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Anguillara Sabazia, Roma, domenica 20 dicembre 2009 Anguillara Sabazia - “Per non dimenticare” i due giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo scomparsi a Beirut nel 1980 di Iris Novello
Un momento della Conferenza per ricordare giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo. (Foto © Iris Novello)
Il silenzio in alcuni casi può diventare l’alleato più subdolo della menzogna, la cortina di ferro che spacca in due verità e oblio ed oltraggia il sacrosanto diritto alla conoscenza. La conferenza stampa organizzata sabato scorso nella Sala Consiliare del Comune di Anguillara Sabazia dall’Associazione Arché, ha proposto il doveroso ricordo dei due giornalisti italiani scomparsi a Beirut nel 1980.
Della affannosa ricerca di una verità scomoda per qualcuno, ma necessaria per altri, hanno parlato la Presidente dell’Associazione, Myriam Vittoria Sebastianelli, il Sindaco di Anguillara Antonio Pizzigallo, i giornalisti Giovanni Francesco Piano e Gian Paolo Pelizzaro ed i parenti più stretti delle vittime del silenzio.
“In Graziella De Palo e Italo Toni si rispecchiano le oscurità dell’Italia – ha introdotto la Professoressa Sebastianelli – ma per non azzerare la loro memoria abbiamo tutti il dovere di bucare il silenzio affrontando il mistero che ruota intorno alla loro scomparsa, per penetrare sia la storia nei suoi anfratti, sia i percorsi delle colpe attentamente occultate dal dogmatismo di Stato”.
Graziella De Palo, giornalista di “L’Astrolabio” e “Paese Sera” e Italo Toni, redattore dell’agenzia “Notizie”, sono partiti il 2 agosto 1980 per Damasco con un volo della Syrian Arab Airlines per effettuare un reportage sui campi palestinesi in Siria e in Libano, su invito del rappresentante dell’OLP Nemer Hammad. L’organizzazione palestinese ha fornito loro il visto d’ingresso per la Siria, il biglietto aereo a prezzo ridotto e l’ospitalità gratuita in un albergo di Beirut.
Dopo il pernottamento a Damasco i due reporter si sono trasferiti nella capitale libanese dove sono stati accompagnati all’Ufficio stampa dell’OLP per registrarsi in qualità di giornalisti ospiti della resistenza palestinese e dove hanno incontrato Mahmud Labadi, Capo dell’Ufficio, e padre Ibrahim Ayad, un sacerdote cattolico palestinese già conosciuto precedentemente a Roma.
Labadi e Ayad hanno provveduto ad alloggiare De Palo e Toni all’Hotel Triumph, un albergo dell’organizzazione situato ad ovest di Beirut, nella zona appunto soggetta ad occupazione sirio-palestinese.
Lì sono rimasti fino la mattina del 2
settembre.
I due giornalisti la mattina del 2 settembre avevano un appuntamento presso gli uffici del “Fronte Democratico” di Nayef Hawatmeh, una macchina e degli accompagnatori dell’organizzazione li avrebbero dovuti portare in visita alle postazioni militari palestinesi del Sud. Da allora dei due giornalisti non si è saputo più nulla.
Il silenzio imposto dal segreto di Stato ha intralciato l’affannosa ricerca della verità e il muro di gomma innalzato dalle grandi testate giornalistiche ha rafforzato l’occultamento di notizie imposto dalle istituzioni governative.
Gian Paolo Pelizzaro, giornalista esperto di terrorismo internazionale e questioni di intelligence, già consulente della Commissione Stragi e della Commissione Mitrokhin, e il giornalista Alvaro Rossi, redattore del libro “Il caso Toni-De Palo”, hanno ripercorso le tappe della vicenda e raccolto in una sorta di diario di bordo tutte le certezze e i lati oscuri che il caso presenta.
La decisone intrapresa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, e comunicata pochi giorni fa al richiedente Presidente del COPASIR Rutelli, di declassificare una parte dei documenti sottoposti al segreto di Stato, ha riacceso nei familiari la speranza di poter finalmente conoscere le ragioni per le quali i due giornalisti non sono più tornati a casa.
Da 29 anni i parenti cercano la verità, per 29 anni si sono visti chiudere le porte in faccia. “L’ultima notizia che ho avuto di mia figlia è stato un suo telegramma inviato da Damasco – ha detto con un filo di voce la mamma di Graziella – tutti questi anni per me sono stati un lungo giorno di dolore”.
In Aula Consiliare erano presenti anche i fratelli di Graziella e di Italo per ribadire “tutti i tentativi messi in atto per farci tacere e non compromettere le trattative in corso”, ma anche per accusare “il silenzio stampa che ne è seguito e la solitudine nella quale ci hanno relegato le istituzioni”.
Il Vicesindaco Stefano Paolessi ha annunciato nel corso della conferenza che anche il Consiglio Comunale di Anguillara, dopo quello di Sassoferrato (il paese natio di Italo Toni) e della Provincia di Ancona (oltre all’Ordine dei giornalisti delle Marche), presenterà una documento per richiedere la rimozione del segreto di Stato, perché, come hanno ribadito alcuni giornalisti presenti in sala, l’occultamento di azioni criminali pone il Governo in uno stato di compromesso che toglie ad ogni cittadino la certezza del diritto ad essere informato e sottrae ai familiari la rassegnazione necessaria ad attenuare il dolore della perdita.
Vedi anche la Locandina dell'evento
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Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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