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Roma, mercoledì 2 giugno 2010

Di male in peggio con l'emendamento proposto da PdL e Lega al Disegno di Legge sulle intercettazioni - Violenza su minori: niente arresto per episodi “di lieve entità”!?

di Valerio Arenare, Vice Segretario Nazionale Movimento “Patria Nostra, Noi Amiamo l'Italia”

 

 

Il logo della campagna internazionale "Stop Child Abuse" - "Mettiamo fine agli abusi sui minori!".

 


Al Movimento “Patria Nostra, Noi Amiamo l’Italia” NON piace l'emendamento presentato da PdL e Lega al DdL sulle intercettazioni!

Il PdL afferma di voler sanare con l'emendamento proposto, un errore, in quanto essendo la legge sulla pedofilia equiparata a quella sulla violenza sessuale, per renderla del tutto identica, è necessario inserire anche la norma che prevede "la non obbligatorietà dell'arresto in flagranza di reato, se la violenza è di lieve entità".


“La Commissione giustizia del Senato - si legge nel comunicato del gruppo PdL - ha con grande senso di responsabilità ulteriormente ampliato i casi di arresto obbligatorio in flagranza prevedendo che anche nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni si applichi la stessa normativa della violenza sessuale.

Per un mero errore materiale non era stata prevista la non applicabilità dell'arresto obbligatorio nei casi di minore gravità così come già avviene per la violenza sessuale.

Tale omissione avrebbe reso la norma incostituzionale sia per la disparità con la violenza sessuale, sia perché la pena nel minimo, nei casi di minore gravità, è ampiamente al di sotto della soglia della sospensione condizionale e dell'affidamento in prova”.

 

 

Tutto ciò è vergognoso.

 

Le domande che mi pongo sono le seguenti:
 

1) che cosa si intende per "lieve entità"?


2)
un tentativo di stupro bloccato, quindi effettivamente non compiuto,

dall'intervento di un passante è da ritenersi "di lieve entità"?


3)
una donna adulta può rifilare uno schiaffone al molestato e successivamente

ricorrere alla polizia, ma un bimbo può fare altrettanto?

 


E mi fermo qui con le domande, ne avrei tantissime da fare, sopratutto a chi ha avuto questa grande idea, però voglio farvi capire meglio cosa accade con questo esempio.
 

Una ragazza disabile è riuscita a fuggire dal suo aggressore e a denunciarlo.

L'uomo, condannato in primo grado a quattro anni, si è visto dimezzare la pena in appello perché il tipo di violenza sessuale è stata considerata di "lieve entità".

Dunque quell'uomo non farà un solo giorno di carcere, mentre le ripercussioni psicologiche che la ragazza dovrà affrontare saranno perpetue.

 

Immaginate il danno che una violenza anche "lieve" potrebbe provocare nella mente di un bambino!

I rischi di una norma del genere applicata anche alla pedofilia, quindi, sono molteplici.

 

Pensiamo al caso di Don Marco Cerullo, sorpreso in auto con un suo alunno di 12 anni, nell'atto di un rapporto orale.

Don Marco è stato arrestato e successivamente condannato, ma chi può assicurarci che un giorno qualcuno non reputi un rapporto orale una violenza di "lieve entità" rispetto ad un altro tipo di violenza sessuale?

Adesso, una cosa del genere sarebbe impensabile, ma in futuro?

Questo "perfezionismo legislativo", non potrebbe offrire ai pedofili la possibilità di alleggerire la loro posizione processuale?
 

Allo stato attuale i minori incontrano già enormi difficoltà nell’essere creduti quando denunciano un abuso, se poi dovesse essere messa in discussione anche la gravità del tipo di abuso subìto tutto si complicherebbe ulteriormente.

 

Con questo emendamento credo si sia superato il limite della decenza.

 

Possiamo accettare (anche se con il sangue avvelenato) l’incremento delle tasse, possiamo accettare i sacrifici, possiamo accettare l'arroganza della Lega, ma questo no!
Abbiamo permesso ad un pedofilo di andare in TV in prima serata sulle reti nazionali, ora vogliamo permettere a pedofili e stupratori di poter impunemente commettere "lievi" crimini sessuali?
 

Invierò una mail di protesta al Presidente della Repubblica e a breve, insieme ai Dirigenti del Movimento Patria Nostra, concorderò una data per andare a protestare davanti al Ministero delle Pari Opportunità!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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