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Calcata, Viterbo, sabato 15 maggio 2010

Montalto di Castro - Il nucleare “impossibile”: le ragioni tecniche di Giorgio Nebbia e Paolo D'Arpini

di Paolo D’Arpini

 

 

NO al nucleare di Montalto di Castro!



A mio modesto parere un aspetto importante delle improponibilità del nucleare in Italia sta nella impossibilità di trovare una localizzazione accettabile ai sensi delle norme di sicurezza.

Un problema di geografia e geologia, quindi, una revisione critica dei caratteri dei "siti" proposti in passato per la localizzazione sia delle centrali, sia dei depositi di scorie, alla luce dei vincoli indicati dal comma 1, articolo 8, del Decreto Legislativo 22-12-2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 08-03-2010, in relazione a:

  "a) popolazione e fattori socio-economici;
   b) idrologia e risorse idriche;
   c) fattori meteorologici;
   d) biodiversità;
   e) geofisica e geologia;
   f) valore paesaggistico;
   g) valore architettonico-storico;
   h) accessibilità;
   i) sismo-tettonica;
   l) distanza da aree abitate e da infrastrutture di trasporto;
 m) strategicità dell'area per il sistema energetico e caratteristiche della rete

elettrica;

  n) rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante."

Negli anni settanta e ottanta fu possibile sventare varie localizzazioni proprio mostrando la inadeguatezza dei caratteri geografici e geologici dei siti proposti (Puglia, Molise, Mantovano), andando a spiegare, paese per paese, che di lì passava una strada, che lì vicino c'era una fabbrica a rischio o un deposito militare, che si trattava di una golena, che la zona era esposta a frane, che non c'era sufficiente acqua di raffreddamento, eccetera.

 

Nelle fondazioni della stessa centrale di Caorso, nella zona golenale del Po, ci sono sempre state infiltrazioni di acqua del fiume.

Lo stesso sito di Montalto è a pochi chilometri dalla Statale Aurelia e dalla linea ferroviaria che collega il centro-sud con Genova, Torino, la Francia, percorsa dal traffico passeggeri e merci, anche pericolose.

Giorgio Nebbia
 

 

Post scriptum

Riguardo all'ipotesi d'istallazione di un impianto nucleare a Montalto di Castro vorrei aggiungere, alle ragioni sollevate dal Prof. Giorgio Nebbia, anche alcune motivazioni "sociologiche" e "naturalistiche".
 

a) La vicinanza con Roma, la capitale d'Italia, creerebbe un target molto interessante per il

terrorismo internazionale.

Anche con una minibomba piazzata nell'ipotetica nuova centrale, si metterebbe a rischio la sopravvivenza di milioni di persone.

Inoltre la vicinanza del Vaticano é una ulteriore ragione per l'aumento del rischio attentati, soprattutto oggi che la "guerra religiosa" fra Islam e Cristianesimo con le politiche attuali sta subendo un'impennata paurosa (vedi i continui eccidi in Africa ed in Asia, etc.).

 

b) Il raffreddamento tecnico dell'impianto, che dovrebbe essere effettuato utilizzando le

acque del Tirreno, porterebbe ad un eccessivo riscaldamento del biosistema costale, con conseguente sconvolgimento e distruzione della vita acquatica (pesci ed alghe).

 

c) La contemporanea presenza nell'area di Montalto di Castro e Civitavecchia di due

preesistenti enormi impianti di produzione elettrica, di cui uno a carbone, i quali già sono fonte di un tremendo inquinamento dell'aria, della terra e dell'acqua, sommandovi l'eventuale impianto nucleare (alcune fonti parlano di due nuovi impianti che andrebbero forse a sostituire quelli a policombustibile) l'equilibrio bio-sistemico già precario collasserebbe definitivamente, creando un deserto su tutta la costa tirrenica: Lazio e Toscana sino alla Campania.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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