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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Aprilia, Roma, venerdì 19 marzo 2010 Tuscia Romana - e non solo: come la speculazione energetica divora il territorio
Nucleare, eolico selvaggio, fotovoltaico a terra: tutto è ormai affidato alla speculazione!
A breve ci ritroveremo con quasi (?)
tutte le montagne massacrate dalle eoliche, i campi prima coltivati
ricoperti dal fotovoltaico a terra e le centrali nucleari in attività
con le scorie sotterrate abusivamente dai camorristi (che in tutti e tre
questi affari energetici ci guadagnano).
Ma nessuno sa queste cose e fra un po’ l’Italia produrrà molta più energia di quella che serve! Chi ci guadagnerà? Le società energetiche, di certo, non noi poveri deficienti cittadini che vedremo soltanto peggiorare la nostra qualità della vita.
In molte piccole comunità, poi, l’eolico selvaggio o il fotovoltaico a terra precluderanno ogni possibilità di sviluppo turistico ed agricolo basato sulle peculiarità del posto (che non ci saranno più), per cui immaginiamo il destino di quelli che ci abitano e lo sviluppo che vi sarà promosso (cemento o discariche). Senza contare coloro i quali si ritroveranno la centrale nucleare sull’uscio di casa.
La causa di tutti i mali è la mancanza di una gestione razionale delle nostre risorse.
Tutto è come sempre affidato alla speculazione (in Italia come in Europa), ma le alternative ci sarebbero e tutto dovrebbe essere indirizzato alla tutela del territorio e cercare di evitare il suo consumo scellerato.
Ad esempio:
- incentivare il fotovoltaico a livello privato, in modo da coprire quasi tutte le costruzioni moderne (quelle d’interesse storico si possono risparmiare…) di tipo sia residenziale che produttivo, realizzando un’immensa centrale fotovoltaica diffusa;
- incentivare il micro-eolico a livello domestico e il minieolico a livello urbano ed industriale (il macro-eolico, progettato per i grandi spazi "vuoti", è sempre sproporzionato alle esigue dimensioni dei nostri territori);
- riattivare e rimodernare tutte le centrali idroelettriche, progettandone anzi delle nuove.
- finanziare vaste opere di riforestazione;
- infine, operare una seria politica di risparmio energetico (iniziando col vietare le illuminazioni notturne di grandi outlet e centri commerciali).
Queste sono soluzioni intelligenti e razionali, le uniche.
Veder distruggere le colline o le montagne con le eoliche è davvero un affronto all’intelligenza e al buon senso. Solo un imbecille potrebbe pensare che devastando un ecosistema locale (una collina, una montagna, ecc…) si possa aiutare l’ecosistema globale.
E ricordiamoci che l’innalzamento della temperatura planetaria è in parte un fatto naturale, e in un’altra grande misura il frutto dei grandi disboscamenti e della grande urbanizzazione in tutto il mondo degli ultimi decenni, che a sua volta ha permesso attività che producessero via via emissioni di CO2.
Chi dice che l’alternativa all’eolico selvaggio è il nucleare ha abboccato alla favola degli speculatori, che ci appiopperanno l’uno e l’altro. E il problema è che ci credono in tanti. Tutti con la bocca aperta come dei fessi davanti alla TV a vedere le pubblicità dell’eolico (poste lì ad arte per renderci famigliari le pale) e a professarsi ambientalisti (casalinghi), sbavando però un minuto dopo per l’ultima tecnologia alla moda…
Non dovrebbero mai parlare quelli che
passano tutto il tempo libero davanti al PC e alla TV, ma solo quelli
che conoscono davvero il territorio, lo amano, lo vivono, lo percorrono.
Povera Italia, poveri noi! Molti dicono addirittura di apprezzare anche esteticamente le eoliche e si definiscono allo stesso tempo “ambientalisti”. Premettendo che la stragrande maggioranza di queste persone in vita propria possiede una cultura ridotta ai minimi termini, non ha mai percorso un sentiero naturale, non ha mai visto un bosco o un fiume limpido, ma probabilmente soltanto lo schermo televisivo - bisogna ricordare che un tempo gli “ambientalisti” amavano la natura, non gli scempi.
Le pale eoliche non crescono certo dopo la semina. Altri dicono che se non distruggiamo tutto il territorio (ma chi lo ama più?) con l’eolico industriale e il fotovoltaico a terra dovremo subire le centrali nucleari. Beh, bisognerebbe ricordargli che le centrali nucleari e l’eolico selvaggio (con il fotovoltaico a terra) sono cose ben separate, e non capisco perché tutti continuino a fare questo “gioco dell’alternativa”.
Sono ENTRAMBE “alternative” da rigettare. Il problema è che i mass media ci hanno completamente rincoglionito, facendoci fare il gioco degli speculatori dell’energia (che appunto finanziano i mezzi d’informazione), in quali infatti, come sta per accadere, ci delizieranno sia con le centrali nucleari che con quelle eoliche.
Fortunatamente noi di
Ambiente e Paesaggio 2000
non siamo finanziati da nessuno e
abbiamo ancora il coraggio e la libertà di denunciare ciò che vediamo di
negativo sul nostro territorio. La questione di fondo sta nel saper usare bene tutte le energie rinnovabili (fra cui, voglio ricordarlo per l’ennesima volta, c’è in primis l’idroelettrico, affianco all’eolico, al fotovoltaico, al solare termico, alla geotermia, alle biomasse e allo sfruttamento del moto ondoso), ognuna al suo posto e nelle sue misure compatibili col territorio, ed operare grandi riforestazioni, cercando di evitare ulteriori consumi di territori peri-urbani, agricoli e naturali.
Questa è l’unica ipotesi razionale per
contrastare i cambiamenti climatici. Eppure, sembra che negli ultimi tempi ci si sia dimenticati del problema della deforestazione a livello mondiale: una volta se ne parlava tantissimo, oggi non più. Così, non si fa informazione sul fatto che l’agricoltura e l’allevamento vengono sempre più praticati (in maniera brutalmente estensiva e industriale) in aree del mondo fino a qualche decennio fa densamente boscose (e selvagge) e che sono state deforestate per fare spazio alle attività agro-silvo-pastorali.
Mentre da noi le aree rurali (e naturali)
vengono ricoperte di cemento, asfalto, pale eoliche e fotovoltaico a
terra, sicché i prodotti che mangiamo provengono spesso (non sempre,
ancora, per fortuna, perché un po’ di agricoltura resiste) dall’altro
capo del mondo, previo trattamenti chimici conservativi e dopo lunghi
viaggi che incidono fortemente sulla loro qualità, e di conseguenza
gravemente sulla nostra salute. Se poi siamo adoratori di ogni nuova idiozia tecnologica, come l'eolico ovunque e comunque, al punto tale da voler vedere devastato tutto in nome di non so cosa, siamo liberi di pensarlo, ma l’ambiente è ben altro: è flora, fauna, geologia, paesaggio, da tutelare nella maniera più assoluta per il futuro nostro e dei nostri figli.
Non ha nulla a che vedere con cemento,
asfalto e acciaio. Una volta (fino a 5-6 anni fa all’incirca) quando si parlava di ambiente si parlava di laghi, di fiumi, di coste, di montagne, di acque, di alberi, di animali, di paesaggi, ecc… Oggi, invece, ogni rivista o programma radio-televisivo con tag “ambiente” parla solo ed esclusivamente di energia, con grande spazio dedicato all’eolico industriale: certo, i problemi energetici hanno a che fare strettamente con l’ambiente, ma NON SONO l’ambiente.
Ricordiamoci che chi verrà dopo di noi ha fin d’ora il sacro-santo diritto di godere “almeno” dell’ambiente di cui abbiamo goduto noi.
E con ambiente vanno intesi tutti gli
elementi, dall’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo, alla terra
che ammiriamo, coltiviamo e calpestiamo. Per favore, tremiamo al pensiero che fra vent’anni un bambino non saprà più com’era fatta una collina, se non grazie ad una fotografia!
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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