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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Web, giovedì 3 dicembre 2009 Bhopal - L'“Hiroshima chimica”: a 25 anni dalla peggiore catastrofe industriale della storia, questa strage di diseredati firmata dal capitalismo occidentale rimane impunita Fonte: su segnalazione di Massimo Perugini
Corpicino senza occhi - una delle terribili immagini simbolo della strage di Bhopal. (Foto di archivio)
Quella notte maledetta oltre 40 tonnellate di isocianato di metile
prodotto dalla Union Carbide, multinazionale americana di pesticidi,
fuoriescono dalla fabbrica localizzata nel cuore della popolosa città di
Bhopal - Bhopāl o भोपाल, nello Stato Madhya Pradesh dell'India Centrale
- e per gran parte del milione e mezzo di abitanti è l'apocalisse.
Nella fabbrica, ormai in disuso da circa due mesi, tutti gli allarmi sonori sono disattivati, nonostante vi si conservino ancora 63 tonnellate di isocianato di metile ed inoltre in vasche a temperatura ambiente invece che a zero gradi centigradi, violando ogni norma di sicurezza: personale non specializzato, degrado dell’impianto, incontrollata fuoriuscita d’acqua e l’isocianato di metile raggiunge lo stato gassoso.
Un’esplosione termica trasforma 42 tonnellate di isocianato di metile liquido in un vortice gassoso la cui pressione aumenta fino a creare un geyser altissimo, il quale con il vento raggiunge rapidamente le bidonville dei quartieri più poveri della città, mutandosi con la pioggia in acido isocianico.
Le strade si riempiono di senzatetto con polmoni ed occhi in fiamme, in preda a spasmi atroci, gli ospedali si riempiono di migliaia di persone ormai cieche, che soffocano e vomitano, agonizzanti, davanti a medici impotenti senza un antidoto, perchè i tecnici della Union Carbide continuano a tacere la composizione della nube tossica... per motivi di concorrenza!
Nonostante a fine 2004 la contaminazione sia ancora attiva e continui a mietere vittime tra la popolazione locale, nonostante acqua e terra siano ancora oggi documentatamente inquinate, nessuno dei responsabili morali e/o materiali della strage viene mai condannato: non Warren Anderson, Presidente della Union Carbide, nessuno dei vertici della Union Carbide Eastern Inc. o della Union Carbide India Limited, anzi...
Le pressioni politiche di Washington inducono il Governo Indiano - il quale, riesaminato nel 1991 l'“accordo” raggiunto due anni prima fra la Union Carbide e le famiglie delle vittime, aspetta fino al 2004 prima di spiccare mandati di arresto nei confronti di Anderson e di altri diciannove responsabili chiedendone l’estradizione agli Stati Uniti, istanza tra l'altro negata - a derubricare alla fine l’accusa da “omicidio” di massa e “strage” a penalmente trascurabile “negligenza”!
Poi tra il 1999 ed il 2001 tutte le azioni in circolazione della Union Carbide - la quale aveva iniziato la produzione di pesticidi a Bhopal nel 1980 al motto di Safety First, “La sicurezza prima di tutto” (!?) - vengono acquisite da un'altra multinazionale nordamericana, la Dow Chemical - la quale apre oggi il suo portale web con A Growing World Brings Growing Responsibility, “Un mondo che cresce comporta una crescente responsabilità” (?!).
Alla faccia di questi slogan tristemente vuoti, la Dow dichiara apertamente di non intendere nel modo più assoluto accollarsi alcune delle “presunte” responsabilità della Union Carbide riguardo alla strage: “presunte” perché di fatto né la Union Carbide né, tanto meno, la Dow hanno mai ad oggi subito un solo processo - i vertici della Union Carbide, convocati davanti a tribunali indiani, non si sono mai presentati.
Il cosiddetto “risarcimento” alle famiglie colpite rimane quindi una criminale e cinica beffa: un accordo extra-giudiziale per un totale di 470 milioni di dollari, somma una tantum che per le famiglie “risarcite” significa in pratica poco più di mille dollari ciascuna per tutti i 25 anni passati - il che, riportato nella quotidianità della loro vita di decimati, sopravvissuti e, per generazioni a venire, appestati, dà l'indecorosa somma di 11 centesimi di dollaro americano per giorno a famiglia!
Vergogna!!!
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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