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Calcata, Viterbo, giovedì 15 aprile 2010   

Istituzione della Giornata Mondiale della Cultura ed appello per il rispetto della Convenzione per la Protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato

di Paolo D’Arpini

 

 

Bandiera distintiva ad indicare i monumenti storici, i musei, le istituzioni scientifiche, artistiche, educative e culturali da considerare neutrali e come tali rispettare e proteggere dai belligeranti, come indicata all'Art. 3 del Trattato per la Protezione delle Istituzioni artistiche e scientifiche e dei monumenti storici.


Ante Scriptum

Aderisco convinto, anche a nome del Circolo Vegetariano VV.TT., alla proposta per l'istituzione della Giornata Mondiale della Cultura, riconoscendo il valore della Cultura come elemento per "l'aumento" della Coscienza e coagulante nel riconoscimento della singolarità della specie umana.

 

Chiedo inoltre a tutte le fazioni belligeranti nel mondo il rispetto della Convenzione per la Protezione dei Beni Culturali.


Il 15 Aprile 2010 ricorre il 75° anniversario del “Primo Trattato Internazionale sulla Protezione delle Istituzioni Artistiche e Scientifiche e dei Monumenti Storici” – meglio noto come “Patto Roerich”, documento accompagnato da un simbolo associato ad esso, il Vessillo o la Bandiera della Pace.

Il 14 Maggio 1954, in base al Patto Roerich, la Conferenza ONU dell’Aja fece propria la “Convenzione per la Protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato”.

Questo torna ad essere di grande attualità oggi, quando il pianeta e la comunità umana sono alle prese con la sopravvivenza alle nuove crisi globali economiche ed ecologiche, nonché a conflitti militari e cataclismi globali.

Solo l’elevazione della Cultura può unire i popoli della Terra indipendentemente da nazionalità, età, sesso, condizioni sociali e finanziarie, può far cessare i conflitti militari e restituire una dignità morale alla politica e all’economia.

Solo l’accettazione della Cultura come parte dell’idea di nazione può impegnare gli Stati alla realizzazione della Pace sulla Terra.

“Nella vita sociale, il primato spirituale appartiene alla cultura.

Non è in politica, né in economia, che si realizzano gli obiettivi della società, bensì nella cultura” ha affermato il filosofo russo Nikolas Berdiaev.

 

“La cultura e il mondo sono i baluardi sacri dell’umanità.

È lì, in questi rifugi sacri, che si precipita lo spirito quando è turbato, nei giorni di grande commozione materiale o spirituale.

Non solo dobbiamo unirci ideologicamente nel nome di questi concetti rigeneranti; dobbiamo, ognuno nel proprio campo, a seconda delle proprie possibilità, applicarli nella vita quotidiana come qualcosa di necessario, di urgente.”

... Sventolando la Bandiera della Pace dappertutto, instancabilmente... Affermiamo il Giorno Universale della Cultura, in cui tutte le scuole e tutti gli istituti di istruzione ricorderanno i veri tesori dell’umanità, con l’eroico entusiasmo che accompagna il miglioramento e l’abbellimento delle nostre vite.” Così scriveva Nikolas Roerich – pittore, scienzato, diplomatico ed esploratore russo – nel 1931, durante la stesura del testo del Patto Roerich.

Il professor Dimitri Likhachov scrisse:

“Affermeremo, ognuno nel proprio luogo... il diritto alla cultura, così come abbiamo fatto con il diritto alla vita.

Eleveremo il livello culturale e attrarremo a noi i migliori rappresentanti dell’umanità, che – sotto l’egida della Bandiera della Pace e della Cultura – porteranno Pace e Cooperazione tra i popoli.”

Rivolgiamo ai governi nazionali, all’UNESCO e agli altri organismi interessati, un appello per l’istituzione, in data 15 Aprile – giorno della firma del Patto Roerich – del Giorno Universale della Cultura sotto gli auspici della Bandiera della Pace.

“Ogni progetto – scriveva Roerich – ha bisogno di un inizio efficace.”

Per la Pace e la Cultura non dobbiamo aspettare il riconoscimento mondiale.

Il Bene e la Bellezza Pubblici hanno inizio in ogni dimensione, conservando il potenziale vivificante.

Con questo grande appello diamo inizio ad un nuovo progetto: L’AFFERMAZIONE DELLA PRIORITÀ DELLA CULTURA!


Il Comitato Organizzativo del Movimento Internazionale “PaxCultura”
Con l'adesione del Circolo Vegetariano VV.TT.

 

 

 

Il testo del Trattato

 

Le Alte Parti Contraenti, animate dallo scopo di dare forma convenzionale ai postulati della risoluzione, approvata il 16 Dicembre 1933 da tutti gli Stati rappresentati alla Settima Conferenza Internazionale degli Stati Americani, tenuta a Montevideo, che raccomandava che "i Governi d'America che non lo hanno ancora fatto firmino il 'Patto Roerich', promosso dal 'Museo Roerich' negli Stati Uniti, e che ha come proprio obiettivo l'adozione universale di una bandiera, già designata e generalmente conosciuta, allo scopo di salvaguardare così in ogni tempo di pericolo tutti i monumenti inamovibili di proprietà nazionale e privata che costituiscono il tesoro culturale dei popoli",

hanno risoluto di concludere un Trattato a quel fine in vista e per l'effetto che i tesori della cultura siano rispettati e protetti in tempo di guerra ed in pace, hanno convenuto sui seguenti articoli:

Art. 1.

I monumenti storici, i musei, le istituzioni scientifiche, artistiche, educative e culturali saranno considerate neutrali e come tali rispettate e protette dai belligeranti.

Lo stesso rispetto e protezione sarà dovuta al personale delle istituzioni sopra menzionate.

Lo stesso rispetto e protezione sarà accordato ai monumenti storici, ai musei, alle istituzioni scientifiche, artistiche, educative e culturali tanto in tempo di pace quanto in guerra.


Art. 2.

La neutralità dei monumenti e delle istituzioni menzionate negli Articoli precedenti e la protezione ed il rispetto loro dovuto sarà riconosciuto nell'intera estensione dei territori soggetti alla sovranità di ciascuno degli Stati Firmatari ed Accedenti, senza alcuna discriminazione circa la lealtà allo Stato di detti monumenti ed istituzioni.

I rispettivi Governi concordano nell'adottare le misure di legislazione interna necessarie ad assicurare tale protezione e rispetto.

Art. 3.

Allo scopo di identificare i monumenti e le istituzioni menzionate nell'Articolo 1, può essere fatto uso di una bandiera distintiva (cerchio rosso con tre sfere rosse all'interno su sfondo bianco) in accordo con il modello annesso a questo Trattato.


Art. 4.

I Governi firmatari e quelli che accederanno a questo Trattato invieranno all'Unione Pan Americana, al momento della firma o accessione o in qualsiasi momento successivo, una lista dei monumenti e delle istituzioni per i quali essi desiderano la protezione concordata in questo Trattato.

L'Unione Pan Americana, notificando ai Governi firme o accessioni, invierà anche la lista dei monumenti e delle istituzioni menzionate in questo Articolo e informerà gli altri Governi di ogni cambiamento in detta lista.

Art. 5.

I monumenti e le istituzioni menzionate nell'Articolo 1 cesseranno di godere dei privilegi riconosciuti nel presente Trattato nel caso ne venga fatto uso per scopi militari.


Art. 6.

Gli Stati che non firmano il presente Trattato alla data in cui esso è aperto per la firma possono firmarlo o aderirvi in qualsiasi momento.


Art. 7.

Gli strumenti di accessione, così come quelli di ratifica e denuncia del presente Trattato, saranno depositati presso l'Unione Pan Americana, che darà notizia dell'atto di deposito agli altri Stati Firmatari o Accedenti.

Art. 8.

Il presente Trattato può essere denunciato in ogni momento da qualsiasi Stato Firmatario o Accedente e la denuncia avrà effetto tre mesi dopo che ne sarà data notizia agli altri Stati Firmatari o Accedenti.

In coscienza di che i sottoscritti Plenipotenziari, dopo aver depositato i loro pieni poteri, trovati nella forma dovuta e corretta, firmano questo Trattato in nome dei loro rispettivi Governi, e appongono a tal fine i loro sigilli, alle date riportate accanto alle loro firme.

Washington, 15 aprile 1935

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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