Portale

Prima pagina | Mappa

 

Redazione & informazione

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci dal territorio

Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Le voci più recenti 

 

 

  Gli eventi del mese 

Gennaio 2010

 

  Archivi 

2011 2010 2009

 

EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

Capranica, Viterbo, lunedì 18 gennaio 2010  

Ma vuoi mettere Hammamet con Pecorara?

di Doriana Goracci

 

 

Il grande "golpe soft" prosegue!

 

Ma vuoi mettere Pecorara con Hammamet?

Ho invertito le zone geografiche del titolo.

Non c’è nessuna folla di giornalisti e neanche di naviganti per le strade del Paese Italia, Pecorara, che ha poco meno di 1.000 abitanti.

 

C’è stata invece, la folla, al cimitero di Hammamet in Tunisia, per commemorare Bettino Craxi, Leader socialista morto 10 anni fa.

Sono arrivati da ogni parte d’Italia.

Da ogni parte d’Italia hanno contribuito a parlarne, con tutti i mezzi: riabilitazione terapeutica.

 

E allora mi accanisco io, solita direzione ostinata e contraria, perchè l’ha fatto un amico ieri, Roberto Aldo Mangiaterra, di aggiornarci da Reset-Italia.net con questa notizia:

Cancellata Piazza 25 UnionTuscia “Accade a Pecorara in provincia di Piacenza” e di scrivere al Primo Cittadino di questo Stivale tutto il suo sdegno.

Scusateci: non siamo Grandi Firme, ma andiamo avanti.

Tento anch’io e mi prendo un po’ di spazio e spero anche la vostra attenzione.

 

 

Dal forum del sito Mafarka!, cuore nero che di più non si può, apprendo anche altro: CAMBIA NOME PIAZZA 25 APRILE A PECORARA, LUOGO SIMBOLO LEGA

SINDACO ALBERTINI (PDL-EX AN) LA INTITOLA A CARDINALE DELLA ZONA”.

 

L’ANSA : Un’offesa ai martiri della Resistenza”.

Così il Presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani di Piacenza, Mario Spezia, ha commentato la decisione di Franco Albertini, Sindaco PdL di Pecorara, piccolo Comune sulle colline piacentine della Val Tidone, (meno di mille abitanti), di cambiare il nome della centralissima Piazza XXV Aprile intitolandola al Cardinale Jacopo Da Pecorara.

 

Un’ offesa ai martiri delle Aie di Busseto e a Don Giovanni Bruschi, cappellano della Resistenza, che nel cimitero di Pecorara riposa”, lamentano i partigiani cristiani, che ricordano al giovane e sprovveduto Sindaco Albertini che la possibilità che oggi gli è concessa di dire e pensare liberamente ciò che vuole, lo deve a tanti ragazzi come i martiri delle Aie di Busseto e a tanti preti come Don Giovanni Bruschi e, non certamente al pur prestigioso Cardinale Jacopo Da Pecorara che potrà trovare altro luogo in cui essere ricordato che non la piazza”.

 

L’iniziativa è stata duramente attaccata anche dall’Opposizione in Consiglio Comunale che ha parlato di decisione provocatoria nei confronti di chi ha sofferto, di chi ha combattuto e di chi ha perso la vita perchè ci fosse il 25 Aprile della Liberazione”.

 

Il Sindaco respinge ogni accusa:

Non c’è nessuna motivazione politica dietro la decisione presa dalla Giunta – ha spiegato Albertini – e nessuno vuol cancellare il significato che quella data rappresenta.

L’unico intento è quello di intitolare la piazza principale del paese ad un personaggio, il Cardinale Jacopo Da Pecorara, che ha dato lustro al paese e le cui reliquie a giugno giungeranno a Pecorara da Piacenza, da dove verranno trasportate alla presenza del Vescovo”.

 

Pecorara è diventato uno dei luoghi-simbolo della Lega, da quando il Leader del Carroccio, Umberto Bossi, da alcuni anni festeggia con una cena a base di zucca, il 31 ottobre, la Halloween padana come l’ha ribattezzata qualcuno.

A trasmettergli la passione per il luogo è stato l’amico Giulio Tremonti, che da tempo frequenta la montagna piacentina e che ha accompagnato il Leader leghista alla Festa della Zucca di Pecorara.

 

Il 31 ottobre scorso fu proprio il Sindaco Albertini (che non è leghista ma proviene da AN) a volere la celebrazione di una messa dedicata ai militanti leghisti prima della Festa della Zucca, per evitare polemiche in passato avanzate dalla Chiesa locale contro una ricorrenza ‘pagana’ come Halloween.
 

 

E dallo stesso sito traggo la notizia:

CRAXI, CASTELLINO: AFFISSI 20.000 MANIFESTI PER BETTINO”.
 


Torniamo al Comune di Pecorara, ha un’isola ecologica, smaltisce i rifiuti, differenziando e si vede.

 

Ha nella pagina principale un bel Visitate l’Oratorio di Vallerenzo, restauro scientifico dell’ex Oratorio della Madonna della Misericordia di San Lodovico in Vallerenzo, visitabile liberamente con i contributi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Banca di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano e si vede qual’è la Cura della Curia.

 

Poi pone un video Family Life TV – Sky, riguardante il Comune di Pecorara e la disciolta Comunità Montana Valle del Tidone, altri due di Monteboys Party, e tanto tartufo e suoi sottoprodotti.
Fosse un sottoprodotto anche il 25 Aprile?
 

Leggo pure un contributo su Wikipedia alla parola ‘25 Aprile Resistenza’:

Secondo diverse fonti il numero di partigiani, partendo dalle poche migliaia dell’autunno del 1943, raggiunse alla fine della guerra una consistenza di circa 300.000 uomini.

Molti studiosi pongono però dei dubbi sul reale numero di partigiani attivi alla fine della guerra, riportando cifre ben più modeste relative agli uomini e alle donne impegnati direttamente nella lotta armata, sostenendo che tra i circa 300.000 che si definiranno partigiani dopo il 25 Aprile molti siano semplicemente simpatizzanti della Resistenza che, pur non partecipando direttamente alle azioni partigiane, avevano fornito (rischiando comunque la vita) supporto e rifugio e che in alcuni casi vennero conteggiati tra i partigiani anche ex Fascisti ed ex Repubblichini saliti sul carro del vincitore grazie a conoscenze, alla corruzione o alla delazione di altri sostenitori della dittatura fascista o sostenitori della Repubblica Sociale Italiana (secondo le loro indicazioni non necessariamente veritiere)”.
 

Ripenso a quei 300.000 in Piazza del Popolo a Roma il 3 ottobre, corsi all’appello dei Media Liberi da ogni dove per la libertà dell’espressione, dell’informazione e della stampa.

Corse anche Barbara in un’altra Piazza quel 3 ottobre con migliaia di docenti precari a gridare che è emergenza culturale e ci diede una lezione, che evidentemente hanno raccolto in pochi.

I mille, o poco meno, di Pecorara, ci stanno dando una lezione e non solo gli accorsi ad Hammamet, altro che garibaldini.

Cosa è successo in questo week-end ai Resistenti?

È silenzio.
Che dire di accendere una luce, diventata livida, sul cadavere di questa Costituzione, fondata sulla Resistenza?
 

Era il 21 gennaio 2006 e scrissi una delle mie prime lettere a Megachip:

A Roma si è ballato sul cadavere della Costituzione, è al fianco dell’“Appello di Megachip per la salvaguardia del Referendum Costituzionale”.

Da allora ne ho firmati tanti di appelli, l’avevo fatto anche prima, come i presidi e le manifestazioni, oggi scelgo con cura dove stare, con chi, e scrivo direttamente a voi interlocutori invisibili, e non a coloro che non mi rappresentano nelle Istituzioni e non ho delegato.

Mi chiedevo come iniziare quanto ho scritto.

Era d’estate e avevo dato come titolo leggendo una notizia, Piccole scosse abruzzesi.

La conservavo in bozza:”

È un operaio romeno 22enne l’ultima vittima del lavoro.

Si tratta di Daniele Barbus Vassile, è morto in un cantiere di Tortoreto Lido, in Provincia di Teramo.

L’uomo è caduto nella macchina che tritura i sassi.

È morto sul colpo”.
 

Ci stanno triturando, un’Intifada al contrario, sassi su sassi, sassi in bocca.

Un disegno preciso dalla Cabina di Regia allo Struscio Istituzionale e serve la nostra risposta, subito.

Sembra che gli italiani all’estero siano sensibili a quello che noi, qui in Italia non vediamo, invitano allo Sbarco e non sono ancora neanche mille.

 

È uno di quegli appelli, rarissimi, che ho scelto di firmare, perchè sottotitola ‘Diario di bordo di un’impresa possibile’.

E la mia praticità, fare i conti tenendo i piedi per terra, mi dice che dobbiamo trovarlo un modo per ridare dignità a questa nostra vita, a chi ci vive a fianco.

O vogliamo suggerire alla Sinistra, una utilissima, come sempre, ‘Commissione d’inchiesta per il 25 Aprile’?
 

Quando arrivi a casa, fammi un segnale, sembra che sia guerra, emergenza…

Ma già, io canto… tra Amici…

Io vedi… diventerò qualcuno, lo canta anche Caparezza.
 


“Se ci si sente mendicanti, ci si comporta da mendicanti.

Per recuperare il nostro futuro la prima cosa da fare è decolonizzare i nostri spiriti”. Aminata Traorè su RE-Sisters Donne e resistenza contemporanea

 

 

Vedi anche l'Appello


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Tuscia Romana online

 

 

 
 

 

 

 

Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina