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Bracciano, Roma, venerdì 11 giugno 2010

Bracciano - Sospesa la costruzione degli edifici A e B in Località Prato Giardino: accertata la violazione edilizia

di Iris Novello

 

 

Uno scorcio del megacomplesso di Prato Giardino con i due edifici i cui lavori sono stati bloccati: l'ultimo colpo dritto al cuore del paese. (Foto © Iris Novello)

 


Il personale dello Sportello Unico per l'Edilizia e la Polizia locale dopo un sopralluogo in cantiere constatano lavori eseguiti lavori eseguiti in assenza di titolo abitativo.

Da qualche giorno l’attività lavorativa nel cantiere situato in Località Prato Giardino si è parzialmente bloccata.

In seguito ad un sopralluogo effettuato dalla Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia Urbanistica e dalla Polizia locale, il Dirigente del Dipartimento Tecnico ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori in corso in due dei tre edifici sorti di fronte al Cimitero di Bracciano.
 

 

Durante l’ispezione condotta dal Tecnico del Comune e dal Vigile Urbano è emersa tutta una serie “di lavori eseguiti in assenza di titolo abilitativo”, come fa notare il Dirigente del Dipartimento Tecnico del Comune nell’ordinanza di sospensione lavori consegnata gli ultimi giorni di maggio ai responsabili degli abusi.

 

Le violazioni accertate nei fabbricati A e B riguardano “la superficie totale non autorizzata nel permesso di costruire che risulta essere pari a circa 840 mq – si legge nella relazione elaborata dal Tecnico del Comune e dal Vigile Urbano dopo il sopralluogo – i locali destinati ad autorimessa risultano in parte realizzati fuori dal livello originario del terreno, le aperture di ingresso e le relative rampe di accesso ai due piani sono stati modificati rispetto al progetto approvato e il piano terreno degli immobili con destinazione residenziale risulta impostato ad una altezza fuori terra superiore a 1.50 metri rispetto allo stato ante operam.

 

Inoltre – continua la nota - i due piani dell’immobile del fabbricato A destinati ad autorimessa e in adiacenza della Via Udino Bombieri sono quasi completamente al di fuori del livello originario del terreno nello stato ante operam.

Si precisa che i suddetti lavori sono stati realizzati in assenza di titolo edilizio abilitativo (DIA o permessi a costruire) rilasciato dallo Sportello Unico per l’Edilizia e che la Società costruttrice ha presentato delle richieste di variante che non sono mai state approvate, così come per le proposte dettagliatamente indicate dalla Ditta nella nota stessa a tutt’oggi non c’è approvazione dall’Amministrazione.
 

Risultano in corso di realizzazione due strade sterrate di accesso ai locali destinati ad autorimessa in parte su aree di proprietà del Comune e all’interno del vincolo cimiteriale – si legge ancora nella relazione – e sono stati realizzati dei rinterri su una area destinata da Piano Regolatore Generale a parcheggio pubblico”.

 

 

In base all’Art. 63 tale zona è indicata per la creazione di parchi urbani e di quartiere e alla realizzazione delle relative attrezzature, consentendo unicamente le costruzioni che integrano la destinazione della zona, ovvero attrezzature da destinare al gioco dei bambini, chioschi, servizi igienici.
 

Il sopralluogo dei Tecnici, avvenuto su richiesta dell’Assessore all’Urbanistica in data 6 maggio per permettere “una apposita relazione finale per l’intero complesso che definisca se lo stato attuale dei luoghi sia conforme o meno con quanto approvato”, posticipa la serie di interrogazioni poste dalla Minoranza Consiliare, oltre alle denunce presentate dal Consigliere Armando Tondinelli alla Regione Lazio.
 

“Considerato che la volumetria di circa 14.000 metri cubi che si sta realizzando all’interno del centro urbano è di particolare impatto ambientale rispetto alla zona in cui viene realizzata, riconosciuta dalla collettività come una delle più panoramiche e qualificanti della nostra cittadina – hanno scritto i Consiglieri del PdL il 17 novembre e in una successiva nota il 29 dicembre del 2009 – in seguito alle numerose sollecitazioni dei cittadini che vogliono conoscere e verificare la legittimità del permesso di costruire, della regolarità dei capisaldi altimetrici e dei movimenti di terra rispetto alla normativa vigente e al Regolamento Edilizio Comunale, richiediamo un immediato intervento per la verifica e il controllo dei lavori”.
 

Nella risposta scritta, datata 3 febbraio 2010, il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica hanno fatto notare che “sulla base dei rilievi effettuati e dai riscontri tecnici dell’Ufficio non sono emerse irregolarità nella esecuzione dei lavori da parte della Ditta titolare rispetto al progetto esaminato con esito favorevole dalla Commissione Edilizia Comunale e poi licenziato dal Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia.

Si evidenzia comunque – si legge nella formale risposta di riscontro – che proprio per il particolare interesse che riveste l’area di intervento, è stato richiesto alla Società intestataria del permesso di costruire n. 45 dell’11 giugno 2009, di presentare un esatto rilievo dei luoghi stessi ad opere ultimate.

Ciò al fine di verificare l’incidenza dei lavori sulla viabilità di zona, l’eventuale impatto ambientale e le opere di urbanizzazione previste o da integrare”.
 

 

Al Dipartimento Territorio Struttura Affari Generali della Regione Lazio il 9 marzo è pervenuta invece la protesta del Consigliere di opposizione, il quale ha lamentato il mancato richiamo “nella nota di risposta del Sindaco e Assessore degli estremi dei riscontri tecnici dell’Ufficio e la specifica se tale riscontro effettuato ha riguardato, oltre alla conformità tra i lavori eseguiti post 11 giugno 2009 e quelli autorizzati nel progetto presentato l’11 aprile del 2008, oltre alla conformità di tale progetto al parere istruttorio rilasciato dallo Sportello Unico per l’Edilizia in data 6 aprile 2008.”.

 

Il Consigliere Tondinelli inoltre ha evidenziato il fatto che “il Responsabile dello Sportello Unico ha affidato, con il consapevole avallo del Segretario Generale, del Sindaco, dell’Assessore all’Urbanistica, della Giunta Comunale, una attività professionale impregnata sulla verifica e accertamento della legittimità di un permesso di costruire rilasciato, ad un professionista socio di un membro della Commissione Edilizia e ha reso partecipe, addirittura permettendo la sottoscrizione a firma congiunta del provvedimento 16 dicembre 2009, sia della nomina del professionista a cui affidare l’incarico, sia dell’attività di accertamento e verifica che questi avrebbe dovuto svolgere nell’interesse della pubblica utilità, il Direttore dei lavori, si deve supporre della Società costruttrice, anch’esso membro della Commissione Edilizia”.
 

Tra le altre considerazioni Tondinelli ha fatto notare che “il permesso di costruire n. 45 del 2009 può legittimamente consentire nell’eventualità, riguardo ai piani interrati, solo un modesto livellamento del terreno circostante e non il rinterro di decine di metri come avvenuto in alcuni punti, tanto da necessitare la costruzione di muri di sostegno in cemento armato alti quasi tre metri” e ha accusato i Responsabili dei competenti Uffici del Comune di aver “omesso e disatteso l’applicazione della normativa in materia di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, con particolare riferimento a quanto previsto, stabilito e disciplinato dal D.P.R. 380/2001 coordinato con le innovazioni della Legge Regionale Lazio n. 15 dell’11 agosto 2008, nonché dal Testo normativo del Dipartimento Territorio, Direzione regionale Territorio Urbanistica, Area D2 2b II”.
 

 

Inizialmente, come ha fatto notare la Società Prato Giardino Costruzioni SpA, il permesso di costruire il complesso edilizio destinato a civile abitazione è stato rilasciato in data 11 giugno 2009 dal Comune di Bracciano agli Odescalchi “in ottemperanza a transazione-convenzione stipulata tra l’Amministrazione e i signori Proprietari del Castello per la definizione di una serie di diritti ed azioni pendenti tra le parti”.

 

I lavori, iniziati nell’agosto del 2009 dalla Società Prato Giardino Costruzioni (subentrata alla titolarità del diritto a costruire) sono regolarmente proseguiti fino all’ottobre dello stesso anno, quando una serie di richieste inerenti gli elaborati grafici integrativi e relazioni tecniche hanno rallentato la messa in opera degli edifici.
 

“Ove l’Amministrazione decidesse di assumere provvedimenti sanzionatori in merito alle dedotte circostanze – ha scritto il 29 marzo 2010 il Rappresentante della Società al Sindaco, all’Assessore all’Urbanistica e al Capo Area S.U.E - le uniche norme di riferimento non potrebbero che essere quelle degli artt. 34 e 38 DPR 380/2001, visto lo stato avanzato dei lavori”.

 

La Società ha inoltre proposto all’Amministrazione una soluzione progettuale che preveda “la realizzazione di gradoni con struttura di legno e vegetazione arborea a monte di Via Bombieri e la realizzazione del parcheggio pubblico delle aree adiacenti Via Prato Giardino con la sistemazione dell’area come indicato negli atti tecnici e amministrativi della DIA n. 303/Dia/09.

L’importo complessivo di spesa, sicuramente di gran lunga superiore ad ogni altra sanzione non è inferiore a 166.085,52 circa più IVA – ha scritto la Srl che ha anche specificato che “i lavori verrebbero garantiti mediante prestazione di polizza fideiussoria di pari importo”.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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