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Calcata, Viterbo, sabato 8 maggio 2010

“A Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo...” - Lettere Aperte per il salvataggio del Bullicame di Viterbo

di Paolo D’Arpini

 

 

NO al mega-aeroporto di Viterbo!


Inoltro volentieri gli appelli al Ministro Brambilla, anche in considerazione che il 30 maggio 2010 alle ore 11.00 abbiamo fissato un appuntamento al Bullicame, nell'ambito della Biennale d'Arte Creativa di Viterbo e della seconda Festa del Bullicame, dove é prevista una recita di poesie a cura di Giovanni Faperdue ed un bagno nella pozza calda con successivo pic-nic vegetariano al sacco in loco.

 

È pertanto necessario che per quella data sia tutto in ordine nel sito del Bullicame e che l'acqua calda sia disponibile ed in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze terapeutiche dei bagnanti.

 


"Gentile Ministra del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla,

le scriviamo per segnalarle l'illiceità e l'insensatezza della realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge a Viterbo; e per chiedere la sua rinnovata attenzione ed il suo impegno in difesa dell'ambiente e della salute della popolazione di Viterbo, dei beni paesaggistici e culturali, delle autentiche vocazioni produttive del territorio, del vero e valido turismo che deve essere rispettoso dei luoghi, delle culture, delle tradizioni, delle risorse locali.

Come lei già sa, la realizzazione di un mega-aeroporto nella preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria, un'area di immenso pregio ambientale, culturale e terapeutico, e a ridosso di popolosi quartieri della città, avrebbe come immediate conseguenze:

 

- lo scempio dell'area del Bullicame e dei beni ambientali e culturali che vi si

trovano;

 

- la devastazione dell'agricoltura della zona circostante;

 

- l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali;

 

- un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico che sarà

di grave nocumento per la salute e la qualità della vita della popolazione locale (l'area é nei pressi di popolosi quartieri della città);

 

- il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio già gravato da

pesanti servitù; uno sperpero colossale di soldi pubblici;

 

- una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di

salvaguardia presenti nel territorio.


Lei sa anche:

 
- che un mega-aeroporto produce un enorme inquinamento che provoca gravi  

danni alla salute della popolazione che vive nei dintorni; 

 

- che nel caso specifico del mega-aeroporto a Viterbo manca completamente la 

Valutazione d'impatto ambientale, obbligatoria per legge;

 

- che la Magistratura viterbese ha già emesso avvisi di garanzia per il reato di 

corruzione a carico di Amministratori e Dirigenti del Comune di Viterbo in relazione alla modifica del Piano Regolatore nelle aree toccate dalle opere connesse alla realizzazione del mega-aeroporto.

 

Paolo D'Arpini"

 

 


"Gentile Ministra del Turismo,
 

Viterbo nell'ambito della mobilità ha bisogno non di un insensato ed illegale mega-aeroporto, ma di migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia; una mobilità coerente con la difesa e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e delle vocazioni produttive del territorio viterbese.

Migliaia di cittadini e centinaia di illustri scienziati, docenti universitari, illustri personalità delle Istituzioni, della cultura, della vita civile hanno già aderito al nostro Appello in difesa del Bullicame, dell'ambiente, dei diritti dei cittadini, per il rispetto delle legge vigenti.
 


Gentile Ministra del Turismo,
con la presente lettera vorremmo chiedere un suo pronunciamento ed un suo impegno per impedire che si realizzi un crimine ed una follia, il crimine e la follia costituiti dalla realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.

Siamo peraltro a sua disposizione per illustrare dettagliatamente e con dovizia di documentazione quanto sopra sommariamente esposto.

 

Auspicando un cenno di riscontro, voglia gradire distinti saluti,

Antonella Litta"
 

 

Antonella Litta
Comitato "Coi Piedi per Terra"
338-381 00 91

antonella.litta@gmail.com 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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