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Calcata, Viterbo, venerdì 23 aprile 2010

 

 

      S   P   E   C   I   A   L   E        “R  E  P  U  B  B  L  I  C  A”      

 

 

L'Italia nuova Repubblica di Weimar*? - Sempre più torbida la situazione politica: verso l'ingovernabilità o la dittatura?

Comunicato Stampa Circolo Vegetariano VV.TT.

 

 

La Repubblica di traverso...


Non vi sono poteri in grado di garantire la governabilità democratica in Italia, anzi la democrazia stessa é ormai solo un "nome" appiccicato ad un'oligarchia di fatto.

I Partiti padroni ricevono soldi dallo Stato (sotto forma di rimborsi elettorali) per nominare i rappresentanti parlamentari che andranno a "schiacciare il pulsante" nel nome dei Partiti stessi.

Ed i Partiti sono diretti da un solo uomo ciascuno, oppure - come vediamo accadere sia a destra che a sinistra- si creano continue scissioni atte a creare nuovi Partiti (che a loro volta parteciperanno alla spartizione della torta).

Però talvolta le ciambelle non riescono con il buco, l'abbiamo visto nel Centrosinistra con l'uscita di Francesco Rutelli e forse fra un po' lo vedremo nel Centrodestra con l'uscita ipotizzata di Gianfranco Fini...

 

Però c'è una differenza sostanziale fra la figura e la forza di Rutelli e quella di Fini.
Rutelli prima di entrare nel PD aveva alle spalle i margheritini, una compagine numerosa ma eterogenea, ed infatti nel momento della sua uscita nessuno lo ha seguito, nemmeno Giuseppe Fioroni.
Fini invece era a capo di un partito storico consolidato, MSI prima ed Alleanza Nazionale dopo, ma osserviamo dai dati riferiti che se dovesse abbandonare il PdL non lo seguirebbe che una truppa sparuta di fedelissimi.

Il fatto é che ormai Silvio Berlusconi ha accaparrato a sé tutte le leve del potere, con le sue televisioni ed il controllo totale della RAI in caso di immediate elezioni otterrebbe un successo plebiscitario, e lui lo sa bene...

Per questo si può permettere l'arroganza del comportamento nei confronti di Fini e di ogni dissenso interno al PdL.

Ma questo suo potere assoluto gli viene anche per accordi sotterranei con l'Opposizione (che ormai é solo un ventaglio cinese) la quale non é più capace di rappresentare quel che era una volta il numeroso e compatto popolo della Sinistra.

L'Opposizione in verità é ormai una opposizione di comodo (vedi anche le posizioni dell'insurrezionalista istituzional-populista Di Pietro).

Da alcune fonti giornalistiche giunge la notizia che Gianfranco Fini sia pilotato da lobbyes ebraico-americane che vedono di malocchio l'avvicinamento di Berlusconi alla Russia e puntano su Fini (con promesse di fondi elettori enormi messi a disposizione) come nuovo leader di un'Italia amica e prona alle loro volontà.

Ed é pure vero che ultimamente Fini si é molto ricreduto sulla politica d'Israele e non ha mai nascosto le sue simpatie atlantiche...
Ma si può ritenere che questa ipotesi sia non plausibile, in quanto per le dette lobbyes, già ampiamente coinvolte nello sfruttamento economico della Russia ed ex paesi URSS, sia più facile accordarsi con Berlusconi, che ha fatto dell'accumulo di denaro e potere uno scopo di vita.

In fondo Fini é solo un illuso che ha sbagliato semplicemente a farsi fagocitare nel PdL e difficilmente riuscirà a coalizzare attorno a sé forze sufficienti per cambiare questo Governo.

A meno che...

A meno che Gianfranco Fini non diventi il leader dell'opposizione tutta, cioè della diffusa opposizione al Berlusconi, che é variamente presente sia a Destra che a Sinistra.

Ma allo stato attuale delle cose l'ipotesi appare remota, sia pur non fantascientifica...

Poiché contando gli elettori stanchi del sistema corrente, quelli delle schede bianche e quelli che non sono andati a votare per protesta, messi insieme farebbero una sostanziale maggioranza politica, sia pur multicolore.

Ma ci vorrebbe un miracolo... od un colpo di stato!

Stamattina anche dalla TV del baretto di Calcata, Canale 5 ovviamente, la voce, la faccia e la prosopopea di un Berlusconi Silvio che arringava i suoi sottoposti (sono quasi tutti al suo soldo) da un pulpito faraonico: lui bello, lucido, pulito, vigoroso, liftato, capelli al vento, sicuro di sé, anfetaminico e sfidante.

Chi potrebbe resistergli?

Persino la Meloni e la Mussolini lo guardano rapite...

Egli non ha rivali, ma ha invece un nemico, terribile ed inesorabile, che lo attende al varco.

Infatti la vendita dell'anima al diavolo mai implica l'immortalità, solo un potere temporale momentaneo.

Consiglio: gli scontenti si affidino al metodo cinese, sempre valido - "Siediti sulla riva del fiume ed aspetta che passi il cadavere del tuo nemico!".
 

 


Post Scriptum
 

 

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.


Ecco alcuni commenti, sulla querelle in corso, di accoliti Finiani e suoi oppositori:
 


"... Il caso vuole che noi conosciamo molto bene il Ministro La Russa, ora schierato con Silvio Berlusconi, sin da quando a Milano era il Segretario della Formazione Giovanile del M.S.I. e lo abbiamo ascoltato centinaia di volte parlare in pubblico ed in privato della Resistenza (in modi e toni ben diversi da quelli di questa sera da Vespa) e del Fascismo della R.S.I. in modi tanto elogiativi da rasentare il reato di 'Apologia di Fascismo'!

 

Ci dispiace solamente che, in costanza di questa legge elettorale in cui i Parlamentari non sono eletti dal popolo, ma sono nominati dai Capi dei Partiti, il Ministro La Russa abbia comunque il suo posto assicurato dal suo atteggiamento prono al padrone del PdL Silvio Berlusconi!"

 

(Alessandro Mezzano)


“Berlusconi te lo dico in faccia: il tradimento che è certamente poco dignitoso, viene spesso da chi alle spalle dice il contrario di ciò che dice pubblicamente, ma raramente il tradimento è nella coscienza di chi si assume la responsabilità di quello che pensa in privato e pubblicamente.

 

Gianfranco Fini con il suo discorso di ieri alla Direzione Nazionale del PdL ha sicuramente cambiato la politica italiana...
Gianfranco Fini non vuole fare la fronda interna, non vuole sabotare il PdL ma vuole un Partito che si riunisca, discuta e alla fine decida sui temi che riguardano il futuro dell’Italia..."

 

(Gianmario Mariniello)


"Vergognatevi!
'Gli interessa più il loro sedere che l’Italia', 'marciume', 'dovrebbero vergognarsi': coloro che si riconoscono nel Presidente della Camera si sentono traditi da Gasparri, La Russa, Matteoli, Alemanno e Meloni, gli ex AN che oggi decidono di stare dalla parte di Silvio.

Dove sarebbero, o meglio, cosa sarebbero senza Fini?

Che gentarella…

 

Fini, vai avanti così, con attenzione e passione.

Fino a ieri cominciavo a vergognarmi di essere di Destra...”.

 

Gli elettori del Centrodestra che si riconoscono in Gianfranco Fini non usano troppi giri di parole per scagliarsi contro gli esponenti di Alleanza Nazionale che oggi non sono disposti a seguire l’ex leader in un’eventuale scissione dal PdL o nella formazione di gruppi parlamentari separati dal Partito berlusconiano".

 

(giornalettismo.com)

 


La ballata del vil Gianfranco

Passa un giorno, passa l’altro,
vieppiù incalza il vil Gianfranco,
non sappiam se perché scaltro
o perché figlieul d’un can…

Ora è il primo della classe,
come aveva allor sognato
quando bischero a Bologna
l’avean da’ per ritardato.

Disquisisce, puntualizza,
sentenziando a tutto spiano.
E pensar che bene o male
ha fatto solo il Magistrale.

Volea far l’americano
e vedersi i “Mercenari”
ma a Bologna non è aria
di far tanto i temerari!

Da Bologna giunge a Roma,
smilzo, insipido ed afflitto,
chiuso in camera d’affitto
a studiarsi il manuale…

Eja, Eja, Alalà!
Para qua e piglia là,
stendi il braccio, apri la mano:
ha imparato il saluto romano!

Impara poi “Boia chi molla!”
E perché no? anche W il Duce!
A tenersi stretto il culo
è diventato un “paraculo”…

D’ingegnacci non è priva,
ben si sa la Capitale,
ma al furbastro è decisiva
la Repubblica Sociale…

Il sociale d’ora in poi
se lo ficca nel DNA
e con enfasi bestiale
lo ripete ovunque va.

E daje de tacco e daje de punta,
pranza assieme a Donna Assunta,
poi il sociale, tutto pimpante,
lo recita pure a Giorgio Almirante.

Il gioco è fatto:
rien ne va plus!
Lo scilinguagnolo non gli difetta:
doppiopetto e cravatta blu,
la carriera già lo alletta…

Mai però in camicia nera:
porta sfiga alla carriera,
e prima o poi s’ha da rinnegare
’sta Repubblica Sociale.

Con D’Alema han fatto il patto
di non dirsi l’uno all’altro:
“Tu sei Questo” e “Tu sei Quello”,
non torniamo al manganello!

Ma Gianfranco al Quirinale,
folle di brama, vuole arrivare,
anche a costo di rinnegare
perfino la Repubblica Sociale…

Or D’Alema è triste e stanco,
non ce la fa con quel Gianfranco!
Vuoi veder che quel fetente
mi diventa Presidente?

Che burrasca, un temporale,
veder Fini al Quirinale!
Ma il Compagno non rinnega,
non rinnega il buon D’Alema…

Or se i vivi son fregnoni,
non puoi dirsi ciò dei morti:
“Non rompeteci i coglioni,
noi quassù siamo i più forti!”

“E’ da mo’ che in quest’Empireo
siamo già pacificati,
ora questo fregno buffo
ci vuol di nuovo abbaruffati…”

Morti rossi e morti neri
Si radunano a Congresso:
“Non vogliamo questo fesso,
non ci può rappresentare!”

“Che giustizia venga fatta
contro un verme di tal fatta!
Invochiamo il Padreterno
Che lo scagli giù all’Inferno…”

(
Giuseppe A. Spadaro)

 

 

 

Il Capo del Governo, Silvio Berlusconi.

 

 

Nota storica

 

*"Repubblica di Weimar" viene chiamato il periodo storico della Germania 1919-1933, dalla città di Weimar, dove una Assemblea Nazionale si riunisce a dar vita alla nuova Costituzione dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale.

Questo primo tentativo di introdurre una democrazia liberale nella società tedesca si trasforma di fatto nella più malaugurata delle "parentesi", piena di tensioni e conflitti interni.

Estrema instabilità politica va ad aggiungersi alla preesistente, profonda crisi economica, creando quell'humus socio-politico-culturale che fa di Adolf Hitler un Salvator Mundi unto dai "signori" del momento e porta rapidamente dritto al potere il suo Partito Nazionalsocialista.

 

Grande "finezza tecnica" nella buia fase storica è che la Costituzione Repubblicana del 1919 non risulti mai revocata, non interamente, se non dopo la Seconda Guerra Mondiale...

 

Le misure "legali" del Governo Nazista però, il cosiddetto "Gleichschaltung" - "la messa in riga", come purtroppo ben sappiamo, rendono vuoti e formali tutti i meccanismi di un vero sistema democratico e, quindi, il 1933 segna comunque in pratica la fine della Repubblica di Weimar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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