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Voci dal territorio

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Roma, domenica 6 giugno 2010

“Grazie per aver agito!” - Gaza: investigare l’assalto, rimuovere il blocco

Fonte: avaaz.org "Il Mondo in Azione" su segnalazione di Pietro Barlesi

 

 


"Grazie per aver firmato la petizione!

Il tuo nome è stato aggiunto.

La campagna sta raggiungendo ogni angolo del mondo: più persone si uniranno alla campagna, più forte sarà il nostro messaggio.

Aiutaci a spargere la voce!
Grazie di cuore,
Il Team Avaaz"


Cari amici,

Il sanguinoso raid israeliano contro le navi che trasportavano aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza ha scioccato il mondo.
 


Come ogni altro Stato, Israele ha il diritto di difendersi, ma questo è stato un ingiustificato e deplorevole atto di violenza per difendere un altrettanto ingiustificato deplorevole atto di violenza - il blocco di Gaza, dove due terzi delle famiglie rischiano l’emergenza alimentare.

Le Nazioni Unite, l’Unione Europea e quasi ogni Governo e organizzazione multilaterale hanno chiesto allo Stato d’Israele di togliere il blocco e, adesso, chiedono l’apertura di un’inchiesta sul raid contro la flotta.

Tuttavia, senza le pressioni dell’opinione pubblica, i leader mondiali potrebbero limitarsi a semplici parole di condanna - come hanno spesso fatto in passato.

Facciamo sì che la protesta del mondo sia impossibile da ignorare.

Firma la petizione per chiedere un’inchiesta internazionale imparziale sull’assalto, la punizione dei responsabili e la rimozione immediata del blocco di Gaza - clicca qui per firmare la petizione e inoltra il messaggio a tutti quelli che conosci!
 


Appena avremo raggiunto 200.000 firme
[*], consegneremo la petizione alle Nazioni Unite e ai Capi di Stato mondiali - e continueremo a farlo via via che le adesioni aumenteranno e i leader dovranno prenderne atto.

In momenti critici come questo, una massiccia mobilitazione internazionale può dimostrare ai potenti che brevi commenti e comunicati stampa non bastano - gli occhi del mondo sono su di loro e chiedono giustizia.

Mentre l’UE decide se intensificare i suoi rapporti commerciali con Israele, quando Obama e il Congresso degli Stati Uniti dovranno decidere la spesa militare del prossimo anno a sostegno di Israele, quando i Paesi vicini come Turchia o Egitto dovranno decidere le loro prossime azioni diplomatiche - facciamo sì che la voce del mondo sia impossibile da ignorare: è l’ora della verità e della giustizia sul raid israeliano contro la
Freedom Flottilla, è ora che Israele si adegui alle leggi internazionali e metta fine al blocco di Gaza.

 

Firma adesso e inoltra il messaggio!

 

Quasi tutti condividiamo lo stesso sogno: vedere Israele e Palestina coesistere l’uno a fianco dell’altro come due Stati liberi.

Ma il blocco e la violenza messa in atto per difenderlo impediscono che quel sogno diventi realtà.

Queste sono le parole di un giornalista israeliano ai suoi compatrioti apparse sul quotidiano Ha'aretz:

"Non stiamo più difendendo Israele.

Stiamo difendendo l’occupazione.

E l’occupazione di Gaza si sta trasformando nel Vietnam d’Israele."

Migliaia di pacifisti in Israele hanno protestato contro il raid e il blocco in diverse manifestazioni ad Haifa, Tel Aviv e Gerusalemme - unendosi alle molte altre dimostrazioni in tutto il mondo.
Indipendentemente da chi per primo abbia aperto il fuoco (l’Esercito israeliano sostiene di non aver iniziato la violenza), il Governo israeliano ha inviato un commando armato per assaltare una flotta di navi in acque internazionali che portava medicine e rifornimenti alimentari a Gaza.
Questo attacco è costato la vita a molti.

Queste vite sono perse per sempre.

Ma forse, insieme, possiamo fare sì che questa tragedia sia il seme di una svolta - se lanciamo un forte appello corale in nome della giustizia e della pace.
 


Con speranza,

Ricken, Alice, Raluca, Paul e tutto il Team Avaaz


 

[In questo momento hanno già firmato 410.394 persone da tutto il mondo.

Fa contare la tua firma! - Nota della Redazione]
 

 


Avaaz significa "voce" in molte lingue
 

Avaaz.org è un'organizzazione non profit e indipendente con 4,9 milioni di membri di tutto il mondo, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali.

 

Avaaz non riceve fondi da Governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra.

Clicca qui per avere maggiori informazioni sulle nostre campagne.

E non dimenticare di andare a vedere le nostre pagine: Facebook, Myspace e Bebo.

Per metterti in contatto con Avaaz scrivici una mail a
info@avaaz.org, telefonaci allo +1 888 922 8229 oppure invia una lettera al nostro ufficio di New York:

Avaaz

857 Broadway, 3rd floor

New York, NY 10003

U.S.A.

 

Il sito in italiano www.avaaz.org/it


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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