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Calcata, Viterbo, lunedì 19 aprile 2010

 

 

      S   P   E   C   I   A   L   E    “L  A  G  O    D  I    V  I  C  O”      

 

 

Cosa stanno facendo i Comuni del Lago di Vico     per eliminare l'inquinamento delle acque alle quali attingono per uso civile?

di Paolo D’Arpini

 

 

Veduta del Lago di Vico coi suoi noccioleti. (Foto © Luca Bellincioni)


Ante scriptum

Dell'inquinamento del lago di Vico se ne parla da decenni...

Già me ne occupai nei primi anni '90 con vari articoli sulla stampa locale di Viterbo.

 

Le cause dell'inquinamento erano e sono note: l'uso di pesticidi e concimi chimici in agricoltura per le monoculture di nocciole che circondano il lago, la presenza di impianti militari nelle prossimità del bacino, gli scarichi fognari non opportunamente depurati (o malamente gestiti) delle strutture turistiche che circondano il bacino lacustre.

Recentemente si é accentuata la crescita di alghe rosse legate appunto alla presenza dei veleni suddetti, sono state inoltre trovate forti tracce di arsenico ed altri metalli pesanti.

 

Varie associazioni sono intervenute per denunciare questi fatti: l'Accademia Kronos di Ronciglione ha segnalato la cosa al Prefetto di Viterbo, le Associazioni Respirare e Medici per l'Ambiente hanno sporto denunce alla ASL e pure la Legambiente - Sezione Lago di Vico si é mossa in vari ambiti denunciando l'ignavia delle Istituzioni preposte alla tutela delle acque, anche considerando che tali acque sono pompate per uso civile nei due Comuni di Caprarola e Ronciglione, i cui territorio circondano il Lago di Vico.
Ma sin'ora tutte queste segnalazioni sono finite nel vuoto...

Ritengo perciò doveroso riportare l'attenzione sul problema del bacino lacustre di Vico, aggiungendovi anche il doloroso caso del Laghetto di Monterosi, un tempo pescosissimo e litigato fra i vari Comuni limitrofi, oggi asfissiato da varie alghe e piante lacustri non autoctone che lo stanno uccidendo rendendolo un pantano fangoso.



Questa la lettera di Fabrizio Giometti, Legambiente:

Carissimi amici del Circolo Vegetariano VV.TT.,

forse avrete letto sulla stampa locale gli ultimi sviluppi sulle emergenze ambientali che investono il Lago di Vico (alga rossa e inquinamento da arsenico e metalli pesanti derivati dall'attività del centro chimico militare).

 

Per opportuna conoscenza vi allego il comunicato che abbiamo diramato in proposito e il rapporto del Centro Logistico Interforze di Civitavecchia.

 



Questo il Comunicato del Circolo Legambiente Lago di Vico:

La Valle di Vico, il suo splendido lago e il territorio circostante continuano a riservarci amare sorprese.

O forse, più propriamente, vediamo comporsi un micidiale
puzzle di emergenze ambientali, che, come abbiamo sempre sospettato, purtroppo trovano ora conferma.

Non bastava la gravissima crisi prodotta dal diffondersi dell’alga rossa, che si è stabilmente attestata nelle acque del lago, minacciando l’equilibrio dell’ecosistema e la salute dei cittadini che traggono dalle sue acque la fonte primaria di approvvigionamento idrico, né la concentrazione altissima di arsenico o la presenza di metalli pesanti (nichel, cadmio, cromo) nei sedimenti, come recentemente evidenziato da un’indagine dell’ARPA
[Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio, Nota della Redazione].

Veniamo ora a conoscenza di un rapporto del Centro Tecnico Logistico Interforze di Civitavecchia del 25 marzo scorso, che riporta i risultati di una indagine geofisica commissionata dal Ministero della Difesa ed eseguita all’interno del sito militare situato sulle rive del lago, in località Renari, nel Comune di Ronciglione.

È bene ricordare che il suddetto centro chimico militare è stato sede durante l’ultimo conflitto mondiale di
“un impianto per la produzione e il deposito di ordigni a caricamento speciale”, un’attività coperta dal segreto militare, perennemente avvolta nel mistero.

Nel corso della recente indagine sono stati effettuati carotaggi e analisi chimiche su campioni di terreno prelevati in superficie e in profondità, evidenziando in alcuni casi concentrazioni di arsenico superiori alla Soglia di Contaminazione.

Nello stesso rapporto si evidenzia la probabile correlazione tra la contaminazione esistente nel sito militare e quella riscontrata nel centro del Lago di Vico e si dichiara l’intenzione di procedere ad un più approfondito protocollo di analisi che vada a rilevare la eventuale presenza di altri elementi come il nichel e il cadmio.

Il rapporto sottolinea inoltre che sono state individuate
“masse anomale interrate”, e che le operazioni di bonifica che verranno avviate saranno precedute dalla rimozione di “eventuali ordigni inesplosi o altri residuati bellici pericolosi”
.

Queste, in sintesi, le comunicazioni contenute nel rapporto, che probabilmente non aggiungono molto a quanto tutti già immaginavamo, ma che comunque costituiscono un fatto nuovo di grande rilevanza.

Per la prima volta una fonte quanto mai autorevole e diretta ammette che il problema esiste, ponendo fine ad un silenzio che, nonostante l’allarme dei cittadini e degli Enti Locali, dura da troppi decenni.

Di fronte quindi a questo micidiale intreccio di emergenze (alga rossa, arsenico, metalli pesanti) che hanno origini diverse e richiedono interventi diversificati, ma che congiuntamente minacciano le acque, i sedimenti, il suolo, l’aria che respiriamo, crediamo sia veramente giunto il momento della responsabilità e della trasparenza.

Come per il Vaso di Pandora, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura, così anche nella Valle di Vico si è aperto il coperchio delle reticenze, delle mezze verità, dei silenzi, degli interventi mancati.

È indispensabile allora aprire una nuova stagione in cui tutti, Autorità Militari, Enti Locali, agricoltori, cittadini, associazioni, ciascuno per la sua parte di competenza e di responsabilità dia il proprio contributo alla risoluzione di un gravissimo problema che ha cause e tempi diversi, ma che sta mettendo a rischio l’equilibrio di un ecosistema, la salute dei cittadini, l’economia locale.

Per parte nostra continueremo a pretendere innanzitutto di essere informati e di conoscere fino in fondo la verità, perché siamo convinti che solo attraverso la consapevolezza e la partecipazione sarà possibile affrontare e risolvere un problema di questa portata.

Narra la mitologia greca che dopo l'apertura del Vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la Speranza, l’unica che era rimasta imprigionata nel fondo.

E quindi con speranza, ma anche con ferma determinazione, siamo qui a rivendicare per il nostro territorio un futuro diverso e desiderabile.

 

 

 

 

Post scriptum
 

Questa mail arriva Prof. Benito Castorina in risposta all'allarme lanciato per l'inquinamento del Lago di Vico. 

 

Benito Castorina è docente agronomo all'Università di Cassino ed ha partecipato a diversi convegni organizzati dal Circolo Vegetariano VV.TT. a Calcata, l'ultimo in data 11 aprile 2010 al Palazzo Baronale sul tema "Cura di sé, salute ambientale e qualità della vita".

 

Propone qui una soluzione facile facile, ecologica, economicissima: sperando vivamente che le Istituzioni preposte e gli organi d'informazione ne tengano conto...
 

Ecco il suo costruttivo contributo alla soluzione del problema:

Eliminare l'inquinamneto del Lago di Vico in poco tempo e con poca spesa é possibile...
 

Caro Paolo D'Arpini.

Per i problemi del Lago di Vico (e la frana che fa deragliare la ferrovia...).
 

Essere vivi non si traduce in lamentasi e soffrire, ma in trovare le soluzioni e gioire dei risultati!
 

Il Vetiver attraverso la fotosintesi clorofilliana fa moltiplicare la fauna batterica che aggredisce la sostanza organica e con i processi di nitrificazione e denitrificazione la decompone rendendo l'acqua pura.
 

I metalli pesanti, arsenico incluso, sono assorbiti dalle radici del Vetiver ed eliminano questo metallo cancerogeno.
 

Il problema è che il Vetiver costa poco e almeno per questo non è appetibile a quella marmaglia (per fortuna pochi) che si mischia tra la gente come noi, ma ha potere decisionale.
 

Volete sapere qualcosina in più sul Vetiver?

Volete approfondire l'argomento?

Scrivetemi a benito.castorina@fastwebnet.it e vi risponderò con piacere.
 


Approfondimento

 

Il Vetiver, o Vetiveria Zizanoides, appartiene alla famiglia botanica delle Poacee.

 

 

 

La Banca Mondiale definisce il Vetiver come "la più promettente tecnologia verde contro l'erosione": è infatti un'erbacea perenne in possesso di un apparato radicale molto profondo, in grado di raggiungere e superare i 5 metri, di rapidissima crescita, con radici sottili, omogenee ed estremamente resistenti (fino a circa 1/6 di un acciaio di media qualità), in grado di imbrigliare e contenere praticamente qualunque tipo di terreno.
Come tale trova applicazione nel consolidamento di scarpate stradali e ferroviarie, la protezione di argini di torrenti e fiumi, il ripristino di miniere esauste, tutte opere intrinsecamente "antisismiche", che rispondono perfettamente alla nuova normativa in materia.

 

 

Oltre alla sua estrema funzionalità nella prevenzione del dissesto idrogeologico, il Vetiver è capace di prosperare in terreni dai più diversi valori di pH e terreni con elevati gradi di inquinamento dimostrando anche in questo ambito caratteristiche straordinarie: resiste in terreni acidi e basici con pH compreso fra 4 e 12, in zone saline ed in un intervallo di temperature molto esteso (da -10 a +60 °C).

Trova quindi molteplici applicazioni nella messa in sicurezza di discariche di rifiuti solidi urbani e cumuli di materiale di scarto da lavorazioni minerarie.

Cosa ancora più straordinaria, come per i terreni è in grado di estrarre inquinamento dalle acque e dall'aria, trattando nel modo più economico ed ecologico scarichi fognari e reflui sia industriali che domestici ed incorporando dall’aria enormi quantità di anidride carbonica.
 


Dalle radici del Vetiver si estrae nella regione dell'Oceano Indiano anche un olio essenziale, cioè
una miscela di sostanze aromatiche complesse, dal profumo fresco e deciso.

L'olio, per le sue caratteristiche antisettiche, depurative, stimolanti della circolazione, tonificanti e sedative del sistema nervoso, è fruibile terapeuticamente quale immuno- e circolatorio-stimolante in casi di astenia, depressione, tensione nervosa, insonnia, reumatismi, dolori muscolari, acne e seborrea.

Può essere assunto in interno, con poco miele o in capsule, ovvero usato esternamente per unzioni locali profumate, rigenerante per la pelle ed inquesto caso particolarmente utile nel caso di notevoli perdite di peso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E per finire, questa pianta "stabilizzante", "antisismica" e "purificatrice" riserva ulteriori sorprendenti quanto apprezzabili utilizzi: il Vetiver è eccellente per la produzione di biomassa combustibile e le sue radici, essiccate, possono essere egregiamente utilizzate sia nella composizione di nuovi materiali bioedili che nell'artigianato.

 

Non per niente il Vetiver è chiamato in Estremo Oriente "la pianta miracolosa"!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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