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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Spalato, Croazia, domenica 25 aprile 2010
Sessantacinque anni - ma di "Storia"?
Senza memoria non esiste futuro.
La si deve raccontare per poterla analizzare il più possibile, ancora e di nuovo.
E, per quanto assurdo suoni, la si deve alla fine saper condividere.
Perché la Storia non è una, ma tante
storie in una. Placebi mediatici cercano sistematicamente di distrarci, di alienarci dal nostro Presente, storia di un auspicabile Futuro.
Perché la Storia non si sogna e non si
inventa. La si fà! Poi la si documenta: per ricordarla, ricordarla per trasmettere valori più che fatti.
Questa in fondo l'essenza del nostro
vivere evolutivo, anche socialmente.
In tale contesto e prospettiva il dovere della memoria, prima che obbligo morale, costituisce una pura "necessità". Le esperienze, e sopra tutte tra loro proprio le più negative, le più terribili, vanno gelosamente protette e conservate come preziosa eredità ed incommensurabile patrimonio.
Della Storia fa purtroppo parte anche il prezzo di sangue pagato dalle generazioni passate. È in effetti un generoso investimento a vantaggio delle generazioni future - la nostra, quelle dei nostri figli, dei figli dei figli: il loro vissuto rimarrà dentro il nostro "vivere insieme".
La Storia acquista così significato entrando nella mia vita quanto in quella degli altri. Allora "ricordare" non è una cerimonia, discorsi, simboli e motti di opposti, fiori e fanfare. È far "continuare a vivere" ciascuna di quelle persone, anche le tante sconosciute, le più anonime, di ideali diversi, perché a tutti - indistintamente - dobbiamo il nostro ricordo.
Uno spirito dialettico non ha senso se non è costruttivo. La Storia non cancella comunque responsabilità, meriti o demeriti, di singoli o di gruppi. Una memoria collettiva recupera più che per condannare per cercare di capire.
La società è colloquio, dialogo, cooperazione, sinergia. Gli ideali si contrappongono perché dal confronto nascano idee e comportamenti migliori.
Purché sia sempre l'uomo al centro della
società e della sua storia!
Senza dignità e rispetto della persona non esiste giustizia. Senza giustizia non esiste libertà per cui valga combattere. La Storia è fatta di carne e ossa, passioni, incontri e scontri, mai di apatia o indifferenza.
Nonostante ciò la creazione di una nuova
"cultura" non solo è possibile, ma imperativa. E noi non viviamo né "da noi" né solo "per noi", ma grazie a chi ci ha dolorosamente preceduto e per chi - sperando meno faticosamente - ci seguirà.
La "capacità di ricordare" è l'indicatore ultimo dello stato di salute, anche della società. La "memoria collettiva" è anzi il fondamento di una società e la sua stessa cultura. E la "solidarietà" verso un futuro comune ne è il collante.
L'approccio del "non è mai accaduto" è
quindi non solo vano, ma stupido e pericoloso. Si ridurrebbe alla maledizione di uno sterile "passato rivissuto", per sempre.
Buona memoria a tutti! Buon 25 aprile!
Buon futuro!
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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