loro piazze e dai loro libri di storia."

 

 

 

Titoli reali a parte, una bella coppia!

(Sul capo di Victoria è possibile ammirare il diadema di cammei già della Regina Josefina, veramente raffinato).

 

Quindi, nonostante le mie convinzioni politiche di certo non proprio spiccatamente roialiste, permettetemi di dire e con tutto il cuore:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Commenti dei lettori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci vorrebbe anche un bell'articolo sulla figura del vecchio Re!

 

Pernottava a Villa Giulia in quel della Manziana e poi se ne andava a lavorare a Civitella Cesi.

Andava spesso a mangiare "da Giovanni", una trattoriola famosa localmente per il sugo della pastasciutta!

 

Ricordo come il Sor Giovanni in persona mi raccontava spesso aneddoti alquanto spassosi sulle frequenti visite di Gustavo Adolfo.

 

 

La Principessa Ereditaria di Danimarca Margrethe durante i fortunati scavi di una tomba etrusca negli anni sessanta.

 

Come quando la nipote del Re - l'allora Principessa Margrethe, futura Regina Margrethe II di Danimarca, assidua accompagnatrice e collaboratrice del Monarca archeologo - gli chiese, a fine pasto, un "dessert"...

 

"Che cos'è?" chiese candidamente Giovanni e, saputo che si trattasse di un dolce, rispose alla Principessa:

"Ho dello zucchero: più dolce di quello che c'è?"
 

O quando, ridendoci sopra rumorosamente, diceva di aver sentito quanto grande fosse l'imbarazzo della Principessa Margrethe sui luoghi di scavo.

 

Anche una futura Regina ha dei bisogni impellenti, ma le misure di sicurezza intorno agli ospiti reali erano così rigorose da rendere praticamente impossibile l'"appartarsi", come ogni comune mortale, dietro un cespuglio:

"Non ci credo... Dovunque vada c' è un Carabiniere!".

 

Un plauso alla grande ed antica Casa Regnante democratica svedese per aver escluso dagli invitati alle nozze di Victoria i Savoia!

 

[firmato]

 

 

 

 

Grazie!

 

Chiunque abbia altri aneddoti, storie, documenti, foto o altro materiale riguardanti la permanenza e il lavoro del Re Gustav VI Adolf di Svezia in Tuscia Romana, spediteceli volentieri via mail in formato digitale e pubblicheremo il tutto in un nuovo articolo citandone ovviamentre le fonti.

 

Anche la memoria ed i risultati di quelle campagne archeologiche fanno parte della nostra storia e della nostra cultura.

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina