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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Calcata, Viterbo, sabato 5 giugno 2010 Epitaffio poetico-drammatico per il Quinto “Cavaliere” dell'Apocalisse: quello di Arcore
Silvio Berlusconi il Quinto Cavaliere dell'Apocalisse? (Foto di archivio)
“Il santo non accumula; più dà agli altri e più profitto ne ricava; la via del santo è operare ma non contendere”
Lao Tze
Chuang Tze
Guardate bene adesso, là sulla destra, c’è lui: il Quinto Cavaliere,
quello di Arcore.
Suda freddo e trasmette freddo, ma il volto è ridanciano, la cavalcatura bardata d’oro e di gemme, il titolo e lo stemma disegnati sullo scudo sono lucenti, la sua epidermide è tirata, l’occhio vitreo, il sorriso stampato.
Poverino! Non sa quando, ma sa che un giorno “oggi o fra cento anni” giungerà alla sua odiata destinazione, la resa dei conti, la perdita di ogni suo bene. Quando giungerà quel giorno… non la lunga lancia o la spada affilata, non il nero destriero o l’armatura smagliante, nemmeno uno spillo minuto potrà recare con sé.
La vera immagine di Dorian Grey già si
riflette sul suo look, ora lucidato a festa! Quanta paura di perder tutto: quel che ha guadagnato, rubato, espugnato, occupato, pensando che fosse diventato tutto suo… Giacché il male di quel quarto livello è il sentirsi padroni di ciò che ci circonda, ci si identifica con il possesso: “quel che è mio è mio e anche quel che è tuo è mio”.
Comunismo ad personam. Come ha potuto appropriarsi di così tanto?
L’interezza di quel che gli è venuto a
tiro? Purtroppo lui ricorda e conosce questa legge della natura, la quarta legge. Egli infatti la incarna, in negativo…
È l’amore per la propria persona che diventa legge, che si fa vincolo, nel porre gli altri in asservimento, è l’adattamento degli altri alle proprie esigenze, la filosofia dell’utopia personale istituzionalizzata, l’idealità illusoria del singolare che si traveste da sociale e pubblico, l’arroganza del raggiungimento, la scalata nel fittizio, l’accaparramento del futile, la rappresentazione di un potere furbo, in cui c’è anche amore...
Ma è solo amore per il piccolo sé: un
amore edonistico riflesso nello specchio dell’ego. Già lo vedo caracollare, già il sorriso si fa ghigno.
“…
oggi o fra cento anni, non sai quando verrà la confisca dei beni!”
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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