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Calcata, Viterbo, venerdì 4 giugno 2010

Lettera aperta ai web-dipendenti: “Informazioni, immagini, forme-pensiero e leggende nella comunicazione in rete”

di Paolo D’Arpini

 

 

"The Web" - la Ragnatela. (Foto di archivio)

 

 

Sovente ricevo comunicazioni melodrammatiche su fatti trascorsi da tempo e spacciati per nuovi: magari gli autori non sanno nemmeno più cos’altro scrivere, avendo esaurito la scorta di novità…

Ma, non demordono.

Infatti osservo che alcuni amici restano avvinghiati al computer come se - malati d’asma - fossero attaccati al tubo dell’ossigeno.

Soprattutto è su Facebook oppure sui siti di gossip che si perde tempo, per non parlare dei siti per la ricerca di anime gemelle, scambi di musiche, acquisti on line, etc.

Ogni tanto “qualche amica”, che non nomino, mi ha confessato di stare sveglia tutta la notte appiccicata al computer, incapace di staccarsi dalle tentazioni del web
Il brutto è che lei crede addirittura che, così facendo, si svolge un’azione sociale e di utilità informativa ed allo stesso tempo magari ha completamente smossa di scrivermi qualsiasi cosa di personale, limitandosi alle comunicazioni di servizio collettivo.

Sono costernato: eppure anch’io sto qua a scrivere, lettere su lettere, articoli su articoli, pensando di svolgere un dovere, cercando di mantenere nel web
un minimo di concretezza od almeno un ectoplasmica presenza umana…

E lo faccio ogni giorno, lo sto facendo pure adesso e vi inviterò a leggere le mie elucubrazioni in tal modo rientrando nel mucchio dei web-dipendenti, volente o nolente, e chiamando la mia azione “comunicazione”!
 


Cari amici del web,

 

vorrei porvi una domanda: è possibile la comunicazione su internet?

Pensate realmente che essa possa influire sui costumi e sulla politica?

Ritenete che questa marea di informazioni in continuo flusso che inviate e ricevete possa influenzare la vostra vita e quella delle persone alle quali vi rivolgete con il computer che avete davanti agli occhi?
 


Alcuni psicostorici ritengono che solo le forme pensiero che siano sostenute da immagini accompagnate da emozioni e sentimenti, oltre che da intelligenza, possano essere recepite nel subconscio e quindi entrare a far parte della cultura umana.
Infatti dal subconscio le forme-pensiero vengono inizialmente rielaborate in sogni, immaginazioni, invenzioni e successivamente in credenze, filosofie, religioni, ideologie, etc.

Il processo quindi della trasmissione ed assimilazione delle notizie ricevute, nel contesto culturale umano, è alquanto complesso e può richiedere anni ed anni.

In effetti le attuali forme-pensiero, quelle consolidate nelle nostra società, sono il risultato di una lenta crescita all'interno della psiche collettiva, una crescita che è iniziata parecchie centinaia e migliaia di anni fa...

 

Lo dimostra anche il fatto che le religioni - ad esempio - hanno durata millenaria.

E non parlo solo del Cristianesimo o Giudaismo o Islamismo, che sono, tutto sommato, alquanto recenti, mi riferisco invece alle religioni matristiche ed animistiche, che hanno avuto incubazioni di migliaia di anni e sono ancora presenti in vari modi nella nostra cultura attuale.

 

Questo perché, come avviene in natura e nel mondo della fisica, "nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma".

La trasformazione comunicativa, sempre in corso perenne, ha subito una forte accelerazione con internet, una accelerazione che è iniziata prima in forma passiva con la radio e la televisione ed ora è diventata interattiva con il web.

 

 

Torniamo alla questione iniziale e vediamo se esiste una risposta, o più risposte alle domande, e qui inserisco alcune ipotesi.

“… le previsioni sono sempre difficili e qualsiasi previsione è ipotetica.

Per quanto riguarda questo aspetto, dobbiamo riferirci alla documentazione storica.
E la storia ci insegna che le grandi rivoluzioni sono in realtà trasformazione del sistema “comunicazionale”.

Ad esempio come accadde con la invenzione della stampa oppure nel modo in cui avvengono le trasformazioni linguistiche (gli slang).

In passato abbiamo visto che il potere della Chiesa, così come il potere medico, è caduto in lenta e graduale decadenza con l'abbandono del latino e ciò non perché gli addetti ai lavori non capissero le conseguenze di tale scelta, ma perché era inevitabile nel processo di modernizzazione…

Con l'invenzione della stampa – ad esempio - il primo libro veicolato è stato la Bibbia, ma non quella controllata dalla Chiesa Cattolica… da qui la forza di Lutero e gli altri riformisti.

Il controllo del mezzo di comunicazione significa il controllo di tutto il resto”.

 

Giorgio Vitali
 


Ma vediamo bene: è forse possibile un controllo sui modi espressivi della comunicazione?

In effetti anche l’ipotetico controllo deve tener conto delle mutazioni in cui l’informazione e la trasmissione del pensiero si muove.

Succede così una evoluzione fatale nella conquista elettronica, come sta avvenendo proprio su
internet, costruita inizialmente per motivi di supremazia militare e politica, che alla fine si è democratizzata per forza propria.

La comunicazione interattiva, una volta avviata, ha preso il sopravvento ed il numero di messaggi partiti ed arrivati è inestinguibile!

La rincorsa del potere che cerca di correre ai ripari è perlomeno altrettanto caotica che l’immissione stessa su internet di notizie incontrollabili.

Chi detiene ipotetici poteri di controllo cerca di controbilanciare quella messe di nuove idee, come in passato fecero al Concilio di Trento… creando realtà paramassoniche, i Gesuiti, i dottrinari, gli inquisitori mediatici ed altro ancora.

E di fronte all'affievolirsi della fede nei dogmi ci provarono con l'Opus Dei, i Cavalieri di Cristo, i Focolari, i Legionari di Cristo.

Cercando cioè di rintuzzare la fantasia con altrettanta fantasia.

 

Alla fine la diffusione del pensiero laico ed il recupero di dottrine esoteriche, tenute "occulte" per ragioni di sicurezza, hanno preso il sopravvento sul dogmatismo religioso.

Su internet un nuovo processo informativo (e siamo solo agli inizi!) è ormai avviato e sarà difficilissimo bloccarlo.

 

Ed a poco serve l'utilizzo di altre indicazioni veicolate dai Media facenti parte del Sistema.

Anzi, è proprio il gioco dell' evasione, dell’inosservanza, che consente ai “violatori” di trionfare su internet.
 


Ecco cosa ne pensa un altro internauta, Enrico Galoppini:

 

“... internet è già sfuggito di mano agli apprendisti stregoni che lo hanno inventato.

Per loro era necessario alla logica della globalizzazione, per spostare informazioni e miliardi (di dollari o di euro non importa) da un capo all'altro del mondo con un click.

È utile anche per intorpidire la mente dei gonzi con il sesso facile su internet.

Ma non sospettavano il focolaio, in netta espansione, delle idee eterodosse.

In Canada avrebbero trovato una soluzione di controllo: se tu navighi su certi siti (quelli dei padroni del vapore) hai tutto compreso nel pacchetto; se navighi al di fuori paghi per il tempo di connessione tariffe proibitive.

I Canadesi però si sono ribellati e la partita è aperta”.
 


Malgrado le varie visioni e strumentalizzazioni del nuovo metodo di comunicazione globale, abbiamo comunque visto che gli “argomenti” che più coinvolgono gli utenti sono in fondo sempre gli stessi: religione, sesso, costume e qui aggiungerei anche “mito”.

Il mito è infatti un elemento ricorrente in ogni modo comunicativo, è il ponte fra la realtà e la fantasia.

Su
internet scorgiamo la presenza fantastica nelle cosiddette “leggende metropolitane” ovvero storie immesse nel web al limite della credibilità, storie che rappresentano quello che si vorrebbe credere vero e che magari viene anche ritenuto vero in uno spazio della mente.

Insomma attraverso queste cronache si ricrea il meccanismo della narrazione primitiva della tribù attorno al fuoco e delle avventure raccontate, che diedero origine alle immagini di draghi, chimere, fantasmi, dei, demoni ed eroi.

Sono quelle “forme-pensiero” in grado di assumere una consistenza abbastanza forte da poter essere ritrasmesse e divenire parte integrante della cultura.

Ed anche questa lunga lettera, ovviamente, rientra in questo processo formativo al limite del fantastico, in cui si dice e non si dice, si evoca ma si distingue, in cui la realtà del
web viene comparata al sogno ed alla creazione onirica.

Ecco siamo in piena leggenda letteraria metropolitana!
 


Vi ringrazio dell’attenzione prestata e - se volete - scrivete la vostra opinione e commento e la pubblicherò (così restiamo un altro po’ connessi…).

 

Grazie! 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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