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Canale Monterano, Roma, venerdì 18 dicembre 2009  

Canale Monterano - Il paese della Tuscia Romana in festa: Natale di tradizione e gastronomia

Fonte: Comunicato Stampa Soc. Coop. Soc. Lympha

 

 

Due mostre di presepi a Canale Monterano. (Foto di archivio)

 

Una giornata dedicata alla riscoperta delle tradizioni e della buona cucina.

 

Questo il programma dei “Mercatini di Natale”, organizzati dalla Pro Loco di Canale Monterano, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e della locale Università Agraria ed in collaborazione con il “Comitato nati nel ‘70”, le contrade, le catechiste e la cooperativa sociale Lymph@.

 

Il programma prenderà il via con l’inaugurazione di due mostre di presepi “particolari”: una, organizzata dalla Cooperativa Lymph@, per celebrare i 50 anni dei lavori dell’artigiano locale Giovanni Pigna, nonché Presidente dell’Associazione Combattenti locale, l’altra, invece, organizzata dalla Contrada Centro, realizzata dai bambini ed incentrata sull’utilizzo di materiali di riciclo.

L’attenzione all’ambiente è ulteriormente testimoniata dal laboratorio creativo “Accendi un’idea” che vedrà coinvolti i piccoli tra i 5 ed i 10 anni all’interno della Sala Mostra in Piazza Tubingen: ognuno potrà tornare a casa con la propria pallina da appendere all’albero di Natale.

A seguire il raduno di auto d’epoca e l’apertura dello stand gastronomico del Comitato nati del '70: polenta, carne alla brace e del buon vino rosso, saranno il liet motiv del pranzo natalizio all’interno dei locali dei Granaroni.

Nel pomeriggio, tra prodotti locali ed artigianali, sarà possibile ascoltare la musica della banda musicale “E. D’Aiuto” ed assistere all’esibizione dei bravissimi sbandieratori della Pro Loco.


Per finire alle 17, presso i locali della Sala Mostra in Piazza Tubingen, andrà in scena (ingresso gratuito) lo spettacolo “Porgete orecchio, egregi miei uditori”, basato su testimonianze e cantate improvvisate registrate da Antonello Ricci all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso in vari paesi dell'Alto Lazio.

 

Trasformando racconti e rime dei cosiddetti poeti a braccio in narrazione teatrale, “Porgete orecchio” rievoca storie di brigantaggio, di emigrazione, di guerre mondiali, di lotta per la terra e di riforma agraria, di boom economico a scoppio ritardato, di agonia e morte del millenario ordine socio-economico del latifondo.

 

 

Vedi anche la Locandina dell'evento


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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