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Bracciano, Roma, mercoledì 16 giugno 2010

Bracciano: molte rose e qualche spina per la prima edizione de “Il Soldato - Secoli di storia”

di Iris Novello

(1 commento dei lettori)

 

 

I 40 figuranti dell’Associazione Culturale “Gruppo Storico Romano” che si è aggiudicata il Primo Premio nel primo Festival Nazionale della Rievocazione Storica “Città di Bracciano”. (Foto © Iris Novello)

 


A conclusione della innovativa manifestazione culturale si presentano bilanci e proposte per le future edizioni.

Con il concerto celebrativo proposto dalla Banda dell’Esercito Italiano si è conclusa la prima edizione della rassegna “Il Soldato-Secoli di Storia”.

Ai piedi del Castello Orsini-Odescalchi, i musicisti della Forza Armata hanno allietato il nutrito pubblico con un repertorio coinvolgente e applauditissimo, lasciando un ricordo della manifestazione più che positivo.
 

 

Lo sforzo e l’impegno messo in campo dagli organizzatori per la buona riuscita dell’evento articolato in diversi settori come il collezionismo, il modellismo, la rievocazione storica, la mostra fotografica, la sfilata e l’esposizione di mezzi militari della Seconda Guerra Mondiale, si è notato in ogni singola rappresentazione promossa nei tre giorni dedicati alla innovativa manifestazione.

 

In tarda serata è giunta la soddisfazione di Emiliano Delicati della Pierre Comunication, ideatore della rassegna, che attraverso varie Istituzioni e Associazioni è riuscito dopo due anni di intenso lavoro a realizzare un sogno che sembrava ormai chiuso nel cassetto.

 

L’Associazione Rione Monti, capeggiata da Sandro Carradori, il Socio dell’Associazione Highway Six, Giuseppe Arcangeli, e Bruno Riscaldati, Presidente del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia e Monti Sabatini, hanno collaborato in seno all’organizzazione per rendere tangibile squarci di storia italiana che non può essere dimenticata.
 

 

I momenti più intensi della manifestazione si sono scanditi con il passaggio dei mezzi militari in uso nella Seconda Guerra Mondiale, oggi proprietà dei Soci di quattro Associazioni amatoriali provenienti da Venafro, Roma, Nettuno e Torino.

Partito nei giorni 12 e 13 dalla Caserma Cosenz di Bracciano, il corteo, formato da 23 veicoli jeep Willis e Ford originali, sidecar tedeschi e riproduzioni di maggiolini Volkswagen, ha percorso le strade di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Manziana, Canale Monterano, Oriolo Romano, Tolfa e Allumiere.

 

I collezionisti e restauratori degli autoveicoli d’epoca, tutti perfettamente abbigliati con uniformi originali, hanno intrattenuto i visitatori nelle piazze di ogni paese per ripercorrere pezzi di storia contemporanea “che in questo momento si sta un po’ sbriciolando soprattutto nelle nuove generazioni – ha detto il Presidente dell’Associazione Higway Six, Stefano Cardoni, cosicché – vogliamo trasmettere loro la passione verso la cultura storica con lo scopo di evitare che questi oggetti tornino ad essere utilizzati per quello a cui erano destinati”.

All’itinerante “museo” hanno partecipato anche le Associazioni Reenactor Italia 43-45, Winter Line e Normandie 44, tutte facenti parte del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche (CERS).
 

La mostra di miniature allestita dal Gruppo Modellisti Centumcellae di Civitavecchia nei locali dell’Archivio Storico Comunale, l’esposizione dei vari collezionisti di libri, monete e oggettistica risalente al periodo tra la Prima e Seconda Guerra Mondiale in Piazza IV Novembre e la mostra fotografica curata dall’Associazione Fotocinematori in collaborazione con il Lions Club hanno richiamato un pubblico curioso, ma anche molti esperti del settore che hanno dimostrato apprezzamento per l’unicità e l’originalità dei materiali proposti.

 

Interessante si è dimostrato anche il primo Festival Nazionale della Rievocazione Storica “Città di Bracciano” inserito al’interno della manifestazione “Il Soldato” al quale hanno partecipato vari gruppi provenienti da tutto il Lazio.

L’Associazione Culturale “Gruppo Storico Romano” si è aggiudicata il Primo Premio rappresentato dalla targa ricordo e 5mila euro, un riconoscimento conquistato sul campo dai 40 figuranti gladiatori, pretoriani, legionari, patrizi e plebei per la cura dimostrata nell’accampamento allestito sotto le mura del castello, per la riproduzione fedele dei costumi e per il portamento tenuto durante le sfilate che si sono susseguite durante i tre giorni nel cuore medioevale del paese.
 

La Banda musicale dell’Associazione Nazionale Carabinieri e la Jazz Orchestra Shape della NATO hanno radunato nelle sere di venerdì e sabato i turisti presenti nella zona lago e alcuni ristoranti locali si sono attrezzati per proporre pranzi a tema storico.
 

Determinante per la buona riuscita della manifestazione si è dimostrata la partecipazione delle Istituzioni Militari rappresentate nel territorio dalla Scuola di Artiglieria, dal Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle e dell’Aeroporto Savini che hanno collaborato con l’esposizione di veicoli militari e fornito la presenza di professionisti del settore per soddisfare le curiosità dei visitatori.
 

 

Nel complesso la prima rassegna de “Il Soldato” ha presentato un bilancio più che positivo per l’alto valore culturale dimostrato nella promozione di un territorio in cui storia e tradizioni sono fortemente radicate.

Da sottolineare la nota negativa rappresentata dalla scarsa partecipazione dei paesi limitrofi nel proporre attività, come giustamente ha fatto notare l’ideatore della manifestazione, un assenteismo dovuto probabilmente al fatto che “non tutti gli Organi politici hanno l’ardire di proporre eventi che potrebbero essere interpretati come richiamo nostalgico di certi periodi storici”, ma che al contrario “hanno dimostrato l’interesse dei visitatori verso una rievocazione che ha assunto una piega esclusivamente culturale”.
 

I progetti per la prossima edizione sono tanti, primo fra tutti “predisporre l’uniformità degli eventi con il coordinamento del Centro Italia - ha detto Giuseppe Arcangeli – per proporre manifestazioni ad alto spessore in tutto il territorio”.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti dei lettori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gentile Redazione!

 

Rimango colpito e non certo positivamente dalla pubblicazione dell'articolo.

O, meglio, dai suoi contenuti, palesemente da voi non accertati o non accertabili

 

Nonostante la inusuale mobilitazione di risorse (evidentemente quando si vuole si può!) e la massiccia campagna pubblicitaria messe in atto, la manifestazione è stata a mio parere (e non solo mio) un assoluto flop per quanto riguarda l'affluenza di pubblico, sia ai punti di esposizione che alle rassegne.

 

Neanche i concerti mi risultano aver registrato tutta questa straordinaria partecipazione e, per diretta testimonianza, so come le aspettative dei ristoratori siano rimaste completamente deluse.

 

Insomma, detratti dai "visitatori" i familiari, gli amici e gli amici degli amici dei partecipanti alla manifestazione, beh - allora sono stati davvero pochi gli intervenuti.

 

Tirate le somme dei fatti di cui sopra, viene da pensare…: che il "successo" della manifestazione, così come evidentemente percepito e riportato dall'autore dell'articolo, sia forse da ricondursi all'apertura di uno stand con le insegne della "Decima Mas" e similari oggettaglie?

 

Ringraziandovi per l'attenzione,

vostro assiduo lettore

[firmato]

 

 

 

 

Carissimo lettore!

 

Grazie innanzitutto per il contributo - ben accetto ed apprezzato come ogni altro.

 

Gradiremmo comunque fare una precisazione.

 

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Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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