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Capranica, Viterbo, martedì 5 gennaio 2010 Una Befana a muso duro - come nel 1928
Cartolina della Grande Guerra. (Foto di archivio)
Torna a Viterbo il giorno della Calza della Befana più lunga del mondo: "Maxi calza realizzata in tela di iuta lunga 52,30 del peso di kg 400 circa, internamente riempita con palloni gonfiabili, sacchi di carta e doni per bambini, trasportata a spalla da 100 figuranti tipicamente vestiti da befana, intervallate da 15 Fiat 500 sul cui tettino poggia la calza".
L’Occasione è da non perdere, mi dico che
va presa al volo, da tempo. Quest’anno è un Trionfo patriottico! Come nel 1928, con l’istituzione della Befana Fascista “la Befana mette le Ali”, simili a quelle degli aeroplani italiani – evviva gli aeroplani – avrebbe potuto valicare il mare. “Questa è l’Italia di Mussolini, che già s’avanza verso l’Impero: va tu Befana dai soldatini, a dir che sempre laggiù è il pensiero… Le maghe si accostavano l’una all’altra per formare la bandiera italiana, anche la Befana lasciava cadere il mantello disvelando la sua vera entità: lei era l’Italia! Di fronte a tale portento, un coro di fanciulli alto levava il canto:
“Per la nostra civiltà, eia, eia alalà”.
È stato anticipato dall’Informazione che “nel solco della tradizione delle Befane Tricolori, anche quest’anno, con l’organizzazione del Popolo della Libertà e di Realtà Nuova, e la collaborazione del Senatore Domenico Gramazio, dell’Onorevole Tommaso Luzzi, Consigliere Regionale del Lazio e di Luca Gramazio, Consigliere Comunale di Roma, saranno distribuiti circa 5mila pacchi dono nel nome della Befana Tricolore. Le iniziative sono partite ieri dalla Provincia di Roma e, in particolare…”
Ed ecco Viterbo con la Macchina della Fantasia: “Torna la Befana Tricolore…” la novità di questa edizione 2010, organizzata dal Gruppo PdL del Comune di Viterbo in collaborazione con il movimento Giovane Italia, fondato dai giovani provenienti dai vecchi partiti di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Popolari Liberali, non è fine a se stessa.
L’appuntamento dedicato ai bambini… si sposerà con la solidarietà. L’ingresso alla festa del 6 sarà gratuito… “Un kilo di auguri”. Il tutto verrà destinato alla mensa Caritas che proprio in questi giorni di festa ha visto aumentare notevolmente la richiesta di pasti…
“Dal Movimento Sociale, passando per Alleanza Nazionale e arrivando al Popolo della Libertà, la Befana Tricolore ha conservato l’originario nome.
Un segnale che,indipendentemente dai
partiti che l’hanno organizzata e tramandata negli anni, testimonia il
valore di questa importante tradizione italiana, dedicata all’Epifania e
ai bambini”.
Insomma un pasto fisso è assicurato come
un posto da piccoli spettatori, l’Onorevole Domenico Gramazio avrà di
che stappare nuovamente una bottiglia di champagne, come suo figlio Luca
Gramazio che sottolineava la necessità di una Destra forte in
Campidoglio, “che sappia interpretare i reali bisogni dei cittadini e
avviare finalmente una politica amministrativa fatta di cose concrete”.
Leggo per stare alla cronaca concreta, oggi 5 gennaio: “Un romeno di 30 anni si è buttato nel Tevere dal Ponte Sublicio, vicino all’Isola Tiberina. L’uomo era in fila al pronto soccorso del Fatebenefratelli dove aspettava da quattro ore il ricovero. Secondo alcuni testimoni si è lanciato dopo essere salito in piedi sul parapetto.
È disperso”. Devo aggiungere altro? Ma sì, l’impegno del PD e del suo Presidente alla Provincia Mazzoli, nel far volare l’Aereoporto che non vola e le Befane Tricolori che uniscono i Grandi Impegni: Il PD è impegnato nella costruzione di una forte alleanza. A breve la formalizzazione della richiesta di un incontro con l’UdC: ”Per avere l’aeroporto serve un’ulteriore sinergia tra le Istituzioni locali”.
È la Cultura della solidarietà. Che vi lascio io per domani? Il racconto per l’Epifania di Troisi, della sua infanzia col papà ferroviere, quella mai negata che faceva stupire i miei figli il 6 gennaio, quando i giocattoli, passavano attraverso una cappa, magicamente. Perchè certe affermazioni, certe sfilate con 100 replicanti Befani, certi primati mi ricordano più che mai con rimpianto infinito lo sguardo fermo e dritto al futuro di Pierangelo Bertoli, il suo A Muso Duro.
La Befana sa benissimo con chi e quando
essere dolce, altro che polveri sottili da spargere, che dovremmo pulire
noi, tanto per non cambiare.
A muso duro
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Tuscia Romana online |
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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
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Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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