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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Calcata, Viterbo, domenica 14 marzo 2010 Viterbo - Aeroporto: “La storia vera dell'aeroporto (militare) che c'è e di quello (low cost) che non c'è...”
Nel blù dipinto di blù!
L'annuncio fu dato da un tal ministro Bianchi del Governo "traballante" Prodi nel giugno del 2007 il quale annunciò la sua intenzione di voler privilegiare Viterbo come sede per i voli low cost, in vista di un alleggerimento su Ciampino i cui abitanti stavano facendo carte false e denunce a tutto spiano per togliersi quel peso di dosso...
Allo stesso tempo anche l'allora Sindaco
di Roma, Veltroni, premeva per alleggerire il ronzio continuo sulla
Capitale e le noie legate ad uno scalo incuneato nell'area metropolitana
romana (Ciampino è alle porte di Roma).
Nel frattempo dovendo andare al rinnovo
delle cariche amministrative tutta la battaglia politica si spostò su
chi avrebbe garantito l'aeroporto a Viterbo, assicurando così "posti di
lavoro e ricchezza per tutti" (promettevano i politici destri e
sinistri). In quel periodo dovetti prendere il coraggio a due mani e, solitario Don Chisciotte, scrissi una lettera spiegando la realtà dei fatti e la verità sulle conseguenze di questo progetto scellerato. Nessun giornale viterbese la pubblicò, solo il Corriere della Sera di Roma (vedi archiviostorico.corriere.it/2007/luglio/06/Via_Tomacelli_160_co_10_070706035.shtml) e successivamente una rivista locale, Etrurialand (a quel tempo il sito del Circolo non era ancora operativo). Subito dopo indissi una riunione al Circolo Vegetariano VV.TT. per sensibilizzare le persone al problema dell'aeroporto, ricordo che c'era pure la luna piena e si parlò di "metempsicosi". All'incontro vennero anche Marinella Correggia e Antonella Litta, che in seguito assieme a Beppe Sini, fondarono un comitato anti-aeroporto. Con ciò pensavo di aver compiuto il mio dovere... Una certa consapevolezza sul problema del "mega aeroporto low cost" a Viterbo stava nascendo.....
Nel frattempo si sono creati vari cantoni d'opposizione all'aeroporto, presso gli ambientalisti, presso le persone ragionevoli non colluse, presso alcuni organi della libera informazione (Agora Magazine, La Tua Voce, UNO Notizie, Vivi Viterbo, Viterbo Tv, etc.).
Ma pure le truppe aeroportuali si sono
ben organizzate, anzi pure meglio, addirittura nominando al Comune di
Viterbo uno specifico Assessore al costituendo aeroporto e rilanciando
di tanto in tanto proclami di attuazione, sia in ambito regionale che
nazionale... sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra, i
cui caporioni oggi si rimpallano la "colpa" di non aver ancora attuato
l'aeroporto... La verità l'ha detta indirettamente il Ministro Altero Matteoli recentemente in una missiva indirizzata al sindaco di Viterbo, Giulio Marini.
Leggete voi stessi.
E commette l'ennesimo autogoal, poiché in
quei passaggi il Ministro ammette suo malgrado il pasticciaccio brutto,
l'ignobile inganno, la squallida truffa. Una elefantiaca, mostruosa opera pubblica senza relative adeguate opere di accesso, che sarebbero ancora da definire: é bizzarria alquanto interessante.
Ci si chiede di cosa abbiano starnazzato
fino ad oggi i propagandisti del mega-aeroporto, dimenticando un simile
dettaglio. ed é incompatibile con la pianificazione territoriale regionale e comunale e con i vincoli di salvaguardia territoriali;
archeologici e naturalistici dell'area termale del Bulicame; che massacrerebbe l'agricoltura; che impedirebbe di sviluppare il termalismo; che deprezzerebbe il valore delle aree, degli immobili, delle attività produttive e degli esercizi commerciali di tanta parte del territorio e della città; che danneggerebbe pesantemente l'economia locale; che farebbe collassare la già fragile e inadeguata rete infrastrutturale;
violentemente la salute e la sicurezza della popolazione - la sua realizzazione dal punto di vista sanitario sarebbe uno scellerato crimine;
intesa a sperperare ingenti somme del pubblico erario a vantaggio di una lobby affaristica e speculativa; ingenti somme di denaro pubblico che verrebbero sottratte ad opere realmente utili e necessarie (come ad esempio le ferrovie).
E i promotori di esso dovranno assumersi
la responsabilità dei loro atti: favoreggiare un'opera nociva,
distruttiva e fuorilegge é un crimine. 338-381 00 91
e-mail
antonella.litta@libero.it
Furono impiegati trecentosessanta operai
e tra loro, come guardiano notturno, era anche mio nonno Giuseppe
Matteacci (Pietralunga 3 Marzo 1906 - Viterbo 25 Agosto 1976) che da
Gubbio venne a Viterbo in bicicletta e di lì a poco vi trasferì tutta la
sua famiglia, che vi rimase stabile.
L’aereo fu soprannominato lo Sparviero,
ma il nemico lo conosceva meglio come il Gobbo maledetto.
Valle, con il suo lancio, volle
dimostrare che l’Aeroporto era idoneo ad ospitare una scuola di
paracadutisti, allontanando i dubbi che qualcuno aveva in merito alle
forti correnti ascendenti che sembra potessero colpire la nostra zona.
Grande importanza rivestì il successivo 3
Dicembre 1938, quando venne a visitare l’Aeroporto, il Re Vittorio
Emanuele III, accompagnato dal Generale Bernasconi.
Nel 1942 l’Aeroporto ospitò la 2ª Scuola
di Paracadutismo, la 1ª era a Tarquinia, ove erano presenti anche
reparti della Luftwaffe tedesca con mezzi di trasporto e da
caccia. Tre bombe cadute sulle camerate non esplosero.
In seguito, nella notte del 15 - 16
Agosto 1943, fu iniziata ad essere colpita anche la Città di Viterbo da
numerosi e spesso massicci bombardamenti che terminarono dopo il 9
Giugno 1944.
Venne costituito, il 18 Gennaio 1947, il
Centro Militare di Paracadutismo nella Caserma Dante Chelotti dove
furono addestrati i Nuclei Paracadutisti delle Brigate Alpine Julia,
Cadore, Taurinese e Tridentina.
Sul terreno dell’Aeroporto si potevano
ammirare i trimotori da trasporto S.M. 82 che venivano utilizzati per
effettuare i lanci di addestramento della Divisione Folgore.
Nel 1980 è stato eretto all’interno
dell’Aeroporto il monumento in memoria dei Caduti del 9° Stormo.
Nel 1957 prese il nome Centro
Addestramento Aerei Leggeri Esercito, C.A.A.L.E., e il 25 Gennaio 1958
venne trasferito a Viterbo; occupa i locali della Caserma Chelotti e una
parte antistante dell’Aeroporto Fabbri. In data 1° Febbraio 1976 si costituì il 1° Reggimento AVES Antares dai preesistenti 1° Reparto Elicotteri Uso Generale e 1° Reparto Elicotteri Medi, riarticolandosi nel 51° Gr. Sqd. EM Leone, 11° Gr. Sqd. ETM Ercole e 12° Gr. Sqd. ETM Gru soppresso nel 1974.
Gli equipaggi che formano il 1°
Reggimento AVES Antares, per il loro alto impegno e valore, hanno visto
decorare la propria bandiera con la Medaglia d’Argento al valor
dell’Esercito e con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia.
Nel 1992 il reparto adottò la denominazione 4° Reggimento Aviazione Leggera dell’Esercito Altair e nel Giungo 1993, con l’inserimento in servizio dei Dornier 228, che non sono classificabili leggeri, prese l’attuale nome.
La sua bandiera è decorata con cinque
Medaglie d’Argento al Valore Civile. Il motto è Res, non verba.
Il 6 Ottobre 1990 è stata consegnata al
Reparto la Bandiera di Guerra e, per l’occasione, è stata emessa una
cartolina. (Archivio Mauro Galeotti) 2004
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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