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Calcata, Viterbo, sabato 27 marzo 2010  

“Pedofilia nel Vaticano e lotta all'ultima dollaro per la conquista del mondo”: la verità politica ed economica nascosta da “certi” media... New York Times? - Lettera Aperta

di Paolo D’Arpini

 

 

Roba da preti! (Foto di archivio)


Ante scriptum

Parto sempre dalla consapevolezza che la "verità" oggettiva od empirica ha varie facce.

Le motivazioni che spingono gli storici a dichiarare una "esattezza" sui fatti del passato sono sempre e comunque personali, sono condizionate da una serie di circostanze politiche e di spinte ideologiche.

Si dice che la storia la scrivono sempre i "vincitori"... e spesso questi vincitori la scrivono mentre ancora la battaglia è in corso.

Avevo già espresso i miei dubbi sulle reale motivazioni che spingono una particolare fazione economica, politica e “religiosa” a combattere la pedofilia vaticana.

Esistono al momento sulla faccia della Terra due soli poteri economici autonomi.

Il più forte è quello dei banchieri americani di origine ebraica, il loro è un potere quasi assoluto, essi agiscono attraverso un condizionamento politico "laico" e "democratico" che spinge verso la globalizzazione ed il controllo delle risorse vitali.

Persino paesi come la Cina sono ormai influenzati e "indirizzati" verso scelte fatte con il telescopio da quei poteri.

E persino i Paesi islamici ne sono fortemente influenzati, senza parlare delle commistioni con "il terrorismo" strumentalizzato ai loro fini.

 

L'ultimo potere economico e politico che non subisce il controllo di questa lobby è il vaticano, con la sua banca I.O.R. ["Istituto per le Opere di Religione" - Wow!? Non avrebbero potuto scegliere nome migliore..., Nota della Redazione].

Lo I.O.R. in effetti è ancora molto potente, malgrado gli scossoni causati da scandali e faccende tenebrose e massoniche ad esso collegate.

Lo I.O.R. è l'unico potere economico sulla faccia della terra che non è controllato direttamente od indirettamente dai banchieri americani.

 

E chi controlla lo I.O.R.?

Ovviamente il Papa.... e chi è questo papa?

Non è forse quel Joseph Ratzinger in odore di nazismo e di altri "vizi" oscuri?

Lo I.O.R. dovrà pagare danni ingenti per tutti gli scandali sessuali dei preti e dei prelati cattolici e forse, malgrado i fondi neri della mafia, delle ruberie amministrative, delle donazioni estorte, etc. etc. finirà in bancarotta... e chi ci avrà guadagnato?

Noi non sappiamo i vizi dei banchieri americani perché essendo essi "laici" sono in grado di giustificarsi in tutto e per tutto... conosciamo però i vizi di Ratzinger, perché tali vizi ci "vengono rivelati"...

Attenzione dico "rivelati" infatti sono "veri" vizi... ma il fatto gli è che tali "rivelazioni" avvantaggiano esclusivamente l'avversa fazione che spinge per il controllo dell'economia e della politica mondiale.

Il mio cervello e la mia intelligenza prediligono la laicità dei banchieri americani, che dimostrano sottile intelligenza, ma le mie budella eurasiatiche si ribellano a questo meccanismo privo di cuore.

La crudeltà e la prosopopea vaticana sono state ampiamente dimostrate nei secoli... ma... quel "mercante di Venezia" che reclama un pezzo del corpo del suo debitore... mi fa ancor più tremare!


Ed ora leggetevi la lettera, forse poco razionale e politicamente scorretta, di un certo Adriano Rebecchi.

"Lungi da noi addentrarci nella scabrosa e grave vicenda dei preti pedofili e delle eventuali coperture delle Gerarchie Ecclesiastiche, ma abbiamo la sensazione che in questa vicenda qualcosa non quadri.

Non saremo certamente noi, che ci riteniamo dei guelfi ghibellini, a negare che nella sua millenaria storia la Chiesa, costituita pur sempre da uomini, abbia avuto molte pagine oscure e tragiche, basterebbe solo ricordare quanti patrioti del nostro Risorgimento sono morti nella lotta per Roma capitale e contro il potere temporale del Papa che aveva l'appoggio più o meno diretto delle cattolicissime potenze europee di allora.

Però, nel grande clamore sollevato da quest'ultima vergogna dei preti pedofili, non possiamo non vedere stranezze sospette.
Innanzitutto, le vicende delle quali si tratta sono di decenni fa ed è strano che vengano alla ribalta così pubblicamente solo oggi e da parte dei media di quegli ambienti anglo-americani che non hanno mai amato la tradizione romana del cristianesimo.
Poi, proprio per il periodo temporale nelle quali sono avvenute queste vergognose vicende, esse riguarderebbero le stagioni dei precedenti Pontefici, tutti in odore di santità e non l'ultimo arrivato sul soglio di Pietro.

È
allora il caso di ricordare che Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, è stato sì uno dei fautori della svolta e delle trasformazioni del Concilio Vaticano II ma, quale responsabile della Congregazione per la Dottrina della Fede [per capirci: la "Congregazione della Sacra Romana e Universale Inquisizione" o "Sant'Uffizio", quella della caccia alle streghe, delle torture, del rogo di Giordano Bruno, dei processi a Francesco Patrizi, Tommaso Campanella, Gerolamo Cardano, Galileo Galilei, dell'Indice dei libri proibiti - Nota della Redazione], è stato anche un severo custode della tradizione cristiano-cattolico-romana, a volte in contrapposizione alle correnti "bibliste" che premevano per giudeizzare la nostra religione.

Ancora recentemente i Rabbini hanno minacciato di interrompere il dialogo in corso da tempo con la Chiesa se, come voleva Papa Benedetto XVI, il processo di beatificazione di PIO XII fosse stato inserito nella corsia privilegiata prevista per Papa Giovanni Paolo II.

Non dimentichiamo, inoltre, che nella sua visita in Israele dello scorso anno Benedetto XVI ha ribadito che Gerusalemme deve diventare la "città della pace" e di tutte e tre le religioni "monoteiste", mentre gli ebrei vogliono farne la loro esclusiva capitale politica e religiosa.

Ecco, non vorremmo che dietro a questo dilagante scandalo sulla pedofilia del clero e sulle eventuali coperture o silenzi delle Gerarchie Ecclesiastiche, ci fossero in realtà altri obiettivi.

Tanto per essere più chiari, non vorremmo che "qualcuno" stesse cercando di far pagare a Benedetto XVI quella sbiadita foto di tanti anni fa che lo ritraeva nella divisa della gioventù hitleriana."

Adriano Rebecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[Note aggiuntive della Redazione

Ovvero “Chi vuole ignorare la storia è dannato a ricominciarla”, Benedetto Croce]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Da duemila anni la Chiesa Cattolica Romana...]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Da duemila anni la Chiesa Cattolica Romana moralizza, combatte vizi, scomunica e condanna - spesso anche a morte - i "peccatori"...

Ma chi è a giudicare in nome del suo dio questi peccatori?

 

La storia di questa Chiesa è un'interminabile ed imbarazzante vetrina di tutti i peccati da loro stessi definiti "capitali":

- la superbia, il sentirsi superiori agli altri, fino al disprezzo;
- l'avarizia, fame insaziabile di beni temporali;
- la lussuria, piacere e sesso senza limiti;
- l'invidia, il bene altrui percepito come male proprio;
- la gola, abbandono esagerato al cibo;
- l'ira, voler vendicare ogni torto subito;
- l'accidia, inoperosità, noia e indifferenza.

Vizi capitali che la Chiesa ha preso a pretesto per fare strage di Musulmani e Albigesi nelle sue Crociate o Guerre Sante, per mettere in atto la persecuzione degli Ebrei, la caccia alle "streghe", agli "eretici"...
 

In etica come in religione "peccato" è un atto "moralmente illecito", una condotta "condannabile" perché in contrasto con i principi della società in cui si vive, quindi in altre parole niente più che l'andare "contro corrente", contro radicate e condivise "abitudini" - il cosiddetto "costume"...

Ma non si possono creare regole e schemi da imporre agli altri, quando chi le crei sia poi il primo a non rispettarle!

 

Allora meglio i cinque semplici precetti dell'etica buddhista per laici, liberamente scelti per porre fine alla "sofferenza" umana:
- mi asterrò dal distruggere creature viventi;
- mi asterrò dal prendere ciò che non mi è dato;
- mi asterrò da cattive condotte sessuale;
- mi asterrò dal parlar male;
- mi asterrò dall'uso di sostanze tossiche che alterino la lucidità della mia mente.]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[Nel "sacro" da "Vicari di Cristo", nel "profano" da Signori della politica e dell'economia...]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Nel "sacro" da "Vicari di Cristo", nel "profano" da Signori della politica e dell'economia di Roma prima, poi dell'Italia e man mano di gran parte del mondo, i Papi e la loro Chiesa sono di fatto protagonisti della grande Storia, non proprio "pulita".

 

Dalla pretesa investitura e supremazia di "San Pietro", le enfatizzate "persecuzioni" dei primi cristiani di catacomba tacendo però le persecuzioni cristiane contro terzi (vedi ad esempio gli Etruschi), le "papesse" e "anti-papi" manovrati dagli Imperatori nel Medioevo, i "santi" fautori di Crociate dai dubbi fini, la "cattività" avignonese, l'esaltazione rinascimentale e l'apoteosi barocca dello "Stato della Chiesa", la vendita di indulgenze, i serragli degli Ebrei, i processi della Santa Inquisizione, alle guerre di Liberazione del Risorgimento con la breccia di Porta Pia, i dannati Patti Lateranensi, la fenice della "Santa Sede", la "Città del Vaticano", gli affari di camorra...

La vera storia della Chiesa Cattolica Romana ha ben poco a vedere con la fede e con la "cura delle anime": si tratta piuttosto di guerriglie urbane tra fazioni per eleggere il Vescovo di Roma, di palesi frodi e rigiri, traffico di reliquie,  gestione di catacombe, tariffari per "visitare i luoghi santi" e "acquistare la remissione dei peccati": insomma, le faccende di spirito della Chiesa implicano e costituiscono da sempre un'attività commerciale e finanziaria, prevalentemente sporca!

 

Una serie infinita di scandali: la cosiddetta "Donazione di Costantino", che fonda su un eclatante falso storico l'ambizione secolare della Chiesa e il suo primo appropriarsi illecitamente dei beni imperiali romani del Laterano e delle "insigna" o "simboli del potere" imperiali romani.

La "vendita delle indulgenze", sì "adattata" nel tempo, ma perpetuata fino ai nostri giorni e tuttora a pieno regime.

La creazione di attività commerciali e finanziarie che comprendono riciclaggio in grande scala, costituzione di istituti bancari, compravendita di immobili, istituti e case di cura "senza fine di lucro"...

Che dire?

Duemila anni di malaffare, ipocrisie, delitti, crimini, privilegi acquisiti e venduti, protezionismi, nepotismi, monopoli, coperture, complotti, clientelismi, omertà, attività decisamente illecite, peccaminose, immorali - se non addirittura "diaboliche".

Avventate operazioni finanziarie mascherate da "opere di carità" e "fondazioni di beneficenza", Marcinkus, Sindona, Calvi, Monsignor Renato Dardozzi e il suo archivio segreto, Monsignor Donato de Bonis e nuovi, sofisticatissimi sistemi di conti cifrati intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi e politici, titoli di stato scambiati per riciclare denaro sporco, maxitangenti di Tangentopoli...

Nel nome del loro dio - non si sa quale - dalla Banca Vaticana passa di tutto, mischiandosi perfettamente alle offerte dei fedeli per le messe da morto e alle donazioni di vecchie zitelle, con lo I.O.R. vera banca nella banca, una "lavanderia" per mafia e politica in un tutt'uno, in piena regola, al centro di Roma, "paradiso" sì ma fiscale, fuori da ogni controllo...

Vaticano S.p.A., Mafia S.p.A.: le grandi Aziende italiane,
leader per posti di lavoro e fatturato!]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[Pedofilia e Vaticano, scomunichiamoli!]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Di Paolo Izzo, da Cronache Laiche del 12 marzo 2010]


[Pedofili e violenti, misogini e inquisitori.

Malati di mente.

Se non fosse in vigore la 180 avremmo i manicomi pieni.

O almeno le carceri.

Oppure no?

Già, perché questi comportamenti vengono praticati da una categoria superprotetta: il clero.

Grassamente opulenti, melliflui, esibizionisti, censori della vita pubblica.

Se fossimo alla fine del ’700, la ghigliottina sarebbe consumata per l’uso.

E la religione bandita, vietata.

Ma siamo nel millenaristico terzo millennio.

In Italia, per di più: paese delle libertà.

Dove un manipolo di persone in maschera, abitanti sparuti di un fazzoletto di terra chiamato Vaticano, comandano, moralizzano, condannano.

E gli italiani obbediscono.

Lasciandosi governare da chi ha come principale nemico la sessualità degli esseri umani liberi.

Perché crede che sia lo specchio della propria perversione.

E oggi, che certe terribili nefandezze cominciano a venire fuori come un rigurgito di veleno, quelli – come se niente fosse – scomodano il diavolo, rispolverano l’inquietante idea di esorcismi necessari: il maligno si sarebbe insinuato nella Chiesa!

Fantasticano l’origine peccatrice degli esseri umani e cercano le cause del loro assassinio nell’obbligo del celibato: come se la sessualità fosse uno sfogo, che se non si sfoga su una donna, allora si sfoga su un bambino, ammazzandolo per sempre, pur lasciandolo fisicamente vivo.

Cercano complicità assolutorie, come un tempo facevano i “tangentisti”: non lo facciamo soltanto noi.

La pedofilia è diffusa, accettata, persino teorizzata qualche volta: soprattutto in certa sinistra, purtroppo, che ancora la pensa con Platone e Foucault.

Ma quelli vanno avanti, imperterriti e non chiedono mai perdono: se non per qualche “scapaccione” di troppo.

Ma ridono, nel dirlo, come se la loro fosse una marachella infantile.

Mentre di infantile ci sono soltanto le vittime.

E non c’è niente da ridere.

Già da qualche tempo (maggio 2007), chi scrive ha stilato un “Manifesto per la Scomunica”: un semplice elenco di vere libertà per cui un manipolo di firmatari lotta variamente da tempo (dalla pillola RU486 alla interruzione volontaria di gravidanza, dalle coppie di fatto alla fecondazione assistita, dalla piena libertà di ricerca scientifica al testamento biologico…) e con cui chiede di essere estromesso dalla Chiesa Cattolica, perché contrario ai suoi dogmi e soprattutto per non essere “conteggiato” tra gli aderenti a quella setta.

Oggi il gruppo “Scomunicateci” conta quasi 4.000 adesioni, cioè cinque volte il numero degli abitanti della Città del Vaticano…

Il crimine della pedofilia, la violenza sui bambini in quei luoghi presunti “sacri”, il cui lezzo arriva mischiato all’incenso, richiede però un aggiornamento: oggi siamo noi a sentire il dovere etico di scomunicarli, oggi siamo noi a rifiutare quell’orrore travestito da candore.

Oggi siamo noi che li scomunichiamo dal genere umano e li escludiamo dal potere terreno.

Che si occupino soltanto di un aldilà pieno di tormenti.

Il loro aldilà.]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[La pedofilia nell'antichità e nel clero della Chiesa Cattolica ad oggi]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Nell'antica Grecia fa parte del processo educativo dei ragazzi essere soggetti passivi di un rapporto omosessuale con il proprio educatore - un viatico alla conoscenza.

Ad Atene l'omosessualità è in realtà prevalentemente pederastica, fra un adulto e un ragazzo o bambino.

 

Ma omosessualità ed effeminatezza non sono affatto sinonimi, anzi Sparta trova la "virilità" dell'eroe guerriero parimenti nell'omosessuale - basti pensare ai Trecento delle Termopili - e ad Ercole, personificazione della forza e della potenza maschile, si permettono tranquillamente avventure omosessuali.

 

Inoltre la pederastia greca ha comunque delle regole, come ad esempio ritenere un'infamia per il maschio adulto fare di un bambino di età inferiore ai 12 anni il proprio amante...

 

 

La Roma repubblicana, nonostante consideri "normali" i rapporti sessuali tra uomini, interviene però, sia a livello amministrativo prima che giudiziario poi, contro la "pederastìa", l'attrazione omosessuale di maschi adulti verso bambini - quindi non sinonimo di "omosessualità" maschile.

 

Su matrimonio, omosessualità, pedofilia e pederastìa la tendenza morale tardo pagana dell'etica romana, la quale, pur condannando lo stupro, accetta all'inizio i soprusi dell'uomo su moglie, schiave e schiavi, va progressivamente trasformandosi in un codice morale repressivo, cioè da "bisessualità di stupro" ad "eterosessualità di riproduzione".

 

In questo contesto anzi - anticipando il Cristianesimo ed i cosiddetti "Padri della Chiesa", scrittori cristiani il cui pensiero, insegnamento e dottrina a partire dal V secolo vengono ritenuti fondamentali e perciò da trasmettere a tutti i futuri cristiani - e al termine di tale processo evolutivo socio-culturale, la "castità" è già elevata a "virtù", favorendo l'accettazione della stoica esortazione a "controllare le passioni", "vincere gli impulsi" e considerare il sesso come "riservato a procreare".
 

Il "rifiuto della sessualità", molto forte nella cultura cristiana, va in altre parole a innestarsi perfettamente nella tendenza tardo pagana all'ascesi già in atto.

La Chiesa primitiva stigmatizza la "sessualità contro natura" in modo generico, come "atti sessuali non procreativi" o "dispersione del seme maschile", e la Patristica condanna esplicitamente qualsivoglia rapporto sessuale tra maschi, età a parte, segno comunque della presenza di tale fenomeno di "costume", da contrastare e reprimere.
 

Il Cristianesimo arriva però, come già detto, ad esasperare il concetto fino al distinto ideale di "rifiuto della sessualità": la castità è da preferirsi, il matrimonio rimane una seconda scelta, in cui comunque la "continenza" deve dominare, e tutte le altre pratiche sessuali vengono condannate come "rapporti illeciti", ma solo perché "non finalizzate alla procreazione", includendovi per cui omosessualità e pedofilia, "contro natura" soltanto ed appunto perché atti non riprocreativi, null'altro.

 

 

Come già San Paolo adopera nelle sue lettere il termine "arsenokoítai" - da "arseno", maschio, e "koîtai", penetratore, quindi "penetratore di maschi" riferendo ai sodomiti, pervertiti, omosessuali, prostituti e molestatori dei ragazzi indistintamente, così anche le parole usate per definire l'"immoralità sessuale" rimangono molto spesso ambigue nella Patristica: ad esempio "porneía" o bordello greco di prostituti maschi ("pórnos" - da cui "porno-grafia" o rappresentazione dell'illecito sessuale - oltre che "prostituto", significa "ruffiano", "fornicatore", "maschio immorale") diventa "bordello femminile" nelle traduzioni bibliche.
 

I primi Imperatori Cristiani reprimono esclusivamente l'omosessualità "passiva", soltanto più tardi la pena di morte verrà estesa anche agli omosessuali "attivi", sempre indipendentemente dall'età: la commistione o confusione persiste, tanto che Vescovi "omosessuali" dell'epoca vengono chiamati Vescovi "pederasti".

Fatto sta che che già nel I secolo dC si condanna il cosiddetto
"paidóphthoros" o molestatore di ragazzi, dove "paidophthoría" è considerato l'abuso sessuale di bambini sotto i 12 anni, ed il Concilio di Elvira del 305 condanna duramente gli "stupratores puerorum": "Non corrompere i ragazzi! 'Ou paidophthoréseis'", ovvero "Non abbandonare i bambini perché 'verranno portati a prostituirsi'", ma bambini da abusare sessualmente vengono regolarmente venduti ancora nel VI secolo, anzi si testimonia di come giovanissimi schiavi siano "abbelliti" e truccati per attirare speculanti...

 

A partire dal Concilio Lateranense III e, soprattutto, dal XIII secolo in poi, l'omosessualità è condannata in tutte le sue varianti, tanto da divenire uno degli "argomenti" usati per giustificare le Crociate contro i Musulmani, definiti "amatori sfrenati contro natura".
Ma l'omosessualità e la pedofilia trovano l'
humus in assoluto più congeniale nei mondi chiusi religiosi medievali, tra monaci, abati e vescovi, "masculorum concubitores"
in monasteri ed abbazie.


L'ambiguità sui termini "pedofilia", "pederastia" ed "omosessualità" perdura anche ai giorni nostri con un loro uso quasi sinonimico.
 


Le attività sessuali, omosessuali, pederaste e pedofile proprie del clero cattolico vengono poi da sempre nascoste e negate, mentre lo stesso clero non fa che condannare platealmente ad ogni pubblica occasione tali comportamenti: non c'è quindi da meravigliarsi se non sia affatto facile trovare documentazione che le confermi.

 

Esistono comunque gli Statuti Orvietani di Papa Alessandro VI in cui alla fine del XV secolo la sodomia (inclusiva della pedofilia) viene punita con il rogo per gli adulti e sanzioni pecuniarie e corporali ridotte per l'adolescente sotto i 14 anni, come pure documentazioni di processi e Concili generali e Sinodi universali, indiscutibile materiale di cronisti e storici che accusano il clero cattolico di atti di pedofilia.
 

Esistono Papi con giovani e giovanissimi amanti anche di sesso maschile, Papi processati per sodomia e pederastia, dal Rinascimento al '600 singoli prelati condannati per aver ripetutamente abusato in veste di educatori dei giovani allievi loro affidati ed interi ordini religiosi (come l'Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, meglio conosciuto come gli "Scolopi") soppressi per accertata pedofilia o "dedizione al vizio fiorentino", esistono scandali di abusi sessuali su minori da parte di preti e suore all'inizio del secolo scorso (come lo scandalo del Collegio dei Salesiani) i quali provocano una serie di violenti moti anticlericali praticamente in tutta Italia - a Roma, Milano, Venezia, Pisa, Torino, Mantova, Livorno, Genova, La Spezia, Firenze, Faenza, Palermo - con morti e feriti...
 

E la Chiesa che reagisce - allora come ora - dichiarandosi a sua volta vittima di propaganda massonica, socialista, comunista, di campagne anti-vaticane: assolutamente nulla di nuovo sotto questo cielo!

 

 

E ai nostri giorni?

 

Beh, negli Stati Uniti esiste una banca dati pubblicamente accessibile sul Web con oltre 2.900 nomi di preti pedofili, consultabile per nomi, Diocesi e Stati (con una media di circa 50 preti pedofili per Diocesi e punte di oltre 300, come a Boston)...

 

Pochi casi isolati?
 

Poi viene fuori che la Chiesa Cattolica Irlandese abbia sistematicamente cercato di coprire i reati di pedofilia commessi dai suoi sacerdoti al fine di... "tutelare la propria immagine" (?!).

Una Commissione Governativa, finito di esaminare oltre 60mila documenti - già secretati da ben tre Arcivescovi di Dublino (!) - produce un rapporto di 720 pagine che rende finalmente pubblici 46 casi di preti accusati di avere abusato sessualmente di minori durante tre decenni, fra il 1975 ed il 2004, con conseguenti 320 denunce complessivamente depositate in merito ed 11 sacerdoti condannati...

 

Poche mele marce?

 

E cosa dire del recente scandalo in Germania sulla gestione a dir poco irresponsabile da parte delle Gerarchie Ecclesiastiche Cattoliche di casi di pedofilia tra le proprie file, vicenda che addirittura tira in ballo lo stesso Benedetto XVI, all'epoca Arcivescovo di Monaco e Freising?

 

 

No, non accenna a placarsi la bufera intorno ai sempre più numerosi casi di pedofilia che vengono finalmente alla luce e vedono coinvolti esponenti del clero cattolico di tutta Europa e mezzo mondo!

 

Dati su cui riflettere a lungo e che dovrebbero spingerci ad indagare seriamente anche nel nostro Paese, dove il fenomeno viene volentieri definito "marginale".

Auguriamoci che sempre più persone trovino il coraggio di denunciare questi orribili abusi subiti da bambini.

Sempre vivamente sperando che le decine di casi di pedofilia da parte di preti italiani ad oggi noti non siano la punta d’iceberg di una realtà di ben più vaste proporzioni: non indagare fino in fondo sarebbe comunque semplicemente criminale!]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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