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Capranica, Viterbo, mercoledì 10 febbraio 2010  

Torniamo a Roma per NO VAT!

di Doriana Goracci

 

 

Il grande "golpe soft" prosegue!

 

“Con tanta tanta buona pace, per voi, noi tutte, nessuna esclusa…”

Si ripete per la quinta volta a Roma la Manifestazione “NO VAT” Facciamo Breccia.

Manifestazione Tradizionale?

Con tutti i problemi che ci stanno, mancava questa?

A che servono gli dei?
 

Fuori i preti dalle nostre mutande, l’abbiamo detto la prima volta a Roma nel 2006, e non piacque a molti di quel mondo cattolico, escluso il 3% dei non battezzati o sbattezzati.
 

Fu Oscuramento dei Signori dei Media nel 2006:

“Il quotidiano nazionale 'La Repubblica' non ha voluto inserire la pubblicità della manifestazione NO VAT perchè contiene la frase 'più autodeterminazione meno Vaticano' e per il logo cupolone stilizzato.

La pubblicazione – già saldata al prezzo di 1000 Euro – è stata bloccata senza preavviso”.

 

Era riportato sull’unico sito di cui ho traccia di ciò che scrissi e da cui sono stata censurata proprio dal 2006.

Eh la Sinistra!

Eh la Destra!

Eh il Centro!

 

E un anno fa cadeva con il 14 febbraio:

“Non è che l’inizio dello Sdoganamento, delle Cariche di Alleggerimento e delle Prove di Forza della Democrazia, di cui ci hanno fatto fare abbuffate, tanto da venirci a nausea, come parola priva di qualunque senso.

Di carbonaro sembra essere rimasto solo un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino per dimenticare.

Buona Festa a chi è innamorato della Libertà di amare, che lotta e non la regala nessuno.”

In direzione ostinata e contraria

 

Qualcosa è cambiato dal 14 febbraio 2009 tra noi, il Papa e Michelangelo?

Meno Vaticano e più Informazione?

Mi sembra proprio che sia accaduto il contrario e anche questo scritto.

 

E allora perchè scendere in piazza, occupare così uno spazio e una giornata?

Non piove a Roma, ho verificato le previsioni climatiche, portiamo dentro le vecchie storie che ci riscaldono come quelle di Sole e Baleno e le innumerevoli, recenti, di ciò che significa il potere e chi lo arma:

Non vogliamo il silenzio, scegliamo la vita, sempre, su questa terra e non chi la toglie, la libertà e la parola, uccidendo e dando morte.

 

Tanti se - ma - però, scrissero certe donne per Giorgiana Masi, ricordando:

“… non… le parole a cercare di affermare la vita ma la vita stessa, senza aggiungere altro”.
 

Angeli o diavoli fate voi…
A che servono gli dei?
 

 

Roma, Piazza Bocca della Verità

Sabato 13 febbraio 2010, ore 14.00

 

Manifestazione Nazionale NO VAT
Autodeterminazione laicità antifascismo antirazzismo liberazione
 

Il 13 Febbraio 2010 per il quinto anno scendiamo ancora in piazza contro il Vaticano per denunciarne l’invadenza nella politica italiana: è infatti uno degli attori che agiscono nelle complesse dinamiche di potere sottese a un sistema autoritario e repressivo.
 

L’11 febbraio 1929 i Patti Lateranensi sancivano la saldatura tra Vaticano e Regime Fascista, oggi le Destre agitano il crocefisso per legittimare un ordine morale in linea con l’integralismo delle gerarchie vaticane, lo strumentalizzano per costruireun’identità nazionale razzista e una declinazione della cittadinanza eterosessista e familista.
 

Da una parte le destre criminalizzano immigrate ed immigrati, istigano a una vera “caccia all’uomo”, li/le rappresentano come la concorrenza nell’accesso alle risorse pubbliche mentre nessuno affronta il problema di un welfare smantellato e comunque disegnato su un modello sociale che non c’è più.

 

D’altra parte la Chiesa Cattolica legittima esclusivamente questo modello di società, basato sulla famiglia eterosessuale tradizionale, sulla divisione dei ruoli sessuali, dove un genere è subordinato all’altro e lesbiche, gay e trans non hanno alcun diritto di cittadinanza.
 

Su un altro fronte, Destra moderata e Sinistra riformista attuano il tentativo di
procedere ad un’assimilazione selettiva dei soggetti minoritari sulla base della
disponibilità espressa a offrirsi docilmente a legittimare discorsi razzisti, eterosessisti e repressivi.

 

È prevista l’inclusione solo di quelle soggettività che non mettono in discussione il potere: c’è un piccolo posto anche per gay, lesbiche e trans e per altre figure della diversità, purché confermino l’ordine razzista, sessista e repressivo.
 

In questo quadro, nel movimento lgbtq, abbiamo assistito alla comparsa di “nuovi” soggetti che ne usano le parole d’ordine per produrre un ribaltamento della realtà: a protezione delle soggettività supposte deboli pongono i loro carnefici.

 

Chi legittima questi “nuovi” soggetti, contribuisce a produrre un ulteriore spostamento a destra, a normalizzare la presenza delle destre radicali nel dibattito pubblico.
 

Fuori da queste lotte interne al potere, dobbiamo constatare la diffusa e asfissiante presenza di un’etica cattolica, un modello di politica che propone come uniche alternative di “rinnovamento” il moralismo e il giustizialismo.

 

Sappiamo che se oggi il Vaticano appare meno interventista è solo perché non ne ha bisogno: già nel nostro paese possiede il monopolio dell’“etica” che abbraccia indistintamente Governo e Opposizione parlamentare che fanno a gara – come sempre – ad inginocchiarsi all’altare del giustizialismo e del buonismo ipocrita.

Respingiamo

 

il tentativo di espropriare anche i movimenti di lesbiche, gay, trans e femministe, di categorie fondamentali quali l’antifascismo, altrimenti l’ambiguità politica finirebbe per rendere le nostre soggettività complici di quest’ordine morale e politico che concede una legittimazione vittimizzante e minoritaria in cambio dell’assuefazione alla repressione.
 

Contrastiamo

 

questo potere che, dove non addomestica, reprime e, attraverso
l’ordine morale vaticano, assume dispositivi di disciplinamento e controllo sociale che negano qualunque tipo di autodeterminazione: l’autodeterminazione sociale ed economica dei e delle migranti, l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita di donne, gay, lesbiche e trans, ogni percorso di autorganizzazione, di dissenso e di conflitto.

Denunciamo

 

che quando il processo di addomesticamento non si compie viene utilizzato il carcere, il CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione), la repressione, la
paura, la noia, la solitudine, l’intimidazione e la criminalizzazione per neutralizzare gli elementi di dissenso non previsti e non gestibili: migranti, movimenti, studenti, lavoratori e lavoratrici, disoccupati/e.
 

Riaffermiamo

 

che antirazzismo, antifascismo, antisessismo sono lotte, necessarie l’una all’altra, da condurre anche contro l’uso strumentale delle libertà di donne e
lgbt per rafforzare e legittimare un modello razzista.
Portiamo in piazza i nostri percorsi di autodeterminazione nell’acutizzarsi della crisi economica e dello smantellamento dello stato sociale – in particolare della scuola e dell’università – che tanto spazio lascia alle imprese private e confessionali.

Riaffermiamo

 

le diversità e le differenze sociali, sessuali, culturali, contro l’identità nazionale razzista e eterosessista che ci vogliono imporre e contro l’ordine morale vaticano.
Portiamo in piazza i nostri percorsi di liberazione per ribadire la nostra volontà di agire nello spazio pubblico per produrre trasformazione sociale e culturale.
 

 

Roma – sabato 13 febbraio 2010
Manifestazione Nazionale NO VAT
Autodeterminazione laicità antifascismo antirazzismo liberazione
www.facciamobreccia.org
Per adesioni: adesioni@facciamobreccia.org 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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