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Capranica, Viterbo, sabato 26 dicembre 2009

Natale in Casa C.I.E.

di Doriana Goracci

 


Come vuole la Tradizione, alla vigilia si mangia di magro, e a Natale è lecito e bene augurale passare alla carne.
I Media sanno bene cosa offrire in queste Giornate di Festa e ode alla vita, cosa mettere bene in evidenza nel Menù.

 

 

“Attacchi e persecuzioni” non mettono paura alla Chiesa, come bene ha sottolineato dalla loggia… vaticana il Papa Benedetto XVI nel suo messaggio natalizio, alle 12.

 

Lesto, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha manifestato a Benedetto XVI sentimenti di “affettuosa solidarietà” per il tentativo di aggressione alla Messa di Natale.

 

Gli fa Eco l’Incerottato:

“Dopo quanto accaduto in Piazza del Duomo il clima politico sembra cambiato, e cambiato in meglio: si è certamente rasserenato e la stragrande maggioranza degli italiani si è iscritta a quello che qualcuno ha chiamato ironicamente partito dell’amore”.
 

Solo ad averli nominati, ma era a mio avviso indispensabile, mi sento sporca e contaminata: “Fatti non foste a viver come bruti”.

 

 

E allora veniamo alle nostre Città Dolenti, ai corpi morti caduti…

 

Veniamo ad altre cifre che non fanno vincere un bel niente: nel Pallottolliere Italiano Suicidi in carcere, si poteva leggere fino a poche ore fa che, con gli ultimi due morti registrati a Vicenza e quello di Roma, “i detenuti che si sono tolti la vita nel 2009 nelle carceri italiane sono 71, cifra che supera la precedente soglia massima di 69, fatta registrare nel 2001”.

 

Affermazione in una nota del Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
Saranno diventati 72 dopo che “un trasessuale brasiliano di 34 anni, bloccato domenica scorsa perché irregolare, si è impiccato nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli a Milano”?


La cronaca continua.

“Per uccidersi ha usato un lenzuolo, fissato alle sbarre della finestra della sua stanza al CIE.

Il cadavere è stato scoperto intorno all 15,30 da un altro immigrato trattenuto nel Centro, che ha dato l’allarme.

Secondo la prima ricostruzione, il transessuale sarebbe entrato nella sua stanza attorno alle 14 e da quel momento nulla di strano è stato notato fino alla tragica scoperta del suo gesto.

Liberato dalla stretta del lenzuolo, il trans è stato subito portato in infermeria dove sono iniziate, senza esito, le manovre rianimatorie.

Quando è arrivata l’ambulanza, il rianimatore non ha potuto fare altro che constatare la morte.

Ignota al momento la causa del suicidio.

La polizia tiene a sottolineare che in questi giorni il CIE non è particolarmente affollato”.
 

Dunque, ripeto, il CIE è un carcere o un Centro di accoglienza per identificare gli irregolari?

 

Perché se così fosse, stando sempre a quanto scritto sui giornali, ci sarebbe posto nei CIE, non sono affollati e forse il trans era uno psicolabile, un nuovo astro della Cronaca Nera, un kamikaze…

Qualcuno ricorda la canzone di Natale del film Full Metal Jacket, Stanley Kubrick, 1987?

La cantava il Sergente Maggiore Hartman (Ronald Lee Ermey).

I rappresentanti del Gruppo EveryOne ricordano che “l’Italia è il primo Paese europeo per discriminazioni, morti e violenze transfobiche…” e che “l’Italia ha anche il primato dei suicidi, delle violenze e degli stupri nelle prigioni”.
 

Guarda che scherzi mi fanno le Feste… che guazzabuglio gastrico.

State agitati perchè il Vostro Menù è rifiutato e quando torna indietro, il riflusso, può diventare una calamità “naturale”.

 

E per chi voglia e può vedere, un video del 2005 di Via Corelli a Milano quando il CIE [Centro di Identificazione ed Espulsione - Nota della Redazione] era il CPT [Centro di Permanenza Temporanea - Nota della Redazione].


Natale è stato anche questo e le “cause sono ignote”.

Si indaga.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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